Analisi della telefonata di Salvatore Parolisi al 112

Each word selected by an individual is a product of a conscious or unconscious choice and each word deserves individual analysis. Don Rabon

Alle ore 16.34 del 18 aprile 2011 dall’utenza cellulare in uso a Salvatore Parolisi viene effettuata una telefonata della durata di 8.33 minuti al servizio 112, centrale operativa del comando provinciale dei carabinieri. Parolisi si trova in località Colle San Marco al bar ristorante ‘Il Cacciatore’ dove si è recato a cercare la moglie Melania Rea, scomparsa, a suo dire, da pochi minuti. Egli, su invito della signora Giovanna Flamini, proprietaria del bar, chiama i carabinieri e dopo aver digitato il numero 112 lascia che la stessa parli con gli uomini dell’Arma mentre lui si reca in bagno.

Fuoricampo, prima che l’operatore del 112 risponda, si sente la voce di Parolisi: Vedete un pò come…

Signora: Pronto
Operatore: 112, buonasera
Signora: Eh, buonasera, senta.. sono la signora qui al ristorante ‘Il Cacciatore’, a colle San Marco, il bar Sega’…
Operatore: Sì
Signora: Eh, c’è un signore qui che la moglie si è allontanata da circa un’ora e non.. non la ritrova… eh, non so se si poteva uscire, (incomprensibile).. noi abbiamo girato qua intorno però sinceramente non… doveva venire al bagno qui da me ma non è mai arrivata, è lui con la bambina.. piccolina che sta qui, che sta disperato.
Operatore: Quanti anni ha?
Signora: Eh, non so, dove è andato?… quanti anni ha sua moglie?… è andato al bagno… un attimo… eh, ci avrà una bambina di circa tre anni, ma so’ giovani… boo… non penso che ci avrà più di… ci avrà.. mm.. non credo che ci arriva a trenta, io non l’ho vista, non la conosco ma…
Operatore: Ma il marito dov’è adesso?
Signora: Il marito, un attimo che è entrato dentro al bagno, qui da me, qui al bar… mi ha detto: “Parlaci, tu sto disperato (ride) con i carabinieri.. “… però sinceramente non è…. che li conosco, cheee….
Operatore: Ma, sta disperato!? (in senso ironico)
Signora: Eh! Noi abbiamo fatto un pò di giri qui in circonvallazione (incomprensibile)….abbiamo incrociato anche una pattuglia vostra quando stavamo a girà a piedi… dico perché magari a volte si è sentita male perché ha detto ci aveva l’ernia.. oggi sono andati a fare un controllo lì alla clinica
Operatore: Sì ma che par… l’ultima volta che l’ha vista, dov’era? Che zona era?
Signora: Che l’ha vista come?
Operatore: Stavano insieme, no?
Signora: Io non l’ho vista questa signora
Operatore: No, no dico lui, stavano insieme, no? Quindi mi saprà dire?
Signora: Loro stavano ai giochi qui sopra…sa qual’è il bar mio?
Operatore: Sì, sì, l’Africano, no?
Signora: (incomprensibile).. vicino al chioschetto… eh, stavano ai giochi e ha detto che doveva andare al bagno, ha detto, siccome non sapendo la scorciatoia , questa brecciata che viene su da me, loro girano di sopra la strada a fianco al chiosco che passa lì al rifugio delle monache e poi gira qua no… ha fatto quella strada…. io l’ho rifatta a piedi siamo andati (incomprensibile) su quell’altra brecciata che c’è un fosso, dico a volte è cascata di sotto, gli squilla il telefono ma non risponde
Operatore: Com’è il numero? Glielo ha dato?
Signora: No, se n’è andato, sta dentro il bagno, mi ha lasciato il telefono (ride)… bhe

Fuoricampo:
Signora (rivolgendosi ai presenti): chiama un po’… (incomprensibile)…se ci parli, gli dai il numero, non so…(incomprensibile) Massimo
Signora (rivolgendosi a Parolisi): Vuoi parla’ un secondo con i carabinieri? Eh, è qui se gli dai il numero…

Al minuto 2.43 la signora, incapace di dare precise informazioni sulla scomparsa della signora Melania Rea, passa il telefono al caporal maggiore Parolisi.

