Un servizio della Radio Romena Italiana di Anca A. Mihai, sulla morte di Maria Oana Ungureanu

https://www.spreaker.com/user/rrlink/radio-roma-link-exclusiv-maria-ungureanu

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Recensione della mia video intervista a MediaTV sul caso Ungureanu

Dal Casertasera.it:

S. Salvatore Telesino.

Clamororse rivelazione della criminologa Ursula Franco, ieri sera, durante un’intervista a ad una emittente privata sulla tragedia della piccola Maria trovata senza vita nella piscina di un resort di San Salvatore Telesino lo scorso mese di giugno. Ursula Franco ha affermato che dalla lettura degli atti emerge come Maria Ungureanu, la sera della sua morte, stesse cercando non solo Daniel Ciocan ma anche una ragazzina più grande di lei. La Franco ha invitato gli inquirenti ad interrogarla nuovamente e questa volta non sul 18 giugno ma sul 19, giorno della tragedia. Secondo la criminologa, la bambina era con Maria nel momento in cui lei affogò e scappò per la paura.

Riguardo alle violenze sessuali, che secondo la Franco, non hanno nulla a che fare con la morte accidentale di Maria, l’esperta ha affermato che dalla lettura degli atti emerge che ad abusare la bambina fosse il padre e che la madre ne fosse a conoscenza. La criminologa ha riferito che i RIS di Roma hanno trovato lo sperma dell’uomo su una maglietta di Maria e sulla copertina del suo lettino e che l’ultima violenza, Maria l’aveva subita nel pomeriggio del giorno della sua morte mentre si trovava in casa coi genitori. Ha inoltre definito le intercettazioni che provano le violenze, agghiaccianti.

Una mia video intervista sulla morte di Maria Ungureanu

Casistica e osservazioni in merito ad incidenti occorsi in gruppi di adolescenti

Francesco e Salvatore Pappalardi

– A Gravina in Puglia, in provincia di Bari, i corpi di Francesco e Salvatore Pappalardi, 13 e 11 anni, scomparsi il 5 giugno 2006 sono stati ritrovati il 25 febbraio 2008, in fondo ad un pozzo dove erano precipitati giocando con degli amici che non solo non allertarono i soccorsi all’epoca dei fatti ma permisero che venisse arrestato, con l’accusa di duplice omicidio, il padre dei due ragazzini, Filippo Pappalardi, scarcerato solo alla luce delle risultanze dell’esame autoptico eseguito sui resti dei suoi due figli.

Leandro Celia

– In Calabria, in provincia di Catanzaro, il 9 marzo 2016, Leandro Celia, un ragazzo di tredici anni è morto dopo essere stato travolto da un treno mentre insieme a due amici si trovava su un ponte ferroviario tra le stazioni di Soverato e Montauro. Una volta che il treno ha travolto Leandro uccidendolo, i suoi amici sono fuggiti senza dare l’allarme e sono stati rintracciati solo qualche ora dopo dai carabinieri.

– Nel giugno 2015, a Pordenone, una ragazzina di soli 13 anni mentre si trovava con degli amici nell’area verde di via Brusafiera, dopo aver bevuto in loro compagnia, ha perso conoscenza, gli amici, invece di prestarle soccorso, sono fuggiti lasciandola sola.

Salvatore Ercole detto Sasy

– Nel maggio 2010, al largo di Pozzuoli un ragazzo di 14 anni, Salvatore Ercole, è morto dopo essere stato ferito gravemente ad una gamba mentre con tre amici stava cercando di appropriarsi di un gommone temporaneamente incustodito. I quattro ragazzi, di 14, 16, 17 e 18 anni, dopo aver affittato un pattino, hanno raggiunto il gommone incustodito, mentre la vittima si trovava in acqua uno dei due amici saliti a bordo ha acceso il motore e l’elica ha tranciato una gamba del 14enne. I tre amici della vittima, temendo le conseguenze delle loro azioni, invece di allertare i soccorsi, sono fuggiti ed una volta identificati sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo e omissione di soccorso. Sulla pagina Facebook di Salvatore, all’indomani dell’incidente, sono apparsi alcuni duri commenti che avevano come destinati a coloro che si trovavano con lui al momento dell’incidente: “vorrei tanto vedere le facce degli “amici” che lo hanno lasciato là, che schifo questa non è amicizia è infamità, possiate morire tutti voi mangiati dal rimorso di avere un morto sulla coscienza!” e “Hanno fatto schifo, lo hanno lasciato lì e non hanno neanche chiesto aiuto, non è giusto, li odio” (Gennaro Del Giudice, quotidiano Roma, 3 giugno 2010).

