OMICIDIO DI KATHLEEN PETERSON, CRIMINOLOGA FRANCO: NESSUN GIALLO

Dr. Ursula Franco

Le Cronache Lucane, 28 agosto 2019

Tra il 2014 e il 2015 la criminologa Ursula Franco ha analizzato l’omicidio di Kathleen Hunt Atwater Peterson e ha pubblicato i risultati sul suo blog (MALKE CRIME NOTES). Nell’agosto del 2017, il Daily Mirror ha consigliato ai suoi lettori di leggere l’analisi della telefonata di soccorso di Michael Peterson fatta dalla nostra criminologa.

Il 21 dicembre 2017, il tema del 100esimo episodio del famoso podcast americano “My Favourite Murder” è stato l’omicidio di Kathleen Hunt Atwater, la conduttrice, Georgia Hardstark, ha riportato l’analisi criminologica del caso e quella della telefonata di soccorso di Michael Peterson elaborate dalla criminologa Franco.

Dall’aprile 2018 è disponibile un documentario americano dal titolo The Missing Pieces: The Staircase con alcuni interventi della criminologa italiana Ursula Franco.

Michael e Kathleen Peterson

Abbiamo chiesto alla dottoressa Franco di ricostruire per noi l’omicidio di Kathleen Peterson dopo che il caso è stato trattato su Netflix. 

“Michael Iver Peterson è un bugiardo patologico convinto di essere un buon mentitore tanto da aver permesso al regista francese Jean-Xavier de Lestrade di girare un incriminante documentario sulla sua vicenda processuale, The Staircase (2004).

Dal documentario The Staircase emerge con forza il profilo psicopatologico di Michael Peterson e quello della sua famiglia allargata, uno straordinario esempio di famiglia narcisistica.

Peterson ha abusato mentalmente delle sue due mogli (Patricia Sue e Kathleen), dei due figli avuti con la prima moglie Patricia (Todd e Clayton) e delle due figlie adottive (Margaret e Martha, figlie di Elizabeth Ratliff), l’unica componente della famiglia che è sfuggita alle manipolazioni di Peterson è la figlia di Kathleen, Caitlin Veronica Atwater.

Michael Peterson è un uomo arrogante, ossessionato da se stesso e dai propri bisogni, privo di empatia, incapace di stabilire relazioni sane con gli altri esseri umani e convinto erroneamente di essere più intelligente dei suoi interlocutori.

Kathleen non è morta in seguito ad una caduta dalle scale né Peterson ha usato l’attizzatoio per colpirla, come invece sostenuto dall’accusa. Michael Iver Peterson ha ucciso sua moglie Kathleen tra le 23:08 e le 23.53 del 9 dicembre 2001 e ha commesso l’omicidio con le mani nude. 

Michael Iver Peterson ha ucciso sua moglie Kathleen prendendola per i capelli e facendole sbattere ripetutamente e violentemente la testa contro gli scalini di legno della scala di servizio della loro villa di Durham, North Carolina.

Durante l’aggressione, che si è sviluppata in almeno due tempi, in un’occasione Michael Peterson ha stretto la gola di Kathleen e con il pollice della mano sinistra le ha rotto il corno superiore della cartilagine tiroidea di sinistra.

All’esame autoptico il medico legale ha riscontrato multiple lacerazioni sul cuoio capelluto della vittima e nessuna frattura della teca cranica.

Secondo il medico legale tali lacerazioni furono causate da un oggetto piatto.

Nessun oggetto piatto colpì la testa di Kathleen, fu la testa di Kathleen ad impattare contro gli scalini di legno della scala di servizio.

Tra le mani di Kathleen, sugli ultimi scalini della scala di servizio dove Kathleen trovò la morte e sulla lattina di Diet Coke dalla quale aveva bevuto Michael Peterson dopo l’omicidio, furono repertati alcuni capelli strappati appartenenti alla vittima.

Michael Peterson strappò i capelli a Kathleen durante l’omicidio perché li usò per trattenerla e sbatterle la testa a terra, Kathleen se ne strappò altri nel tentativo di liberarsi dalla presa mortale del marito, per questo motivo vennero ritrovati tra le dita di entrambe le sue mani.

E’ chiaro che se i capelli ritrovati sulla scena del crimine fossero stati analizzati al microscopio, i risultati dell’analisi avrebbero permesso agli investigatori di differenziare i capelli strappati da quelli che si erano rotti in seguito all’impatto del cuoio capelluto con gli scalini.

La grande quantità di sangue presente sul cavallo dei pantaloni di Michael Peterson si spiega facilmente:

Michael Peterson assaltò Kathleen una prima volta e la credette morta, Kathleen invece si riprese tanto da riuscire ad alzarsi in piedi, a questo punto Peterson l’aggredì nuovamente dopo essersi seduto su di lei per immobilizzarla, in quell’occasione con i propri pantaloni assorbì il sangue fuoriuscito dalle ferite della moglie e colato sugli abiti della stessa dopo il primo assalto.

Questa ricostruzione è l’unica cui si confanno tutte le risultanze investigative:

– Kathleen non patì alcuna frattura della teca cranica perché la sua testa impattò contro degli scalini di legno.

