Analisi di alcune dichiarazioni di Carmelo Abbate in merito alla morte di Maria Ungureanu

Carmelo Abbate, in una puntata di Quarto Grado, andata in onda venerdì 10 febbraio 2017, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

Analisi delle dichiarazioni del giornalista

Il giornalista, dopo la puntata, ha postato il video su Facebook con la seguente introduzione:

Maria aveva soltanto 10 anni. È morta dopo essere stata ripetutamente e brutalmente abusata. E molto probabilmente uccisa.
Ci sono degli indagati, a carico dei quali pesano indizi seri e concreti. Eppure non sono stati arrestati.
Già, perché non sono stati arrestati, mi chiederete voi?
Perché in Italia ci sono bambini di serie A e di serie B, ed, evidentemente, la povera piccola Maria era una bambina di serie B.

Carmelo Abbate è laureato in scienze politiche e fa il giornalista, non ha alcuna competenza in campo criminologico né, quando si è espresso, conosceva gli atti relativi al caso Ungureanu, atti che erano a disposizione soltanto della difesa, ma nonostante tutto ha definito senza remore gli indizi a carico dei Ciocan “seri e concreti” e ha poi aggiunto “Eppure non sono stati arrestati”. 

Un magistrato competente, il giudice per le indagini preliminari Flavio Cusani, ha smontato ad uno ad uno gli pseudo indizi a carico dei fratelli Ciocan e ha escluso un loro coinvolgimento nella morte della piccola Ungureanu, ciò che stupisce è che, nonostante un giudice abbia rigettato per ben due volte le richieste di una procura, un giornalista senza competenze specifiche né conoscenza degli atti riguardanti il caso si senta in dovere di giudicarne l’operato e di sostituirsi a lui come rappresentante della giustizia fino ad affermare: “Già, perché non sono stati arrestati, mi chiederete voi?”. Badate bene, Abbate è inspiegabilmente convinto che la gente abbia la necessità di avere da lui, e non dal giudice per le indagini preliminari Flavio Cusani, una risposta e lui gliela fornisce: “evidentemente, la povera piccola Maria era una bambina di serie B”, lasciando intendere che sia il GIP a ritenerla tale.

Trascrizione delle dichiarazioni di Abbate a Quarto Grado:

Gianluigi Nuzzi: Però c’è anche la sorella che, insomma, non è proprio una figura così distante da tutto…
Carmelo Abbate: Io ho capito bene che ci sono delle tracce organiche di lui sui pantaloni della bambina?
Gianluigi Nuzzi: Eh, sì, sembrerebbe così. 
Carmelo Abbate: Ho capito bene!? Ok.

Carmelo Abbate, senza alcuna competenza in campo criminologico e senza conoscere gli atti, continua a pontificare su un caso molto delicato. La presenza di DNA da contatto (touch DNA) di Daniel Ciocan su un paio di pantaloncini di Maria non è la prova che il ragazzo abbia violentato la bambina. Daniel frequentava la casa degli Ungureanu, il suo touch DNA potrebbe essere stato trasferito su quell’indumento dai familiari di Maria in qualsiasi momento, anche dopo la sua morte. 

Carmelo Abbate: Ho capito bene che c’è l’intercettazione questa qui che abbiamo fatto ascoltare che lui parla delle mutandine della bambina?

Non ha alcuna rilevanza che Daniel abbia discusso con chicchessia di dettagli riguardanti il caso; è logico che un indagato, innocente o colpevole che sia, si preoccupi dell’andamento delle indagini. 

Carmelo Abbate: Ho capito bene che c’è un intercettazione in cui lui dice: Se mi arrestano me ne trascino dietro altri? 

Se a Quarto Grado avessero mandato in onda l’intercettazione completa dove Daniel afferma che se lo arrestassero si porterebbe dietro “altri”, il pubblico idolatrante avrebbe udito il Ciocan dire che questi fantomatici “altri”, lui, essendo innocente, li avrebbe fatti arrestare per falsa testimonianza perché non potevano che mentire per incastrarlo.   

E io che gli racconto alla gente che ci segue da casa? Che gli dico? Alzo le mani… cioè la gente mi dice: Ma scusa, per molto meno, c’è gente che sta in galera, per molto meno, e io che gli dico adesso? Gli dico che in Italia ci sono bambini di serie A e di serie B? Che questa bambina, forse, è una bambina di serie B? Che gli dico? Signor giudice che per tre volte ha respinto la richiesta della procura di arresto, per tre volte, giudice, che gli dico io alla gente da casa? Cioè, che gli dico quando dagli esami autoptici, adesso queste sono indiscrezioni, comunque sembrerebbe che in ogni caso la violenza sessuale è ripetuta, macabra, contro questa bambina c’è stata… Che gli dico? Che forse questa bambina andava ven… se… se la vendevano e questo se ne trascina altri? Che gli raccontiamo alla gente da casa?

Gianluigi Nuzzi: Assolutamente, infatti.

Quando Carmelo Abbate afferma: “E io che gli racconto alla gente…? Che gli dico? (…) io che gli dico adesso? (…) Che gli dico? (…) che gli dico io alla gente da casa? (…) Che gli dico? (…) Che gli raccontiamo alla gente da casa?”, egli inspiegabilmente assume il ruolo di vero e unico referente in tema di giustizia, si sostituisce al GIP Flavio Cusani che lui accusa di fare differenze tra bambini di serie A e di serie B.

Incredibilmente, l’Abbate giustizialista senza se e senza ma, nonostante stia parlando della morte e delle violenze subite da una bambina di 9 anni, mostra una lucidità rara, non dimentica, neanche per un attimo, le leggi dello spettacolo, tanto da sottolineare di essere a conoscenza di “indiscrezioni” relative all’autopsia: “Cioè, che gli dico quando dagli esami autoptici, adesso, queste sono indiscrezioni, comunque sembrerebbe che in ogni caso la violenza sessuale è ripetuta, macabra (…)”. Dove abbia letto o da cosa abbia dedotto che le violenze subite da Maria fossero “macabre” e cosa significhi questo termine da un punto di vista medico legale, resterà per sempre un mistero.

Infine, Carmelo Abbate lascia intendere che la bambina fosse obbligata a prostituirsi, un’informazione falsa, non supportata da alcuna risultanza investigativa.

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