Ilaria Boemi

– Il 10 agosto 2015, a Messina, una ragazza di 16 anni, Ilaria Boemi, si è sentita male mentre si trovava sul lungomare in compagnia di due amici, i quali, all’una di notte, dopo aver chiesto ad un ciclista di chiamare un’ambulanza, sono fuggiti. Ilaria è morta durante il trasporto in ospedale. L’autopsia ha rivelato che la sua morte è intervenuta a causa dell’assunzione di una droga sintetica, l’MDMA (Ecstasy). E’ chiaro che gli amici che si trovavano con lei erano a conoscenza di questa circostanze e fuggirono per cercare di evitare di essere implicati nella sua morte, sono stati entrambi individuati e rinviati a giudizio per non aver chiamato tempestivamente i soccorsi, si tratta di una minore e di Piero Triscari, un 39 enne che è stato accusato di omissione di soccorso e di abusi sessuali su minori.

Domenico Maurantonio

– Nel maggio 2015, Domenico Maurantonio, uno studente 19 enne di Padova, è precipitato da una finestra del quinto piano di un hotel di Milano dove alloggiava durante una gita scolastica. E’ probabile che, al momento della caduta, Domenico fosse in compagnia di alcuni amici che condividevano con lui la camera, questo perché la maggior parte dell’alcool che aveva ingerito insieme a loro, che come è noto si assorbe velocemente, si trovava ancora nel suo stomaco al momento dell’autopsia. Inoltre, il fatto che i suoi pantaloncini e gli slip fossero vicini al suo cadavere ci permette di posizionare almeno un altro soggetto con lui al momento della caduta, il quale ha evidentemente gettato gli indumenti dalla finestra subito dopo la caduta di Domenico, per ‘ripulire’ la scena. Infine, difficilmente il Maurantonio si sarebbe denudato in un corridoio di un albergo se non fosse stato in compagnia e se non si fosse sentito ‘coperto’ dai compagni. Probabilmente, quella mattina, Domenico aveva la necessità impellente di servirsi del bagno, gli amici chiusero la porta del bagno della camera per fargli uno scherzo e lui decise di defecare dalla finestra per fare una bravata. Riguardo a questo caso, ho analizzato alcuni stralci di un’intervista rilasciata da un compagno di Domenico.

– Nel novembre 2014, a Sora, in provincia di Frosinone, dopo la scuola, un ragazzino ha deciso di festeggiare Halloween con una bevuta di gin insieme ai suoi amici, una volta svenuto i suoi compagni di bevute sono scappati, per sua fortuna un automobilista di passaggio lo ha soccorso.

E’ chiaro che in tutti questi casi non è stato dato l’allarme perché coloro che si trovavano in compagnia delle vittime hanno temuto di dover rispondere delle conseguenze di un comportamento sopra le righe sia ai propri genitori che alle autorità; gli stessi ragazzi avrebbero agito diversamente se l’incidente fosse avvenuto in circostanze normali e non nel momento in cui stavano violando una norma morale o giuridica.

