Analisi dell’interrogatorio di Lucio Marzo

Lucio Marzo

PM: Ti chiami?

Lucio Marzo: Marzo Lucio

PM: Nato?

Lucio Marzo: A Serate, Milano

PM: Il due…

Lucio Marzo: Il due, dodici, millenovecentonovantanove.

PM: Hai qualche soprannome?

Lucio Marzo: Zu.

PM: Nella notte fra il 2 e il 3, quindi fra sabato e domenica 2, 3 settembre eee, ci vuoi raccontare esattamente che cosa è successo?

Lucio Marzo: Ma devo partire per forza dal giorno della scomparsa o posso dire cose (interrotto)

PM: Tu ci puoi dire tutto quello che ci vuoi dire.

Lucio Marzo: Da due mesetti, cioè da quando sono uscito da Casarano, ho saputo che Noemi Durini eee insieme a Fausto Nicolì aveva deciso eee di prendere una pistola, la volevano… volevano togliere di mezzo mio padre e mia madre.

Quando Lucio dice: “da quando sono uscito da Casarano”, si riferisce probabilmente al suo ricovero in TSO al reparto psichiatrico dell’ospedale di Casarano.

PM: Sì.

Lucio Marzo: In modo tale che io potevo vivere la vita normalissima con Noemi, però io gli ho spiegato a Noemi che, se ci teneva a me, no?. Eee, visto che io ci tengo ai miei genitori: “Non voglio ammazzare i miei genitori” eee gli avevo detto di aspettare che io facevo i 18 anni (…) mi trovavo un lavoro, mi trovavo una casa e ce ne andavamo per fatti nostri.

Lucio Marzo: Però ad un certo punto poi mio padre eee ha detto… ha visto la situazione eee ha detto: “Se tu vuoi frequentare questa ragazza, la frequenti fuori da casa mia!”. Io la frequentavo fuori di casa mia, solo che mio padre si stava accorgendo che mi stava perdendo perché stavo sempre 24 ore su 24 fuori casa… con lo scooter fuori casa, tornavo a casa solo per chiedere soldi per la benzina e per portare la Noemi a spasso.

PM: E quella notte perché vi siete incontrati?

Lucio Marzo: Quella notte ci siamo incontrati perché lei ha detto: “Vienimi a prendere così andiamo e ammazziamo i genitori tuoi!” eee lei mi aveva quasi del tuttooo… come posso dire… fatto il lava… il lavaggio del cervello perché ero attratto da lei, ero innamorato di lei, non volevo perderla.

PM: E poi perché non siete andati a casa tua ad ammazzare i genitori?

La PM non interrompe Lucio ma lo incalza, un errore, non lascia spazio a una eventuale tirata oratoria del Marzo.

Lucio Marzo: Perché io non volevo, io volevo farla ragionare, al di che, io non ho preso la strada di casa mia per andare a casa mia ad ammazzare i genitori miei, ho preso la via di Novaglie, ho fatto la litoranea e sono sbucato a Leuca.

Lucio Marzo: Lei aveva il coltello in mano, è come se mi… mi minacciava pure anche a me: “Dobbiamo andare ad ammazzarli” perché lei li voleva… (interrotto)

Il fatto che la PM interrompa Lucio è un errore grossolano.

PM: Questo coltello da dove arriva?

Lucio Marzo: Era il suo?

PM: E non lo so, ce lo devi dire tu. Questo coltello da dove arriva?

Lucio Marzo: Lei lo aveva.

PM: L’aveva con sé?

Lucio Marzo: Sì, lo aveva con sé.

PM: Ce lo puoi descrivere questo coltello, come era fatto?

Lucio Marzo: (Lucio disegna un coltello) Era così, con una lama così.

PM: Era un coltello a scatto oppure un coltello normale…

Seconda PM: Uno da cucina, era un coltello?

Le due PM presenti fanno domande a Lucio in contemporanea, un altro errore grossolano. 

Lucio Marzo: Da cucina era poi… (interrotto)

Ancora un’incompresibile interruzione.

PM: Eravate lì sulla litoranea di Leuca a fumare le sigarette e poi che è successo?

Lucio Marzo: E poi lei ha detto “Beh, andiamo” e ci siamo fermati in una campagna. Lei ha detto: “Fermiamoci qua e lei…” (interrotto)

Lucio viene ancora inspiegabilmente interrotto e proprio mentre sta raccontando ciò che accadde tra lui e Noemi nei momenti che precedettero l’omicidio.

PM: E cosa avete fatto?

Lucio Marzo: Abbiamo avuto un rapporto.

PM: Poi?

Lucio Marzo: Eee poi siamo scesi dalla macchina, lei ha cominciato a gridare: “No dobbiamo ammazzarli, dobbiamo ammazzarli” eee, come ha fatto in passato, cheee prendeva comando su di me, ha cominciato a spingermi, a graffiarmi, no? A fare le cose così eee e e io, da là, non ci ho visto più.

