Caso Maria Ungureanu: una mia dichiarazione a Le Cronache Lucane

Stamani i RIS e i carabinieri del Comando provinciale di Benevento hanno eseguito nuovi rilievi e alcuni test fonografici nel giardino dove si trova la piscina dove poco più di un anno fa è affogata la piccola Maria Ungureanu e secondo indiscrezioni nelle prossime ore verranno riascoltati in Procura alcuni testimoni. Un rappresentante della Procura ha affermato: “Non lasceremo nulla di intentato. Il nostro obiettivo è accertare cosa è accaduto a San Salvatore Telesino, non tralasciando nessun aspetto della vicenda”.

di Redazione, 5 settembre 2017

Riportiamo una dichiarazione della criminologa Ursula Franco che fa parte del team difensivo dei germani Ciocan, avv. Giuseppe Maturo e avv. Salvatore Nicola Verrillo.

“La Procura si è ormai irrimediabilmente impantanata in un’ipotesi investigativa fantasiosa non supportata dalla casistica criminologica né da alcuna risultanza eppure non ammette il proprio errore. Purtroppo, se la Procura continuerà a non seguire i consigli della difesa, del GIP Flavio Cusani e dei tre giudici del Tribunale del Riesame di Napoli questo caso non troverà una soluzione. La soluzione è molto semplice ed è agli atti: Maria è affogata accidentalmente in compagnia di un’amica e ad abusarla era suo padre Marius Ungureanu. Per avere conferma di ciò che dico basterebbe interrogare l’amica con cui si trovava Maria quella sera, il suo nome è nella mia consulenza. La Ungureanu aveva appuntamento con lei per quella sera già dal giorno precedente, poco prima di morire la cercò dalla nonna e chiese di lei a due ragazzine. Per quanto riguarda le violenze sessuali, le risultanze investigative, analisi degli abiti e intercettazioni telefoniche, inchiodano suo padre Marius Ungureanu”.