Morte di Maria Ungureanu: una smentita

Da il Corriere di Caserta:

Caso Maria Ungureanu. La criminologa Franco torna a condividere dichiarazioni e smentisce alcuni dettagli pubblicati negli ultimi giorni

di redazione

Le nuove dichiarazioni della Criminologa della difesa dei due fratelli Ciocan, Daniel e Cristina

Nelle ultime settimane si è ripreso a parlare del caso della piccola Maria Ungureanu, deceduta nel giugno scorso, trovata priva di vita nella piscina di un resort nel comune di San Salvatore Telesino (BN). Il caso non è stato ancora risolto. Due tesi contrapposte: quella dell’incidente finito in tragedia e quella invece dell’omicidio.
Dopo anche un’intera puntata dei colleghi di MediaWeb TV, “Italiani”, (leggi l’articolo qui) la Criminologa Franco condivide con noi nuove dichiarazioni:

Le dichiarazioni della dott.ssa Ursula Franco:

“Smentisco che ciò che è stato pubblicato negli ultimi giorni riguardo al caso di Maria Ungureanu corrisponda a realtà.
Non è vero che i medici legali della Procura abbiano concluso che la bambina sia stata violentata nel pomeriggio del giorno precedente alla sua morte.
Maria Ungureanu è stata abusata, secondo i consulenti della procura, 4-5 ore prima che annegasse, in quel momento la bambina si trovava in compagnia di due persone facilmente identificabili e le indagini hanno escluso che si tratti di Daniel e Cristina Ciocan.
Inoltre, è falso che i medici legali abbiano rilevato ‘diverse lacerazioni interne e ferite, alcune delle quali visibili a occhio nudo’ o fantomatiche ‘contrazioni ancora riscontrabili in sede di esame autoptico’.
Voglio ricordare che Maria è morta tra le 21.15 e le 23.15, sempre secondo i medici legali della Procura, in quel momento Daniel e Cristina non si trovavano a San Salvatore Telesino, lasciarono infatti il paese alle 21.02, in accordo con le risultanze delle analisi delle celle telefoniche.
È evidente che alla base dei rigetti delle due richieste di misura cautelare firmati dal giudice per le indagini preliminari Flavio Cusani ci sono solidi motivi”.

Da ilquaderno.it:

Caso Ungureanu. Parla la criminologa dei fratelli Ciocan

di redazione

Smentisce alcuni aspetti apparsi nei giorni scorsi su alcuni organi di stampa, non da IlQuaderno.it, riguardanti la morte di Maria Ungureanu.

Torna a parlare la criminologa Ursula Franco che assiste i fratelli Daniel e Cristina Ciocan indagati a vario titolo per la morte della piccola Maria Ungureanu, rinvenuta senza vita il giugno scorso, in una piscina di San Salvatore Telesino. Lo fa per smentire quanto apparso su alcuni organi di stampa.

“Smentisco – scrive la criminologa – che ciò che è stato pubblicato negli ultimi giorni riguardo al caso di Maria Ungureanu corrisponda a realtà. Non è vero che i medici legali della procura abbiano concluso che la bambina sia stata violentata nel pomeriggio del giorno precedente alla sua morte. Maria Ungureanu è stata abusata, secondo i consulenti della procura, 4-5 ore prima che annegasse, in quel momento la bambina si trovava in compagnia di due persone facilmente identificabili e le indagini hanno escluso che si tratti di Daniel e Cristina Ciocan. Inoltre, è falso che i medici legali abbiano rilevato ‘diverse lacerazioni interne e ferite, alcune delle quali visibili a occhio nudo’ o fantomatiche ‘contrazioni ancora riscontrabili in sede di esame autoptico’. Voglio ricordare che Maria è morta tra le 21.15 e le 23.15, sempre secondo i medici legali della procura, in quel momento Daniel e Cristina non si trovavano a San Salvatore Telesino, lasciarono infatti il paese alle 21.02, in accordo con le risultanze delle analisi delle celle telefoniche. È evidente che alla base dei rigetti delle due richieste di misura cautelare firmati dal giudice per le indagini preliminari Flavio Cusani ci sono solidi motivi”.

Da ottopagine.it:

Morte di Maria, interviene la criminologa degli indagati
Nota della dottoressa Ursula Franco

San Salvatore Telesino.

