I millantatori: chi sono e perché lo fanno

“Il millantatore è colui il quale fa mostra di titoli di merito che non possiede, esagerando il suo controllo del mondo di cui in realtà è privo”. Aristotele

I millantatori, attraverso le loro menzogne, costruiscono dei personaggi, alcuni “quasi innocui”, altri pericolosi per la società. In ogni caso il ricorso frequente alla menzogna è sempre un segnale di discontrollo che va affrontato con una terapia adeguata.

I millantatori “quasi innocui” si limitano a raccontare bugie nell’ambito familiare, ad amici e conoscenti; a volte millantano titoli accademici e ottengono impieghi di poco conto, chi li circonda sa perfettamente dove finisce la realtà e dove iniziano le loro fantasie e, spesso, pur di non contraddirli, li supportano nelle menzogne. Questo tipo di millantatori hanno generalmente tratti istrionici di personalità; sono autocentrati, seduttivi e manipolativi; reagiscono alle frustrazioni con manifestazioni intense e teatrali rivelatrici di un’emotività superficiale; sono soggetti egosintonici e per questo raramente si recano da uno psicologo, quantomeno non per il problema principale che affligge la loro vita, se ciò accade, con il terapeuta si pongono in modalità “sfidante”, vanificando così ogni tentativo di aiutarli.

I millantatori più pericolosi sono quelli che si insinuano nelle maglie della società civile fino a raggiungere posizioni di potere. I danni che possono fare sono incalcolabili. Questi impostori, nonostante non abbiano i titoli per rivestire certi incarichi, sono convinti di avere le competenze per meritarseli in quanto sovrastimano le proprie abilità, sottostimano quelle di un vero professionista ma, soprattutto, non avendo studiato, ignorano la complessità dell’argomento sul quale si esprimono, in poche parole “non sanno di non sapere”.

Gli impostori, più frequentemente, si spacciano per medici, avvocati, ingegneri e criminologi. I reati in cui incorrono sono la truffa aggravata, l’usurpazione di titolo e l’esercizio abusivo della professione.

– Nell’ 87, in provincia di Asti, è stato smascherato un falso neurochirurgo, un certo Luigino Negro, il quale, nonostante fosse privo della laurea in medicina e chirurgia, nei circa 10 anni di “professione” aveva compiuto centinaia di interventi chirurgici e ricoperto, perfino, l’incarico di vice primario dell’Ospedale Santi Antonio e Biagio di Alessandria.

Alessandro Maria Marchesini

– Nel 2012, Alessandro Maria Marchesini, che per 23 anni, era stato direttore del laboratorio di analisi dell’Ospedale di Valdagno è stato rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione medica in quanto privo dei titoli per ricoprire quell’incarico. Le indagini hanno appurato che Marchesini aveva manipolato un certificato di laurea in medicina e chirurgia di una sua conoscente sostituendone il nome.

– Dal 2011 al 2015, Giuseppe Piacentini, classe 1956, ha ricoperto l’incarico di dirigente ingegnere della ASL Roma E senza possedere alcun titolo accademico. Per ottenere l’incarico alla ASL, Piacentini aveva “autocertificato” di aver conseguito la laurea in ingegneria civile all’Università la Sapienza di Roma nel 1985, mentre un’indagine sui suoi titoli di studio ha accertato che era stato iscritto all’università dal 1975 al 1990 senza aver mai conseguito la laurea. La Corte dei conti del Lazio ha calcolato che Piacentini, rendendo false dichiarazioni in merito ai propri requisiti professionali e culturali, si è arricchito dolosamente causando un danno erariale di circa 448.305 euro, l’equivalente della retribuzione percepita dal falso ingegnere dal 28 gennaio 2011 al 30 giugno 2015.