PM: Che è successo?

Lucio Marzo: È successo cheee gli sono andato di dietro e le ho infilzato il coltello in testa e poi con delle pietre le ho frantumato la testa, l’ho lasciata stesa, ho messo delle pietre sopra so… sopra di lei, però in quel momento non capivo niente, so di averla colpita alla nuca ma non so in quale punto… poi si è spezzata la lama dentro, io mi sono trovato il manico in mano… (interrotto)

PM: Il manico di plastica, il manico di plastica.

Mentre Lucio sta descrivendo l’omicidio, la PM lo interrompe per ripetere per due volte “il manico di plastica”, un errore imperdonabile.

Lucio Marzo: E me lo sono… me lo sono messo in tasca, l’ho colpita con la pietra un paio di volte e poi l’ho… l’ho trascinata dove ho visto che c’era un muretto (in dialetto) scarrato, l’ho trascinata là, io l’ho messa di fianco, le pietre le ho prese e l’ho coperta… l’ho coperta, ero talmente agitato, sono corso in macchina, non mi ricordo neanche il luogo dov’era Castrignano talmente tanto che ero agitato, tremavo così, mi sono fatto una sigaretta mi son tolto la maglietta, ero in aperta campagna, non stavo nel paese, eh era aperta campagna, mi son tolto la maglietta, ho messo il manico dentro, ho fatto a palla, ho fatto una buca nella terra e ho chiuso.

Oltre ad aver interrotto Lucio Marzo per ripetere per due volte “il manico di plastica”, contro ogni protocollo, per almeno altre due volte la PM parla mentre Lucio Marzo sta ricostruendo per lei l’omicidio di Noemi.  

PM: Eri sporco quando sei arrivato a casa?

Lucio Marzo: (Lucio si tocca il petto e le braccia) Ero sporco di sangue qua.

PM: Dove eri sporco?

Lucio Marzo: (Lucio si tocca il petto e le braccia) Qua di… di sangue eee le scarpe erano comp… completamente sporche di sangue e le ho buttate.

PM: Dove le hai buttate?

Lucio Marzo: Non mi ricordo, non mi ricordo perché stavo agitato, signora, non mi ricordo.

PM: Ma ti ricordi che scarpe erano?

Lucio Marzo: Sì, Lotto, le usavo per andare a calcetto.

PM: E di che colore?

Lucio Marzo: Bianche, una striscia blue e qualche striscia rossa.

PM: Tu sei entrato in auto, quindi verosimilmente l’hai sporcata.

Lucio Marzo: C’avevo… penso di aver avuto le mani sporche.

PM: Cioè tu sei arrivato a casa ma l’auto…

Lucio Marzo: Sono arrivato…

PM: L’hai lavata o non l’hai lavata?

Ancora una volta la PM interrompe Lucio Marzo. 

Lucio Marzo: Sì, sono andato in bagno, prima di farmi la doccia eee ho preso uno spray e ho preso una pezza e ho pulito, ho cercato di pulire il volante.

PM: Che cosa? Il volante, poi?

La PM continua inspiegabilmente ad incalzare Lucio invece di lasciarlo libero di esprimersi.

Lucio Marzo: Il volante, i pedali.

Lucio Marzo: Mia madre, mia sorella e mio padre stavano ancora dormendo, per fortuna, e io in silenzio mi sono fatto la doccia, mi sono pulito tutto, mi sono cambiato le mutande, ho messo le mutande nella biancheria eee pure i calzini nella biancheria eehm sono andato a letto.

PM: Mi stupisce che tua sorella tuo padre e tua madre continuassero a dormire o qualcuno si è svegliato?

Lucio Marzo: No, tutti dormivano, eee mio padre è andato a dormire verso le 3 e mezza 4, perché mi controlla.

PM: Ok, ma quando sei tornato a casa all’alba, hai utilizzato delle precauzioni per evitare di far rumore perché hai detto che… ?

Lucio Marzo: Certo, la macchinaa ha un problema alla marmitta, no? Mamma?

Lucio si rivolge alla madre che, insieme al padre, assiste al suo interrogatorio.

PM: Che fa rumore?

Lucio Marzo: Sì, fa rumore come un rombo, appena ha iniziato la discesa per andare a casa mia, io la macchina l’ho spenta però con le chiavi inserite con il gir… con il quadro girato, il bloccasterzo non si metteva e quindi io ho camminato lo stesso, pure non c’era la luce delle macchine si vedeva lo stesso perché era… c’era già luce quasi, no?. L’alba, c’era l’alba eee era discesa e frenavo con il freno a mano perché il freno a pompa non funzionava e frenavo con il freno a mano, no?. Piano piano, piano piano e sono riuscito ad arrivare fino al garage, però al garage c’è come un gradino, no?. E là ho dovuto fare la macchina indietro e poi prendere la rincorsa.

PM: Quindi l’hai rimessa esattamente dov’era?