E’ una smentita a quanto pubblicato nei giorni scorsi da altri organi di stampa, e non da Ottopagine, quella firmata dalla dottoressa Ursula Franco, la criminologa che assiste i due fratelli Ciocan, indagati per la morte della bimba di San Salvatore Telesino. Una precisazione doverosa rispetto al lavoro svolto da Ottopagine, prima di dar conto della nota della specialista.

“Smentisco – scrive la Franco – che ciò che è stato pubblicato negli ultimi giorni riguardo al caso di Maria Ungureanu corrisponda a realtà. Non è vero che i medici legali della procura abbiano concluso che la bambina sia stata violentata nel pomeriggio del giorno precedente alla sua morte. Maria Ungureanu è stata abusata, secondo i consulenti della procura, 4-5 ore prima che annegasse, in quel momento la bambina si trovava in compagnia di due persone facilmente identificabili e le indagini hanno escluso che si tratti di Daniel e Cristina Ciocan. Inoltre, è falso che i medici legali abbiano rilevato “diverse lacerazioni interne e ferite, alcune delle quali visibili a occhio nudo” o fantomatiche “contrazioni ancora riscontrabili in sede di esame autoptico”. Voglio ricordare che Maria è morta tra le 21.15 e le 23.15, sempre secondo i medici legali della procura, in quel momento Daniel e Cristina non si trovavano a San Salvatore Telesino, lasciarono infatti il paese alle 21.02, in accordo con le risultanze delle analisi delle celle telefoniche. E’ evidente che alla base dei rigetti delle due richieste di misura cautelare firmati dal giudice per le indagini preliminari Flavio Cusani ci sono solidi motivi”.

Da il Caserta sera:

LA CRIMINOLOGA SUL CASO DI S. SALVATORE TELESINO CHIARISCE: “I MEDICI LEGALI DELLA PROCURA NON HANNO MAI DETTO CHE LA BAMBINA SIA STATA VIOLENTATA IL GIORNO PRIMA DELLA MORTE”

Pubblicati su 11 marzo 2017 da Lorenzo Applauso in Cronaca, Molisannio

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San Salvatore Telesino/Roma.

La criminologa Ursula Franco, consulente della difesa dei fratelli Daniel e Cristina coinvolti, secondo l’accusa, nella morte di Maria, la bambina romena, ritrovata senza vita nella piscina di un resort di San Salvatore Telesino, nel beneventano, lo scorso 19 giugno, interviene per chiarire alcuni aspetti della vicenda riportati da parte della stampa, a suo dire in modo impreciso (la precisazione non coinvolge la nostra testata n.d.r.).

“Smentisco che ciò che è stato pubblicato negli ultimi giorni –spiega – riguardo al caso di Maria Ungureanu corrisponda a realtà. Non è vero che i medici legali della procura abbiano concluso che la bambina sia stata violentata nel pomeriggio del giorno precedente alla sua morte. Maria Ungureanu è stata abusata, secondo i consulenti della procura, 4-5 ore prima che annegasse, in quel momento la bambina si trovava in compagnia di due persone facilmente identificabili e le indagini hanno escluso che si tratti di Daniel e Cristina Ciocan. Inoltre, è falso che i medici legali abbiano rilevato “diverse lacerazioni interne e ferite, alcune delle quali visibili a occhio nudo” o fantomatiche “contrazioni ancora riscontrabili in sede di esame autoptico”. Voglio ricordare che Maria è morta tra le 21.15 e le 23.15, sempre secondo i medici legali della Procura, in quel momento Daniel e Cristina non si trovavano a San Salvatore Telesino, lasciarono infatti il paese alle 21.02, in accordo con le risultanze delle analisi delle celle telefoniche. E’ evidente –conclude la criminologa – che alla base dei rigetti delle due richieste di misura cautelare firmati dal giudice per le indagini preliminari Flavio Cusani ci sono solidi motivi”.

Analisi di un’intervista a Raffaele Sollecito

Raffaele Sollecito ha rilasciato un’intervista a Radio Cusano Campus dopo che la Corte d’Appello di Firenze ha rigettato la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione avanzata dal suo legale.

