I maniaci del controllo (control freak) da un punto di vista psicopatologico

Maniaci del controllo, quando un gesto d’affetto nasconde l’inferno

Ecco chi sono i “control freak”, uomini (e donne) che dietro le attenzioni verso il partner o i colleghi celano un intento distruttivo. I casi più eclatanti all’estero e in Italia

pubblicato su Stylo24 il 31 dicembre 2017

di Ursula Franco

Gli individui ossessionati da un bisogno patologico di dominio e controllo sui loro simili sono definiti volgarmente “maniaci del controllo” o “control freak”. Generalmente la loro vitale necessità di controllo sugli altri è solo uno dei sintomi di un disturbo di personalità quale l’ossessivo compulsivo, l’antisociale, l’istrionico, il narcisistico o il passivo aggressivo.

I maniaci del controllo si esprimono più facilmente e “al meglio” nei rapporti di coppia ma piagano irrimediabilmente anche i contesti lavorativi in cui si trovano ad operare. Molti control freak vivono il loro bisogno di controllo in modo egosintonico perché sono erroneamente convinti che il proprio costante intervento sia di beneficio o finanche necessario.

I maniaci del controllo hanno in comune un bisogno di dominio sugli altri e grandi capacità manipolatorie che hanno sviluppato con gli anni allo scopo di raggiungere i propri obiettivi. Fattori genetici ed ambientali sono alla base del loro comportamento. La maggior parte dei control freak hanno subito traumi significativi durante l’infanzia, come la perdita di uno o entrambi i genitori, o sono stati vittime a loro volta di abusi psichici e sessuali. Il fatto che non siano stati capaci di gestire ciò che gli stava capitando in giovane età li spinge a desiderare il dominio sugli altri perché la sensazione di avere il totale controllo su tutto ciò che li circonda allontana da loro il terrore di un’imminente catastrofe o l’incubo di essere nuovamente vittimizzati, facendoli sentire al sicuro.

A volte un maniaco del controllo, se sociopatico, rapisce e riduce in schiavitù una o più vittime, altre volte il processo che conduce al dominio sui suoi simili avviene più gradualmente e può essere meno invasivo ma comunque deleterio per la vita altrui. Spesso è semplicemente attraverso una manipolazione costante che il control freak arriva a gestire completamente la vita del proprio partner, questi soggetti si mostrano inizialmente molto affettuosi ed attenti alle esigenze dell’altro ma poi lo annientano, facendo di tutto perché somigli all’idea che hanno di un partner ideale; criticandolo di continuo per ridurne l’autostima; scegliendo chi debba frequentare; a volte, per paura del tradimento, isolandolo completamente fino a privarlo della propria indipendenza. Le vittime dei maniaci del controllo sono generalmente persone vulnerabili per la minore età o per caratteristiche personologiche o perché attraversano un periodo particolare della propria esistenza e con il tempo si trovano intrappolati in una gabbia senza possibilità di fuga.

Il bisogno di dominio dei control freak sugli altri esseri umani può raggiungere forme estreme di violenza come la riduzione in schiavitù e l’omicidio; molti serial killer possono essere annoverati tra le file dei control freak in quanto sono mossi semplicemente dal desiderio di esercitare un controllo assoluto sulle loro vittime.

– Ariel Castro, un autista di autobus di Cleveland, tra il 2002 e il 2003, ha rapito tre ragazze, Michelle Knight di 21 anni, Amanda Berry di 17 anni e Gina DeJesus di 14 anni e le ha usate come schiave sessuali fino al 2013. La Knight, durante la prigionia, ha partorito una bambina, è poi rimasta incinta almeno altre cinque volte ed è stata percossa affinché abortisse.

– In California, nel 1991, Phillip Garrido e sua moglie Nancy hanno rapito l’allora undicenne Jaycee Dugard e l’hanno tenuta prigioniera per 18 anni nel cortile della loro casa; Jacyce, in seguito alle violenze sessuali subite da Phillip durante la prigionia, ha dato alla luce due bambine, la prima volta a 14 anni, la seconda a 18.

– In Missouri, nel 2002, Michael Devlin ha segregato l’allora quindicenne Shawn Hornbeck per cinque anni.

– L’austriaco Wolfgang Priklopil ha rapito Natascha Kampusch quando la bambina aveva 10 anni e, per otto anni, dal 1998 al 2006, l’ha tenuta prigioniera in una stanza sotterranea al di sotto del garage della sua abitazione.

– L’ingegnere Josef Fritzl, sempre in Austria, ha sequestrato, nel seminterrato della sua casa, la figlia Elisabeth dall’età di 18 anni ai 42; nel marzo 2009 è stato condannato al carcere a vita per l’omicidio di uno dei 7 figli nati dalle violenze sessuali cui la sottoponeva, per riduzione in schiavitù, sequestro di persona, stupro, coercizione e incesto.

– Risale al mese di novembre 2017 l’arresto a Gizzeria Lido (Catanzaro) di Francesco Giordano Aloisio per maltrattamenti in famiglia, riduzione in schiavitù e violenza sessuale pluriaggravata, la vittima è una ragazza romena oggi ventinovenne, ex badante della moglie dell’uomo. Aloisio, 52 anni, ha segregato la donna per 10 anni, negli ultimi tempi in una baracca fatiscente senza luce né servizi igienici e l’ha sottoposta ad ogni tipo di violenza rendendola madre di due bambini. L’uomo, già nel 1995, per cinque mesi, aveva sequestrato, violentato e percosso fino a farla abortire per due volte una donna di 23 anni.

– Nel gennaio 2018, a Perris, California, David Allen Turpin, 57 anni, e sua moglie Louise Anna Turpin, 49, sono stati arrestati e verranno processati per aver sottoposto a torture i loro 13 figli, di età compresa tra i 2 anni e i 29. Secondo i medici che hanno in cura i ragazzi, lo stato di malnutrizione in cui versano poteva avere conseguenze letali.

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