Parolisi: Pronto.
Operatore: Pronto?
Parolisi: Pronto.
Operatore: Sì, allora, si calmi un attimino.
Parolisi: (incomprensibile)
Operatore: Come? Pronto?
Parolisi: Pronto, pronto.
Operatore: Allora, si calmi un attimo, eh, come si chiama la signora?
Parolisi: Rea Carmela (incomprensibile).
Operatore: Come?
Parolisi: Rea Carmela.
Operatore: Carmela?
Parolisi: Sì, però noi la chiamiamo Melania.
Operatore: Allora, Carmela, ho capito, il cognome?
Parolisi: No, cioè…
Operatore: Un attimo solo, si calmi un attimo.
Parolisi: Il nome è Carmela, però si chiama, cioè la chiamiamo sempre Melania, l’abbiamo chiamata.
Operatore: Il nome comunque è Carmela?
Parolisi: Sì.
Operatore: Detta Melania.
Parolisi: Sì, no dettaaa, cioè praticamente gli hanno messo Carmela, io so’ napoletano no…. siccome non gli piaceva l’hanno sempre chiamata Melania però..
Operatore: Va bene, mi spiega il cognome per piacere?
Parolisi: Rea, Rooma, Eeeempoli, Ancona.
Operatore: Roma, Empoli, Roa?
Parolisi: Rea, Roma, Empoli, Ancona
Operatore: Rea?
Parolisi: Erre, Roma.
Operatore: Empoli, Ancona, Rea?
Parolisi: Sì, Rea.
Operatore: Oh, mi dà il recapito telefonico di questa signora?
Parolisi: Treeee…
Operatore: E’ sua moglie no?
Parolisi: Sììì.
Operatore: Ma soffre di qualcosa, no?
Parolisi: Però, aveva un dolore aa.. all’ernia, ci ha avuto l’ernia, mo stamattina, io non so’ andato a lavoro sono militare… pronto?
Operatore: Sì.
Parolisi: Eh, io sono militare qui al 235 esimo, sono un istruttore.
Operatore: Come si chiama lei?
Parolisi: Parolisi Salvatore.
Operatore: Salvatore?
Parolisi: Parolisi, Parolisi.
Operatore: Padovisi?
Parolisi: Paro con la r, Pa ro li si.
Operatore: Pa ro li si.
Parolisi: Con la p, Pa ro li si…
Operatore: Sì, Parolisi.
Parolisi: Sì, Salvatore…
Operatore: Mi lascia il suo recapito telefonico pure?
Parolisi: Sì, 333… aspettate mo mi sta venendo l’ansia, non mi ricordo aspettate…. come (incomprensibile)…. l’ho chiamato con questo numero, non può vedere?
Operatore: Ah, è il suo questo numero, perfetto? Il numero di sua moglie?
Parolisi: Invece quello di mia moglie, perché io ho fatto la convenzione, quella lì della TIM con l’esercito, è uguale al mio, solo che all’ultimo fa 277… questo è 280, dovrebbe essere.
Operatore: No questo è 277.
Parolisi: Eh, allora quello di mia moglie è 280.
Operatore: 280 finale?
Parolisi: Sì, quello di mia moglie è 280… e allora.
Operatore: Quindi sarebbe…
Parolisi: (incomprensibile).. ho fatto una convenzione con l’esercito, quindi abbiamo comprato due schede là, quindi abbiamo (incomprensibile)…
Operatore: Quindi sarebbe —8102280.
Parolisi: Sì, penso che, si è vero, comunque è questo qua, cambiano le ultime due cifre a mia moglie, il mio 277 e lei era 280 (incomprensibile), 280 e 277 il mio, sì…. così..
Operatore: Ma sua moglie com’era prima di allontanarsi? Era tranquilla?
Parolisi: Sì …stava… in poche parole io stavo giocando con la bambina là alle altalene e lei mi ha detto: Devo andare in bagno,… ho detto: … mo andiamo.., .. ci siamo presi il caf… io sono venuto qua 15 giorni fa con altre… con la comitiva, insomma ci siamo divertiti e tutto, quindi… ho detto vabbè ho preso la bambina, quella piange, no!?  Voleva stare sull’altalena, allora lei mi ha detto: Vabbè ma lascia stare tanto qua io faccio subito, dieci minuti. Allora fai una cosa fatti fa’ u caffè da portare,… e poi mi son messo a giocare con la bambina e lo scivolo, l’altalena, un pò giù con le margherite così che lei prendev… e poi che ho fatto? non…emm cio.. dopo un pò ho detto ma questa, ma non arriva più? Non lo so però quanto è passato… è passato un quarto d’ora, venti minuti non lo so e poi ho detto vabbè mo aspetto un pò e ho iniziato a chiamarla…però mi squilla il telefono ma non mi risponde lei, ha capito? Mi squilla il telefono ma non mi risponde lei, allora ho detto ma questa dove è andata? Che sta a fa?.. di qua e di là sono venuto al bar, questo qua che ci siamo già venuti e ho domandato ai signori, ho preso pure un caffè e niente, ho detto: Signò, scusate eeh, ma ha visto una donna così?,.. e niente…
Operatore: Com’è sua moglie?
Parolisi: E’ bruna.
Operatore: Allora, capelli?
Parolisi: E’ mora alta, uno e settanta…
Operatore: Capelli lisci? mossi? come sono?
Parolisi: Che cosa?
Operatore: Sono lisci.. mossi i capelli, come sono?
Parolisi: Lisci, lisci ce li ha.
Operatore: Lisci, lunghi, corti?
Parolisi: Lunghi, sono corti, i capelli lunghi ci ha, eeh.
Operatore: Lunghi o corti?
Parolisi: Lunghi, lunghi.
Operatore: Come vestiva la signora?
Parolisi: Ci aveva un jeans chiaro e ci ha un giubbetto blue aveva addosso, ecopa… ecopelle insomma della Pinko l’aveva comprato.
Operatore: Giubbetto blue!?
Parolisi: Sì.
Operatore: Scarpe?
Parolisi: Ci aveva la magliettina nera, le scarpe non me le ricordo, non so che cazzo di scarpe aveva.
Operatore: Va bene, vedo di mandare su qualcuno, intanto dai.
Parolisi: Mi ricordo che eeee aveva gli stivali, boo non lo so non lo dire, mo so che del jeans (incomprensibile).
Operatore: Va bene adesso vedo di mandare su qualcuno, va bene?
Parolisi: Ok.
Operatore: Prego.