Raffaele Sollecito

Ciao Raffaele buongiorno ben ritrovato.

Buongiorno, buongiorno a tutti.

Raffaele Sollecito saluta con la solita vocina.

Raffaele come stai? Abbiamo saputo qualche giorno fa del fatto che comunque ti hanno negato il risarcimento di 516 mila euro che avevi richiesto per essere stato detenuto ingiustamente, visto che poi sei stato assolto. Come l’hai presa? Come stai?

Il giornalista dice: “per essere stato detenuto ingiustamente, visto che poi sei stato assolto”, invece di dire: “per essere stato in carcere da innocente”, usa un giro di parole per evitare di pronunciare la parola “innocente” mostrando di non essere convinto dell’estraneità di Sollecito ai fatti per i quali è stato processato.

Beh, sicuramente non sto molto bene visto tutto quello che, insomma, ho passato durante questi anni, per meee è veramente una vergogna quello che è successo è veramente… al momento abbiamo fatto ricorso a una sentenza che è totalmente ee scritta in… in chiave accusatoria, è una sentenza di fatto è una sentenza dii condanna nuova, totalmente, che non tiene nemmeno conto degli atti, di quello che c’è stato precedentemente, durante tutti i processi in questo caso.

Prima di tutto Raffaele parla in modo distratto, sembra che sia impegnato a fare altro, forse a chattare con qualcuno, e poi fornisce una risposta inaspettatamente debole e vaga. “Sono arrabbiato, è un’ingiustizia, lo Stato deve pagare gli errori di un magistrato incompetente che lo rappresenta, anzi il P.M che mi ha perseguitato ingiustamente deve essere rimosso dal suo incarico per evitare che danneggi altri cittadini”, sarebbe stata la risposta adeguata di un soggetto vittima di un errore giudiziario.

Tu quanti anni hai fatto in prigione Raffaele?

..Ho fatto 4 anni in prigione, 2 anni e mezzo di carcere di massima sicurezza e quindi e oltretutto ho fatto oltre altri ehm praticamente sei anni dii ingiustizie ee in pratica sono rimasto in un limbo per altri 6 anni, in una specie di prigione agli arresti domiciliari, perché di fatto ehm sia i magistrati che le persone hanno continuato a, diciamo così, a guardare ehm tenere un attimo di sott’occhio o commentare tutto quello che faccio, che dico, fino al punto che per una vera e propria vita devo, devo dare conto anche agli altri, a chi ha dei pregiudizi o comunque a tutti quelli che hanno visto di me un’immagine che non esiste.

Raffaele, in realtà, si è trovato a dover giustificare suoi commenti odiosi apparsi su alcuni gruppi di Facebook dove si divertiva a vestire gli abiti del “maestro del crimine impunito”. I suoi commenti, a dir poco irrispettosi, hanno rivelato una totale mancanza di empatia nei confronti della famiglia di Meredith Kercher, poco rispetto nei confronti di Amanda Knox e soprattutto l’incapacità di Sollecito di difendersi dalle dinamiche di gruppo. Il gruppo deresponsabilizza e conduce alcuni soggetti a fare colossali sciocchezze. Chi ha sofferto sulla propria pelle d’innocente l’infamia di un’accusa tanto grave qual’è quella di aver ucciso qualcuno, di solito evita di apparire su Facebook come un assassino che l’ha fatta franca; un innocente desidera che i sospetti su di lui scompaiano e non fa nulla per alimentarli. 

Tu sei stato assolto quindi sei innocente ma senti che le persone hanno capito il fatto che tu sei è innocente, che sei stato, in qualche modo, messo in mezzo, che sei stato in qualche modo trascinato in una cosa in cui non c’entri fondamentalmente oppure ti hanno etichettato come colpevole e il popolo continua a trattarti da colpevole?

