Psicopatologia di Luca Materazzo

Luca Materazzo

«Luca affetto da un Disturbo Antisociale di personalità»

La criminologa Ursula Franco analizza per «Stylo24» il profilo psicopatologico di Materazzo jr, accusato di aver assassinato il fratello, dalle parole di chi l’ha conosciuto e frequentato in Spagna

su Stylo24, 9 gennaio 2018

Lo scorso 3 gennaio, la polizia spagnola ha arrestato Luca Materazzo in un bar di Siviglia dove lavorava come cameriere, al momento l’uomo, accusato dalla Procura di Napoli di aver ucciso suo fratello Vittorio, si trova nella prigione madrileña di Soto del Real.

Materazzo era ricercato da più di un anno in quanto su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale per omicidio premeditato. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere del Tribunale di Napoli, che lo ha attinto, risale al dicembre 2016.

Luca Materazzo, 36 anni, appartiene ad una nota famiglia partenopea ed è accusato di aver ucciso suo fratello Vittorio, 51 anni. Materazzo, secondo le risultanze delle indagini coordinate dalla Procura di Napoli, il 28 novembre del 2016, avrebbe atteso il fratello nell’androne del palazzo di famiglia dove entrambi vivevano, in via Maria Cristina di Savoia, nel centro di Napoli, e, intorno alle 19.30, lo avrebbe ucciso con 40 coltellate.

Al momento dell’assalto mortale, Luca Materazzo, non solo indossava un casco integrale ma poco dopo l’omicidio si sarebbe diretto in un vicolo non distante dal luogo dell’agguato per cambiarsi gli abiti insanguinati.

In vico Santa Maria della Neve, in una discarica a cielo aperto, sono stati ritrovati infatti due sacchetti contenenti l’arma del delitto, il casco integrale e gli abiti indossati dall’assalitore durante l’omicidio. Su questi indumenti sono stati isolati due diversi DNA, quello di Vittorio e quello di Luca Materazzo. Sempre secondo gli inquirenti, dopo essersi cambiato, Luca si sarebbe recato nel bagno di un bar poco distante dalla scena del crimine per lavarsi, poi, in una pizzeria per crearsi un alibi. Intorno alle 20.45, una volta avvertito che suo fratello era stato ucciso, avrebbe raggiunto a casa le sorelle. Chi è accorso sul luogo dell’omicidio ha ritenuto anomalo che, a fine novembre, Luca non indossasse i calzini e che, nonostante la devastante notizia della morte del fratello egli avesse fame tanto da mangiare un panino.

Non era un segreto che, dopo la morte del padre Lucio, i rapporti tra Vittorio e Luca Materazzo fossero tesi. Vittorio non accettava il fatto che Luca non lavorasse e sospettava, tra l’altro, che ad uccidere il loro padre, morto nel luglio 2013, fosse stato proprio Luca, questo perché un medico aveva riferito a Vittorio di ritenere anomale le ecchimosi presenti sul volto del cadavere di Lucio Materazzo.

In seguito all’omicidio di Vittorio, la Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta sulla morte di Lucio Materazzo e, dopo la riesumazione del corpo, ne ha archiviata la posizione, il medico legale che ha eseguito l’autopsia ha infatti confermato che il decesso del capofamiglia era avvenuto per cause naturali.

Dopo l’arresto, Luca Materazzo ha riferito alla polizia iberica che non sapeva di essere ricercato e che si trovava in Spagna per sfuggire ad un complotto familiare che lo vuole responsabile sia della morte del padre che di quella del fratello maggiore.

Difficilmente Materazzo verrà creduto visti gli importanti elementi di prova raccolti dal PM durante le indagini. L’udienza preliminare che lo riguarda verrà celebrata il 7 febbraio 2017, un’udienza che, senza ombra di dubbio, si concluderà con l’emanazione da parte del GUP di un decreto di rinvio a giudizio.

Luca è semplicemente un ragazzo viziato che ha maturato nei confronti del fratello una rabbia assassina o è affetto da un disturbo di personalità? Le dichiarazioni di chi condivideva con lui le giornate durante la latitanza aiutano ad inquadrare il personaggio da un punto di vista psicopatologico.

Manuel Daza, il proprietario del bar di Siviglia dove Luca lavorava lo descrive come “un tipo strano, meticoloso e taciturno, sempre per conto suo… molto educato, servizievole e gentile con la clientela”. Una ragazza spagnola, Andrea Varela Marquez, 20 anni che per tre mesi ha condiviso un appartamento in Calle Tetuan con lui, ha riferito ai giornalisti: “non mi sono mai fidata di lui, è un tipo strano… non amava parlare di sé. A me aveva detto di essere originario di Napoli, orfano, di avere una sorella con cui non parlava più e mi ha mostrato il suo biglietto da visita di avvocato… lui cercava sempre di fare di tutto per riuscire simpatico… era un continuo cercare una scusa per abbracciarti, elargire strette di mano a destra e a sinistra… aveva un che di artificiale con quel suo sguardo che a volte ti fissava gelido… un pignolo, un tipo ossessionato dall’idea di avere tutto sotto controllo… era gentile fino ad essere servile e poi aveva una bella faccia tosta”.

Sia Manuel Daza che la Marquez attribuiscono a Materazzo alcune caratteristiche dei maniaci del controllo: “un tipo meticoloso”, “un pignolo… un tipo ossessionato dall’idea di avere tutto sotto controllo”. I maniaci del controllo o control freak sono individui ossessionati da un bisogno patologico di dominio e controllo sui loro simili.
La ricerca del controllo sembra però essere soltanto uno dei sintomi di un serio disturbo di personalità che affligge il Materazzo. Definizioni quali: “un tipo strano… taciturno, sempre per conto suo” e “non mi sono mai fidata di lui, è un tipo strano… lui cercava sempre di fare di tutto per riuscire simpatico… era un continuo cercare una scusa per abbracciarti, elargire strette di mano a destra e a sinistra…aveva un che di artificiale con quel suo sguardo che a volte ti fissava gelido” lasciano intendere che Luca Materazzo manchi di empatia e che abbia sia una tendenza all’isolamento che alla manipolazione dei propri simili. I soggetti dispatici, non essendo in grado di provare empatia, scimmiottano le emozioni che vedono rappresentate dagli altri esseri umani, le recitano, per questo motivo possono apparire artificiosi, insinceri, innaturali.

Dispatia, evitamento dell’intimità e manipolazione dei propri simili sono caratteristiche di coloro che sono affetti da un Disturbo Antisociale di personalità.

Luca Materazzo ha in comune con gli antisociali anche un basso livello di performance scolastica e lavorativa, un atteggiamento negativo nei confronti del lavoro, l’assenza di senso di colpa e di rimorso, di cui ha dato prova subito dopo l’omicidio del fratello, e, a causa di un patologico senso grandioso di autostima, la caratteristica sottovalutazione di eventuali personali ripercussioni negative conseguenti al proprio gesto.

Con la morte del padre Lucio, nel 2013, si è ha rotto un equilibrio familiare probabilmente già precario, Luca ha perso chi lo foraggiava e ha vissuto come un’ingiustizia il fatto che il fratello Vittorio gestisse il patrimonio dei Materazzo e che lo esortasse a rendersi economicamente indipendente. Questa presunta ingiustizia ha fatto sì che maturasse in lui, per più di due anni, una rabbia tale da condurlo a premeditare l’omicidio di colui che, a suo avviso, ostacolava i suoi programmi e progetti.

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