Parolisi digita il numero 112 con il suo telefono ma subito dopo si dirige in bagno e fa parlare con l’operatore una sconosciuta, la proprietaria del bar dove si è recato a cercare sua moglie, capita di frequente che soggetti che hanno commesso un omicidio facciano fare la telefonata di richiesta di soccorso ad un soggetto terzo, spesso incapace di dare precise indicazioni.

Il caporal maggiore con il suo comportamento, che non è altro che una tecnica di evitamento, mostra da subito di non desiderare di risolvere il problema.

La signora Flamini, al telefono con il 112, ride per ben due volte per l’imbarazzo in cui si trova a causa di Parolisi e l’operatore del 112 percepisce qualcosa di anomalo, di poco convincente nella condotta del caporal maggiore, tanto da mettere in dubbio la di lui reale disperazione, egli infatti afferma: “Be’, disperato!?” e la sua interlocutrice annuisce. Infine la signora, dopo aver riferito al 112 le poche informazioni a sua conoscenza, cerca Parolisi e lo invita a parlare con l’operatore, lo invita a farlo perché evidentemente egli è restio.

Quando, dopo 2 minuti e 43 secondi dall’inizio della telefonata, parla il caporal maggiore, egli non fa nessuna richiesta di assistenza. Una telefonata di soccorso dovrebbe avere come obiettivo primario una richiesta d’aiuto, spesso nelle telefonate di soccorso di soggetti realmente interessati a ricevere assistenza si ascoltano, non solo una, ma più richieste di aiuto espresse anche in termini diversi ma molto chiari, in questo caso manca completamente tale richiesta.

Dopo aver ascoltato la telefonata restano indelebili nella mente solo il tono della voce lagnoso e le informazioni inutili fornite dal caporal maggiore. Parolisi, durante tutta la durata della telefonata, sembra travolto dallo sconforto, uno sconforto sproporzionato rispetto al motivo per cui chiama il 112, egli appare così angosciato da indurre l’operatore ad invitarlo più volte alla calma e lo stesso Salvatore, in una occasione, riferisce di essere in preda all’ansia tanto da non ricordare il proprio numero di telefono. L’atteggiamento del caporal maggiore appare immotivato rispetto al racconto che egli fa della scomparsa della moglie che, a suo dire, Melania sarebbe scomparsa soltanto poche decine di minuti prima, tantomeno si spiega l’incongruente assenza di una sua qualsivoglia richiesta d’aiuto in presenza di un tono della voce così alterato.