Il giornalista continua a lasciar intendere di non essere convinto dell’innocenza di Sollecito, in quanto non dice “tu sei innocente e per questo sei stato assolto” bensì “Tu sei stato assolto quindi sei innocente” e poi non si capisce se quando afferma “sei stato in qualche modo trascinato in una cosa in cui non c’entri fondamentalmente” si riferisca al suo coinvolgimento nell’omicidio o al fatto che Raffaele possa essere stato trascinato, da estraneo ai fatti, in un caso giudiziario; è inoltre interessante l’uso dell’avverbio “fondamentalmente” che indebolisce la sua affermazione e ci dice che il giornalista è convinto che Raffaele sia in qualche modo coinvolto.

No, il popolo continua a trattarmi da colpevole, ma ehm questo soprattutto perché l’immagine di me, fin dall’inizio, era questa, cioè quella di un colpevole, mmm hanno sempre parlato di me come di un ragazzo di ghiaccio che il diavolo che veste Prada che baciava Amanda fuori dalla villetta dove è stato commesso un crimine, in modo totalmente incurante di tutto e addirittura che pensava soltanto alle passioni. Però ehm la realtà è ben diversa, ho mm più volte, ho cercato di parlare e far capire che comunque Amanda la conoscevo da cinque giorni e cercavo di confortarla visto che la sua famiglia era a chilometri di distanza. Ma questo non importa, perché tanto i media continuano a parlare di fatti pruriginosi o comunque continuano a distorcere la realtà e basta un servizio televisivo per prendere più di prendere fare svariate milioni di persone in ascolto. La gente di… diciamo, di quella che poi è la verità su questo processo, di tutto quello che è successo nelle udienze, si interessa ben poco, perché ha altro a cui pensare e gli va bene sentire tra virgolette sentire la pappa pronta del del TG delle che ne so del TG dell’ora di pranzo. Questo diventa diventa comunque una battaglia contro i mulini a vento, quasi, cioè una battaglia molto difficile.

E’ interessante che Sollecito dica: “No, il popolo continua a trattarmi da colpevole” e non “Purtroppo, il popolo continua a trattarmi da colpevole”; peraltro è  coerente, infatti, i post da lui pubblicati su Facebook non lasciano intendere che lui desideri essere ritenuto innocente dal “popolo” ma mirano all’esatto contrario.

Raffaele non dice “Fin dall’inizio hanno manipolato la mia immagine trasformandola in quella di un colpevole” ma “l’immagine di me, fin dall’inizio, era questa, cioè quella di un colpevole” e poi “mmm hanno sempre parlato di me come di un ragazzo di ghiaccio” senza aggiungere di non esserlo. Per il resto Sollecito ha ragione, spesso i Media costruiscono dei mostri che non esistono e li danno in pasto ai giustizialisti a cui generalmente la verità non piace. Ciò che colpisce delle dichiarazioni di Raffaele è il fatto che parli sempre di verità processuali e non si riferisca mai alla verità dei fatti, un esempio: “La gente di… diciamo, di quella che poi è la verità su questo processo, di tutto quello che è successo nelle udienze, si interessa ben poco…”.

Come riesci a non impazzire, te lo chiedo da ragazzo di 32 anni che probabilmente al posto avrebbe già mollato da un pezzo, come stai riuscendo a tenere duro Raffaele?

Mah mi avvalgo de… della mia famiglia, delle persone che mi vogliono bene ehm ehm mi avvalgo un po’ di tutto quello che… del mio… del mio lavoro, delle mie attività tutto quello insomma che mi è sempre piaciuto e cerco di… di sperare in un futuro migliore.

Che strano l’uso del termine “avvalgo”, un termine presente nella nota formula “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”.

Hai mai pensato di non farcela oppure è una cosa che non ti ha mai sfiorato (incomprensibile) questo?

Sì che c’ho pensato, però l’unica che posso fare ehm, diciamo così, ehm combattere fino all’ultimo perché d’altronde sennò, sennò finisco prima, nel senso che se mollassi prima non so, non so nemmeno a che cosa è valso tutto quello che ho fatto fino ad oggi.

Raffaele non può mollare la sua battaglia per il risarcimento. 

Avete presentato ricorso per la richiesta di risarcimento che ti è stata negata qualche settimana fa, quando arriverà una risposta più o meno?

