Omicidio di Sonia Marra: Analisi di una breve intervista rilasciata da Umberto Bindella

Sonia Marra

Sonia Marra

Sonia Marra è scomparsa da Perugia il 16 novembre 2006, aveva 25 anni.

Umberto Bindella, il suo ragazzo dell’epoca, è attualmente imputato in un processo per l’omicidio e l’occultamento del cadavere della Marra, Bindella si è sempre proclamato estraneo ai fatti a lui contestati.

Umberto Bindella

Umberto Bindella

Nel 2009, l’allora indagato Bindella rilasciò a Chi l’ha visto la seguente intervista:

Umberto Bindella: Il mio stato eee… come ha detto, attualmente, è cambiato, ho ribadito le medesime cose delle altre volte che fui ascoltato dagli inquirenti e nuovi elementi non sono emersi se non qualche analogia del giaccone che hanno trovato in casa mia con quello presunto visto da testimoni.

Frequentemente gli indagati affermano di aver “ribadito le medesime cose” agli inquirenti, ripetere le stesse cose non ne fa delle verità, in sintesi, Bindella non ci sta dicendo di aver detto la verità a chi indaga ma semplicemente di non aver cambiato versione.

Umberto Bindella: Un semplicissimo giaccone nero che si trova, credo, in qualunque supermercato e negozio d’abbigliamento, tutto qua, è normale sentendo anche altri fatti di cronaca che una persona, un ragazzo che può aver avuto un contatto con Sonia sia la prima persona ad essere sentita, ad essere indiziata, comunque seguita, attenzionata, poi sembra che la strada quella più facile sia la prima, quindi sono tornati a me.

Invece di dirsi estraneo ai fatti e di lamentarsi di essere perseguitato dalla Giustizia, Bindella afferma che è normale che si indaghi su di lui.

Giornalista: Da quanto tempo conoscevi Sonia Marra?

Umberto Bindella: La conoscevo dal duemila e cinque… eee alloggiavamo, avevamo in alloggio una foresteria, una camera presso l’ex famoso, ex seminario, cosiddetto ex seminario di Montemorcino, alloggiando nella stessa struttura eravamo, tra virgolette, camerati dopodiché eee io mi iscrissi al corso di teologia tenuto sempre nella medesima struttura dove lei era segretaria, questo è il rapportooo principale per un anno circa, dopodiché è evolutooooo in un incontro più intimooo però nulla di quello che è semb… che è apparso sui giornali, non ero il fidanzato.

In questa risposta sono presenti due “dopodiché” che hanno funzione di ponte temporale, il primo rappresenta un anomalo collegamento tra l’alloggio ed il corso di teologia, entrambi i “dopodiché” celano informazioni. Il fatto che Bindella non si ritenesse “il fidanzato” della Marra non esclude che abbiano avuto rapporti sessuali.

Giornalista: Avevate una relazione sessuale…

Umberto Bindella: C’è stato un incontro doveee, se vogliamo definirlo… di profonda amicizia, si è sfiorato l’intimo ma non c’è stato nessun rapporto sessuale.

E’ quantomeno bizzarro che Bindella definisca l’intimo incontro con Sonia Marra, un incontro di “profonda amicizia”, il termine “profonda” non può che evocare un atto sessuale. Giorgio D’Ambrogio, assistente della polizia di stato e amico del Bindella all’epoca dei fatti, sentito durante un’udienza ha affermato che, circa un mese prima della scomparsa della Marra, Umberto gli disse: “C’è intimità tra di noi”.

Giornalista: Si è parlato di una presunta gravidanza e di Sonia e si è detto che tu avresti comprato per lei i test di gravidanza!?

Umberto Bindella: Eh confermo, come confess… come confermato sempre, tanto che credo che lo stesso giorno della scomparsa, quando venni contatto, il giorno successivo, già accennai della possibilità che c’er… cioè del fatto che c’erano due test e potevano aver creato… poteva essere un indizio, quindi era una cosa ov… conosciuta da tempo, però, per quello che è, non sono alcu.. assolutamente collegati alla scomparsa di Sonia perché l’esito era negativo.

Bindella stava per dire “confessato”, un lapsus significativo. Se l’esito del test di gravidanza fosse stato “ negativo” perché l’assassino avrebbe fatto sparire i due test eseguiti da Sonia? A Bindella sfugge: “(i test) potevano aver creato”… dei problemi?… che avevano condotto all’omicidio di Sonia?. In questa risposta Bindella per almeno tre volte si autocensura, evidentemente non riesce a organizzarsi verbalmente.

Giornalista: Che fine può aver fatto secondo te Sonia Marra?

Umberto Bindella: Se leggiamo gli atti del pubblico ministero èèè una fine brutta, la mia speranza di fondo che stia bene, sicuramente l’opinione che ho è che non è questa la strada migliore per ritrovarla, ritrovare Sonia sarebbe la fine di questa storia, credo il primo a giovarsene potrei essere io.

Bindella mostra di non avere un’idea, strano, generalmente tutti hanno idee su tutto e in specie un amico così intimo della Marra, un’idea, in tre anni, dovrebbe essersela fatta. Umberto Bindella è vago e non dice di non essere coinvolto nella scomparsa di Sonia. 

Giornalista: Hai ucciso tu Sonia Marra?

Umberto Bindella: No, questa… cioè… no, ora, anch… se fosse non lo direi a lei.

Bindella non solo non nega in modo credibile ma lascia passare il messaggio che potrebbe averla uccisa lui. 

Gli innocenti negano con forza ogni qualvolta ne hanno l’occasione e detestano che si sospetti di loro.

Nel 2007, nel corso di un’intervista, Paolo Stroppiana, riconosciuto in seguito colpevole dell’omicidio di Marina Di modica, disse una frase simile: “So bene quale domanda le passa per la testa. Ma se davvero avessi ammazzato Marina, non verrei certo a raccontarlo a lei, non crede?”, un soggetto innocente negherebbe con forza e non aprirebbe alla possibilità di essere l’autore dell’omicidio.

Giorgio D’Ambrosio, assistente della Polizia di Stato e amico del Bindella all’epoca dei fatti, ha riferito agli inquirenti il contenuto di una telefonata intercorsa tra lui e Umberto Bindella che suona come una confessione. D’Ambrosio, subito dopo la scomparsa della Marra, chiese al Bindella se sapesse che Sonia era scomparsa e lui rispose: “Lo so. Ho fatto un casino, una cosa più grande di me e di te, una cosa cattiva, cattiva”.

Annunci