Lucio Marzo: Dov’era.

Lucio Marzo: Questa mattina, io siccome è da giorni che non mangio e non dormo, poi vedo i miei genitori che stanno ammazzati, non hanno telefoni, non hanno macchina, hanno paura casomai che avevo fatto qualcosa eee mi è venuta la vogliaaa… sono andato al garage, avevo l’idea di prendere un mattone, attaccare la corda, buttarmi dalla grotta diii… di Novaglie eee affogarmi… nel mare, perché non ce la facevo più.

Lucio racconta che al mattino ha desiderato togliersi la vita ma sembra tutto passato visto che, invece di dire: “non ce la faccio più”, dice: “non ce la facevo più”. In questo stralcio Marzo rivela la sua priorità: se stesso, è lui che non mangia e non dorme, poi vengono i suoi genitori.

PM: Ma perché non l’hai lasciata? La lasciavi, dici: “Non ti voglio più vedere”, proprio:  “Non ti voglio più vedere”.

Lucio Marzo: Brava.

PM: Perché quella sera non le hai detto questo?. La lasciavi tu in mezzo… in mezzo alla via.

Lucio Marzo: Ma tu lo… ma tu… ma tu lo sai che… ma tu lo sai che io la chiamo… che io certe volte, certe settimane non la chiamavo, uscivo eee, controllato da mio padre, e la trovavo in paese che cercava me?

Lucio Marzo: Lei ha capito che questa ragazza mi stava facendo il lavaggio del cervello, no?. Ho commesso un reato ad ammazzarla. Questa ragazza, da quando l’ho conosciuta… io non ero così, sono cambiato da quando ho conosciuto lei, io er… ero uno schiav… cioèè, ero uno schiavo praticamente.

Lucio Marzo: Non so se mi hai capito o non mi hai capito peròòò mi sono trovato in una situazione di merda perchééé io ero succube, io ero innamorato di questa ragazza e nello stesso tempo non volevo perdere la mia famiglia eee mò che piano piano sto iniziando a ragionare io… io quest’anno, io quest’anno sto andando scuola per poter prendermi il secondo anno.

PM: Perché vuoi prendere in mano la tua vita.

Lucio Marzo: Ascolta, il secondo anno, il terzo anno, prendere la qualifica di elettrotecnico e poi fare le scuole private.

PM: Lucio.

Lucio Marzo: Due anni, un attimo, due anni in uno.

PM: Bisogna interrompere, Lucio.

Lucio Marzo: Per poter diventare perito elettrotecnico.

PM: Va bene. Lo hai già detto.

Lucio Marzo: Per poter andare a lavorare a Milano con i miei parenti.

PM: Allora, Lucio, io devo interrompere il verbale e, ma queste cose verranno tutte… non stai in una barzelletta, questa è la vita vera, non sono domande che puoi fare in questo momento, è il momento dell’interrogatorio.

In conclusione, Lucio è credibile sia per quanto riguarda il racconto dell’omicidio che per quello delle ore seguenti.

Il movente da lui suggerito non regge, non escludo che Noemi avesse proposto a Lucio di uccidere i suoi genitori, anzi è probabile, ma non è questo il motivo per il quale Marzo l’ha uccisa, il suo è solo un tentativo di razionalizzare l’evento e di fornire una “giustificazione morale” ad un atto riprovevole. Quello di Noemi potrebbe essere un omicidio senza un apparente movente o per futili motivi, come lo sono gli omicidi commessi dai sociopatici, soggetti capaci di atti estremi di violenza a causa della loro bassa tolleranza alle frustrazioni. Il fatto che Lucio abbia dato segni di squilibrio in concomitanza con la frequentazione di Noemi, non è ascrivibile alla Durini, il disturbo antisociale di personalità comincia, infatti, a manifestarsi proprio alla sua età, ma non è, invece, una coincidenza che Lucio frequentasse Noemi, una ragazza anche lei “ribelle” e “difficile”, ce lo conferma sua sorella Benedetta: “E’ stata sempre una ragazza diciamo un po’ ribelle però era molto buona, cercava sempre di vincere anche delle sfide impossibili con persone molto, magari, difficili, a loro volta”.

Il finale dell’interrogatorio è interessante, Lucio mostra di non rendersi conto che dovrà scontare una lunga pena per il reato da lui commesso, fa progetti per il futuro e lascia intendere che, riguardo al rapporto con Noemi, l’unica soluzione possibile fosse quella da lui adottata, l’omicidio. Non solo Lucio non prova alcun rimorso o senso di colpa per aver ucciso la Durini ma tenta di autoassolversi biasimando ripetutamente la vittima per convincere i suoi interlocutori che Noemi meritasse di morire. Tutti atteggiamenti da sociopatico.

L’uso di stupefacenti dai 12 anni di età e i tre TSO che hanno preceduto l’omicidio non fanno che confermare la diagnosi.

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