Mah una risp… io non so quando arriva una risposta, so che ci metterà qualche mese, sicuramente, quindi c’è, sicuramente, da aspettare.

Secondo te hai pagato anche il fatto di essere un bel ragazzo, fidanzato, almeno raccontato come fidanzato dai Media con una bella ragazza, c’è stato anche un quoziente invidia nei tuoi confronti che ha creato poi accanimento secondo te o dico una follia ?

Mah, sicuramente, c’è stato anche questo, però fondamentale è stato quello che è stato raccontato dai media, cioè l’immagine che è stata data di me che non corrisponde minimamente alla realtà, è un’immagine totalmente disancorata da qualsiasi verità, oltretutto non mi conosceva nessuno dei giornalisti che, di cui, che ha parlato di me in quel periodo quindi insomma ho dovuto fare i conti senz’altro anche con questo.

E’ logico che nessuno dei giornalisti lo conoscesse, un’affermazione ingenua. Raffaele parla sempre di un immagine di sé distorta che è stata data in pasto agli italiani, mai della sua estraneità ai fatti.

Hai rivisto Amanda?

No, l’ho rivista quando sono stato negli Stati Uniti ma diciamo che non la… non la sento da un po’ e poi, alla fine, queste, per me, sono questioni secondarie.

Credi ancora nella giustizia nonostante tutto quello che ti è capitato Raffaele?

Ahm la cosa veramente disarmante, triste, che alla fine dopo tutto quello che ho dovuto subire non è cambiato assolutamente nulla, è tutto rimasto come prima e questa considerazione è triste.

La risposta di Raffaele è evasiva. Sollecito è stato assolto, dovrebbe credere nella giustizia ed attaccare chi, secondo lui, ha sbagliato, non generalizzare e rispondere in modo vago. 

Cioè nel senso che ti trattano ancora da colpevole? In che senso è rimasto tutto come prima?

Nel senso che intanto che sia il mio caso che siano altri, quello che è successo a me, in realtà, può succedere a chiunque. In realtà, quello che, quello che come trattano me, trattano molti altri, chi fa, diciamo, decide per la vita altrui, se sbaglia o se prende delle strade tortuose dove non esistono delle prove provate ma bensì soltanto supposizioni, comunque viene diciamo viene esaltato, comunque le indagini vanno avanti, comunque la gente va in carcere comunque chi sbaglia se un giorno viene riconosciuto che sbaglia non pagherà mai e tutto rimane come prima. quindi insomma non è cambiato assolutamente non è cambiato niente.

Raffaele dice “quello che è successo a me, in realtà, può succedere a chiunque”, una frase non dissimile si trova in una lettera inviata da Massimo Giuseppe Bossetti alla detenuta Gina che ho analizzato “… credetemi, tutto quello che a me ingiustamente è successo, a chiunque potrebbe veramente succedere… “, ed è, nel caso di Bossetti, una straordinaria ammissione di colpa; il significato è questo: tutto ciò che a lui, da colpevole, è successo ingiustamente, potrebbe “veramente” succedere ad un innocente. L’uso dell’avverbio “veramente” dà il senso alla frase. Ha però ragione Bossetti, egli lascia intendere che spesso le procure cercano di risolvere un caso attraverso l’intervento di esperti partigiani che forzano le conclusioni delle proprie consulenze. L’avvocato di Bossetti, Claudio Salvagni ha dichiarato in un’intervista: “Vogliamo parlare dei famosi furgoni che dovevano essere dell’assassino e che sono stati montati in un video per esigenze di comunicazione, tra l’altro dai RIS in accordo con la Procura (…) Un colonnello, comandante del Ros, è venuto in udienza a dire il falso quando parlava dell’erba tenuta nella mano della povera Yara. Alla domanda se l’erba fosse radicata al suolo oppure no, ha risposto ‘si’ (…) Poi però, nell’udienza successiva, un medico legale primo e unico che ha messo le mani sul cadavere, ha detto che l’erba non era radicata al suolo e ci sono le foto a dimostrarlo”, è una denuncia, questa è la tecnica dell’accusa, nelle procure manca la cultura della verità, i consulenti forensi dei P.M. sono spesso dei mercenari che si piegano alle necessità di chi gli ingaggia, un castello accusatorio così costruito lascia spazio alla difesa di un colpevole ed è causa di errori giudiziari.