Andrea Stampini

– Nel 2015, il geometra Andrea Stampini, 65 anni, non solo è stato accusato di esercizio abusivo della professione ma è stato condannato dalla Corte dei Conti a restituire circa mezzo milione di euro che aveva ricevuto in modo indebito dall’azienda sanitaria trentina per la quale, per 36 anni, senza aver mai conseguito la laurea in medicina e chirurgia, aveva svolto la professione di ginecologo, ricoprendo perfino l’incarico di primario di Ostetricia e ginecologia all’Ospedale di Riva del Garda dal 1985 al 1998. Stampini si era iscritto nell’Albo dei medici di Ferrara, il 19 ottobre 1978, dopo aver presentato un falso certificato di laurea e di abilitazione dell’Università degli Studi di Bologna. Dagli atti risulta che Stampini si era immatricolato alla Facoltà di Medicina e Chirurgia di Ferrara nell’anno accademico 1969/1970 per trasferirsi nell’1974/1975 a Bologna senza mai sostenere esami. Già nel 2005 Stampini aveva dovuto risarcire la ASL di Trento con 170mila euro per un errore professionale, ma nessuno all’epoca aveva indagato sui suoi titoli di studio.

Un tipo particolare di millantatore è quello che, dichiarando il falso sui propri titoli accademici, riesce a ricoprire l’incarico di consulente forense. Mente sui propri titoli di studio chi non ha competenze per ricoprire un certo incarico e, proprio per questo motivo, rappresenta una sicurezza per chi lo assume in quanto è sempre pronto a falsificare pur di ricevere nuovi incarichi. Generalmente un consulente forense millantatore viene smascherato quando, dopo aver dichiarato il falso per favorire la condanna di un innocente, la difesa chiede controlli incrociati sulle conclusioni errate della sua consulenza e sui suoi titoli accademici.
Spesso dalle indagini emerge che il millantatore in questione si è occupato di un numero infinito di casi in pochi anni, un dato rivelatore dell’inaccuratezza delle sue analisi.

Annie Dookhan

Nel 2012, in USA, Annie Dookhan, un’impostora che era riuscita a farsi assumere come tecnico di laboratorio dall’HSLI di Boston millantando una laurea magistrale in chimica e che era soprannominata “superwoman” per i tanti casi dei quali riusciva ad occuparsi in tempi brevi e sempre ottenendo prove contro gli indagati, in seguito ad un controllo incrociato sui risultati di esami da lei eseguiti in un caso di errore giudiziario, è stata incriminata e condannata a tre anni di carcere per intralcio alla giustizia e per aver millantato un titolo accademico e a risarcire una delle sue “vittime” con due milioni di dollari. La donna, nei 18 anni in cui ha lavorato come tecnico di laboratorio, ha falsificato un numero esorbitante di test in modo da incastrare più di 20.000 persone. Il 95% dei soggetti condannati grazie alle sue consulenze sono stati liberati.

L’arresto della Dookhan

Gli impostori come Annie Dookhan, millantano un titolo e appoggiano le procure, non solo per ottenere vantaggi materiali o perché desiderino approvazione e prestigio, lo fanno soprattutto perché bramano il “potere di vita o di morte” sui loro simili verso i quali provano sentimenti ostili. Sono soggetti psichicamente disturbati con tratti narcisistici e antisociali. Alcuni di loro arrivano a vantarsi con i giudici delle condanne inflitte per proprio merito, sono dei perversi che soddisfano il proprio sadismo attraverso il potere che gli viene riconosciuto sugli altri esseri umani da soggetti negligenti se non conniventi.

ludwig

Ludwig: Wolfgang Abel e Marco Furlan

Questo tipo di millantatori non solo dissimili da un punto di vista psicopatologico da “serial killer missionari” come Wolfgang Abel e Marco Furlan e come loro sono decisi a ripulire il mondo, sono solo meno coraggiosi perché pur appoggiando l’accusa senza remore, delegano ad altri la sentenza definitiva. Potremmo definirli “giustizieri per procura”, in tutti i sensi.

Gli impostori, dietro la corazza di menzogne che si sono costruiti, celano una scarsa autostima se non un odio di sé che ha radici nel profondo vissuto di inadeguatezza della loro infanzia e nella consapevolezza di essere stati incapaci di raggiungere legalmente gli obiettivi che si erano prefissati.

Ciò che li frega, ad un certo punto della loro “carriera” è un’illusione di impunità che li porta ad esporsi senza farsi più scrupoli.

Ho posto il mentitore in impegni molto ardui e difficili da superare, per maggiormente intralciarlo nelle bugie medesime, le quali sono per natura così feconde, che una ne suol produr più di cento, e l’une han bisogno dell’altre per sostenersi”. Carlo Goldoni