L’incompetenza del PM e l’eterogenesi dei fini (giudiziari)

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Consulenti disonesti e giudici pigri concorrono nella formazione dell’errore giudiziario che è trasversale e può colpire chiunque

Stylo24, 29 gennaio 2018

di Ursula Franco

Il problema degli errori giudiziari è trasversale, non dipende dal sistema giuridico del paese in cui vengono commessi ma da un insieme di mancanze che affliggono il magistrato inquirente e che sono la sua incapacità di processare le risultanze delle indagini secondo la logica, il fatto che disconosca la casistica, la superficialità e i suoi pregiudizi nei confronti di alcune categorie di persone come possono esserlo i meridionali o i romeni. In una parola sola, ciò che conduce all’errore giudiziario è l’incompetenza del PM che però deve essere necessariamente associata alla mancanza di cultura della verità di tutti gli altri attori del sistema giustizia, giudici e consulenti forensi. In pratica, un PM incompetente da solo va poco lontano, ha bisogno di consulenti forensi disonesti che lo supportino e di Giudici “pigri”.

Gli Innocence Deniers

Non solo i PM ed i giudici commettono grossolani errori giudiziari ma quando se ne accorgono sono incapaci di riconoscere di essersi sbagliati e lasciano che un innocente e la sua famiglia continuino a soffrire per causa loro. Gli americani chiamano questi magistrati che ostacolano la giustizia “Innocence Deniers” ovvero “coloro che negano l’innocenza”.

Il fine ultimo del lavoro del PM non dovrebbe essere quello di far condannare qualcuno ma cercare la verità e ottenere giustizia. I magistrati sono al servizio dei cittadini e hanno il dovere di perseguire un colpevole ma anche quello di impedire che un innocente abbia la vita distrutta a causa di una interminabile indagine o per una condanna sbagliata.

Alcuni PM sono così “affezionati” al proprio errato convincimento che anche quando le indagini dimostrano che la cosiddetta vittima in realtà non è stata vittima di un omicidio ma è morta in seguito ad un incidente o ad un suicidio, continuano a negare l’evidenza e si rifiutano di dismettere il caso, o, quando vengono raccolte prove a carico di un soggetto diverso da quello preso di mira, si rifiutano di perseguire il vero colpevole del reato.

Il costo degli errori giudiziari per lo Stato italiano

Gli errori dei magistrati non solo pesano sulle vite di soggetti innocenti e sulle loro famiglie ma hanno un costo economico per i contribuenti non indifferente. Dal 1991 al 2012 lo Stato italiano ha sborsato circa 576 milioni di euro di risarcimenti alle vittime della malagiustizia, a questi milioni vanno aggiunte le centinaia di migliaia di euro di stipendi versati ai magistrati incompetenti e i milioni di euro dispersi in indagini inutili al solo scopo di foraggiare il carrozzone che circonda le procure, consulenti e strutture addette alle analisi forensi.

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