Sollecito prosegue generalizzando: “In realtà, quello che, quello che come trattano me, trattano molti altri… etc, etc”.

Perché, dopo tanti anni di sofferenze giudiziarie, Raffaele non faccia i nomi di chi, nel suo caso, ha sbagliato, perché non chieda provocatoriamente al P.M. che lo ha perseguitato di risarcirlo in prima persona e non inviti chi di dovere a rimuoverlo dal suo incarico è un mistero?.

Che pensi di chi critica i programmi di cronaca nera?

Beh eee sinceramente li critico anch’io perché ehm insomma il problema non è parlarne, il problema è di come parlarne cioè se uno parla della vita privata altrui non sono assolutamente d’accordo visto che non si sta parlando di soubrette, starlette, o gente che ha diciamo così ha avuto un profilo pubblico per qualcosa che si è meritata o perché ha avuto fortuna in maniera positiva ma bensì sta vivendo una tragedia molto pesante e molto forte e non c’è nessun motivo per cui qualcuno dovrebbe andare a parlare della vita privata altrui, considerato che c’è un processo in corso ci sono persone che soffrono, ci sono famiglie intere distrutte eee perciò parlare della vita altrui eee semplicemente serve ancor di più per degradare quello che già è estremamente degradato cioè parlare per distruggere queste famiglie ancor prima di avere un giudizio definitivo, in più solo andare a, diciamo così, a rinfacillare questo prurito di gossip o questo prurito che c’è per i fatti altrui che poi non porta assolutamente a niente.

I programmi televisivi spazzatura sui casi di cronaca sono diseducativi e quasi sempre invitano al giustizialismo, una vergogna per il nostro paese. 

E’ una cosa solo italiana questa oppure esiste anche altrove?

No, esiste ovunque però ovviamente ci sono Stati evidentemente più lungimiranti del nostro che impediscono queste cose quando si tratta appunto di questioni molti delicate cioè di politica e giustizia eeee quando si tr… appunto proprio perché si tratta di questioni estremamente serie e delicate si evita per non… per non sfociare appunto nel ridicolo ooo o addirittura appunto degradare visibilmente la vita altrui.

Raffaele grazie della tua disponibilità, noi ogni tanto ti rompiamo le scatole e speriamo che tu possa possa avere giustizia perché io lo ricordo, sei stato assolto quindi sei innocente anche se… probabilmente a quelli che con… giocano con i casi di cronaca come se fosse una partita della nazionale e mettono in campo la propria formazione e fanno la propria verità processuale questo non va giù.

Il giornalista dice: “sei stato assolto quindi sei innocente” mostrando di non credere all’estraneità ai fatti di Sollecito; se avesse creduto nella sua innocenza avrebbe detto: “sei innocente e per questo sei stato assolto”.

C’è da dire che, purtroppo, innumerevoli errori giudiziari piagano annualmente il nostro paese e spesso una condanna o una assoluzione non sono lo specchio dei fatti.  

Eee infatti, sì, è diventata più una partita di calcio che un processo.

Il paragone tra il caso giudiziario che ha visto coinvolto Raffaele Sollecito e una partita della nazionale non regge. 

Cioè sembra più un derby, no? Ho indovinato? E’ colpevole, innocente, no ma secondo me… dimenticando che ci sono delle verità processuali che andrebbero rispettate.

Il giornalista si appella ancora alle verità processuali, ha imparato da Raffaele…

Esatto, esatto, proprio questo.

… e un Sollecito stanco non aggiunge altro.

Morte di Maria Ungureanu

Un’intervista al procuratore Conzo seguita alla trasmissione ‘Italiani’ del 2 marzo scorso che si è occupata del caso: