Risposta ad un settimanale

In risposta all’articolo del settimanale Giallo pubblicato sul n. 36 a pag. 40 a nome di Ester Nicola, è mio dovere precisare quanto segue:
L’affermazione contenuta nel titolo e nell’articolo stesso per cui io sarei stata convinta dai giornali che quello di Elena non sia stato un omicidio e che io abbia pronunciato tali parole durante l’udienza del 22 luglio davanti al Giudice non corrisponde al vero. Non comprendo come la giornalista abbia potuto fare una affermazione del genere non essendomi io mai espressa in questo senso.
Riguardo alle mie competenze la giornalista non può permettersi di scrivere che io non sono in possesso delle competenze e conoscenze necessarie per svolgere il compito che mi è stato affidato dagli avvocati di Michele Buoninconti. Non si capisce da quale fonte ufficiale ella possa trarre queste affermazioni che sono gravissime e corrispondono al falso. Dagli stralci del verbale pubblicati si evince soltanto che io ho risposto puntualmente al Giudice nel senso che sono un medico chirurgo ed un criminologo e non un medico legale, specializzazione non richiesta per svolgere il lavoro di consulente criminologo. Preciso che la laurea in medicina prevede studi di psichiatria, neurologia, medicina legale e tossicologia, in aggiunta ho ritenuto opportuno sostenere l’esame complementare di tossicologia forense. In aula non ho assolutamente trattato né l’argomento saponificazione, né ho mai parlato di tossicologia in quanto ho ritenuto entrambi i temi non rilevanti. Le domande postemi dalla dottoressa Deodato riguardo a queste due competenze non sono scaturite da mie affermazioni in tal senso, non avendo io, come già detto, mai trattato entrambi gli argomenti, né in aula, né nella mia perizia. Durante l’udienza ho solo affermato semplicemente in risposta alle domande del magistrato di non avere specifiche competenze in questi campi in quanto non sono fornita di una specializzazione né in medicina legale, né in tossicologia. Come già detto ciò non preclude che io possa svolgere il mio compito di criminologo. Alcuni criminologi sono semplicemente laureati in legge, filosofia od in psicologia e mancano completamente delle basi scientifiche fondanti della medicina e chirurgia. Non mi sono mai arrogata competenze che non possiedo, le mie bastano e avanzano.
Riguardo a quello che nell’articolo viene definito ‘manuale’, si tratta del libro più importante di medicina legale che abbiamo a disposizione in Italia ovvero: Istituzioni di Medicina Legale di Clemente Puccini (nome che ho fatto in udienza), libro più volte citato in aula e nella perizia dai medici legali dell’accusa. Alle pag. 431 e 432 è scritto quello che ho sostenuto in udienza ovvero che la ‘soffocazione diretta, si vede raramente negli omicidi di soggetti adulti sani in quanto è difficile mantenere la compressione degli orifizi aerei nell’individuo che si difende vigorosamente’. La giornalista afferma volutamente il falso quando scrive che la mia teoria ricostruttiva riguardante la morte di Elena Ceste si basa su sensazioni ed indicazioni generiche tratte da un non ben precisato libro. La invito a leggere con attenzione la mia perizia.
Infine, voglio precisare che pur abbracciando le conclusioni dell’esame medico legale compiuto dai medici legali dell’accusa, ovvero che non si può addivenire ad una causa di morte visto lo stato dei resti di Elena Ceste, non concordo invece assolutamente sull’unica ipotesi probabilistica da loro fatta, ovvero che Elena sia morta in seguito ad una asfissia, l’analisi delle risultanze investigative mi porta a concludere senza ombra del dubbio per un assideramento. L’ipotesi dei medici legali dell’accusa rimane limitata a quello che è il loro compito ovvero l’analisi dei resti di Elena, mentre il conoscere da vicino le risultanze delle indagini allarga la prospettiva e permette di escludere l’omicidio ed accredita una morte accidentale dovuta ad una tragica casualità.

Ursula Franco

P.S.: Il settimanale che ha pubblicato le notizie false e lesive della mia professionalità allo scopo di smontare la mia ricostruzione della morte di Elena Ceste non ha mai pubblicato la mia rettifica come previsto dalla carta dei doveri del giornalista (08/07/1993).