L’amico Raffaele Paciolla che si trovava al fianco di Parolisi nei primi momenti delle ricerche, ha riferito agli investigatori che Salvatore era in forte stato di agitazione, muoveva le braccia in maniera vorticosa, ruttava di continuo e parlava come se ansimasse. Sia Raffaele Paciolla che il teste Umberto Poli rimasero stupiti dallo stato di prematura agitazione di Salvatore, condizione che paradossalmente si ridusse con il passare delle ore fino a svanire, invece che accentuarsi come sarebbe stato naturale.

Il caporal maggiore manifestava i sintomi somatici di una sindrome di adattamento ad uno stress acuto (General Adaptation Syndrome) evidenziabili non solo nelle vittime sopravvissute ad un grave reato ma anche negli autori. Tale sindrome non è altro che una fisiologica reazione che segue ad un’esperienza critica. Il sistema nervoso autonomo reagisce ad uno stress acuto rilasciando una cascata ormonale che produce un aumento della frequenza cardiaca, ansia, aumento della peristalsi gastrointestinale che può portare ad episodi di vomito o diarrea, inibizione della salivazione, midriasi, aumento della sudorazione e della frequenza urinaria, etc.

Ma torniamo alla telefonata, Parolisi, riguardo alla descrizione di Melania, si limita a rispondere alle domande dell’operatore senza fornire eventuali dettagli aggiuntivi, appare completamente passivo, mentre su altri argomenti si perde in tortuose dissertazioni e riferisce informazioni inutili ed inaspettate come: “Sì, no dettaaa, cioè praticamente gli hanno messo Carmela, io so’ napoletano no…. siccome non gli piaceva l’hanno sempre chiamata Melania però“, “mo stamattina, io non so’ andato a lavoro, sono militare”,”Eh, io sono militare qui al 235 esimo, sono un istruttore”, “Invece il numero di mia moglie, perché io ho fatto la convenzione quella lì della TIM con l’esercito, è uguale al mio, solo che all’ultimo fa 277… questo è 280, dovrebbe essere”  e “ho fatto una convenzione con l’esercito, quindi abbiamo comprato due schede là, quindi abbiamo”. 
E, in una tirata oratoria dove racconta ciò che è accaduto prima della telefonata al 112, Parolisi si dilunga nel fornire informazioni non necessarie, lo fa per ridurre l’ansia; questa sorta di sollievo, in questo caso, si percepisce anche ascoltando la variazione del tono della voce di Parolisi che appare meno alterato.

Dopo aver comunicato all’operatore del 112 di essere militare, il caporal maggiore fa una pausa; Parolisi dopo aver imboccato il suo interlocutore in modo che il colloquio viri temporaneamente, rimane in attesa di una domanda, l’operatore invece resta silenzioso, a questo punto Salvatore si ripete rispondendo alla domanda virtuale che si aspettava che l’operatore gli facesse: “Eh, io sono militare qui al 235 esimo, sono un istruttore”. Parolisi cerca di ingraziarsi l’operatore riferendogli di essere un “militare”, insomma un quasi collega, un insospettabile.

Da notare che per due volte durante la telefonata Salvatore parla della moglie chiamandola “questa”, un termine che ce la dice lunga sullo stato del loro rapporto.

Salvatore ad un certo punto si tradisce, mentre riferisce il numero di telefono di Melania comunica all’operatore che il numero della moglie “era”, gli sfugge un “era” che ci dice che la moglie è morta.

L’ex caporal maggiore dell’esercito Salvatore Parolisi è stato condannato in appello a 30 anni di reclusione per il reato di omicidio volontario aggravato dal rapporto di coniugio, dalla minorata difesa della vittima, dalla crudeltà e dal vilipendio di cadavere.
 Egli ha ucciso con 35 coltellate, il 18 aprile 2011 intorno alle ore 15.00 nel boschetto delle Casermette di Ripe di Civitella, la propria moglie Melania Rea, madre della loro bambina Vittoria. Poco dopo aver commesso l’omicidio, Salvatore, nel tentativo di crearsi un alibi, ha raggiunto con la figlia, la quale si trovava in auto mentre Parolisi accoltellava la Rea, la località Colle San Marco distante 11,7 km dal luogo del reato dove ha dato l’allarme per la scomparsa della moglie.

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