– Sul cadavere di Kathleen vennero rilevate alcune contusioni nell’area posteriore delle braccia e sulla schiena perché la donna urtò le braccia e il dorso durante l’aggressione.

– Non furono riscontrate contusioni su coste, gambe, piedi o ginocchia di Kathleen perché Kathleen non cadde dalle scale.

– Alcune contusioni furono invece rilevate sui polsi e sulle mani di Kathleen perché la donna si difese cercando di liberare i propri capelli dalla stretta del marito.

– La distribuzione delle macchie di sangue, il tipo di macchie (low/medium velocity blood spatters), l’assenza di cast off nella ristretta area in cui fu perpetrata l’aggressione, l’assenza di un pattern riferibile ad un corpo contundente sia sui muri, che sul cranio della vittima, che sulle sue lesioni da difesa, escludono che Peterson abbia usato un’arma per uccidere sua moglie.

– Infine, nessuna frattura del massiccio facciale è stata rilevata all’esame autoptico; è chiaro che se Kathleen fosse stata aggredita da dietro in quell’area così ristretta, ogni qualvolta fosse stata colpita posteriormente, la donna sarebbe caduta urtando il volto.

Nel 1985, a Gräfenhausen, in Germania, un’amica di Michael Peterson, Elizabeth Ratliff fu ritrovata morta ai piedi delle scale di casa sua dopo che Peterson l’aveva accompagnata a casa.

In questo caso, all’esame autoptico eseguito in seguito ad una riesumazione dei resti della Ratliff avvenuta dopo l’omicidio di Kathleen, il medico legale ha rilevato lesioni molto simili a quelle presenti sul corpo di Kathleen, oltre ad una frattura della base cranica.

Michael Peterson perpetrò l’omicidio della Ratliff con le stesse modalità. In questa prima occasione, fracassò la testa della sua vittima contro un pavimento di mattonelle di terracotta e non contro degli scalini di legno”.

Analysis of Gerard Baden-Clay’s emergency call

Gerard and Allison Baden-Clay

On April 20, 2012, at 7:15 a.m., Gerard Robert Baden-Clay (September 9, 1970) reported his wife Allison June Dickie (July 1, 1968) missing from their home at 593 Brookfield Road, Brookfield, Queensland, Australia.

On April 30, 2012, Allison’s body was found by a canoeist at Kholo Creek, Anstead, about 13 kilometres (8.1 mi) from the Baden-Clay home in Brookfield. 

On June 13, 2012, Gerard Baden-Clay was charged with his wife murder and interfering with a corpse. He pleaded not guilty to the charges.

On July 15, 2014, he was found guilty of murdering Allison and given a life sentence with a non-parole period of fifteen years.

On December 8, 2015, his conviction was downgraded to manslaughter by the Queensland Court of Appeal. 

In August 2016, the High Court of Australia re-instated the murder conviction after the Queensland Director of Public Prosecutions appealed against the downgrade.

ANALYSIS:

The context: Gerard Baden-Clay, a 42 years-old man, called the emergency number to report his wife Allison missing. We hold to the expectation that he will ask for help for his wife. 

Operator: Go ahead Telstra.

Telstra operator: 2-5-3-9-6-0.

Operator: Thank you. Police Emergency. What’s your location?

Gerard Baden-Clay: Ah… good morning, Brookfield.

The first think we noted is that Gerard Baden-Clay’s call begins with a pause. This is unexpected since we assume that he would require no pre-thought to give his location to the operator. “Ah” is a pause to think, indicating sensitivity.  Why does he need to stall for time to think?

Next, “Good morning”, a greeting.

Ingratiation Factor, a form of manipulation. Why does he show a need to ingratiate himself with the operator? 

We only analysed the pause “Ah” and the word “good morning” and already found two sensitivity indicators. 

Operator: Whereabout in Brookfield, sir?

Gerard Baden-Clay: Ah… 5-9-3 Brookfield Road, Brookfield.

Note the pause “Ah”, again, we note that Gerard Baden-Clay has a need to pause and think of his answers. Why he had the need to stall for time to choose his words? Was he caught off guard by an unexpected question? Was he expecting to answer “What’s your emergency?” rather than “What’s your location?”? It could be an indicator of script. Script indicates a need to withhold information.

Operator: And what’s happening there?

Gerard Baden-Clay: Uhm… I… I don’t want to be alarmist. I tried the 1-3-1 number but uhm… it went on forever.

Note that Baden-Clay doesn’t get to the point with this answer. Often guilty callers seek to mitigate their stress by delay. 

Note the pauses “Uhm” and the stuttering “I”. In Statement Analysis, this is called the “stuttering I of anxiety”. Gerard Baden-Clay should be highly efficient at using this pronoun since he is not a stutterer. The question that produce the stuttering “I” is sensitive to him.

Operator: Yeah.

Gerard Baden-Clay: (inaudible) my wife isn’t home. Uhm (inaudible) I don’t know where she is.

Note that Gerard Baden-Clay does not ask for help for his wife.

Note that “my wife” is a Incomplete Social Introduction, it has two of the three components we look for: the pronoun “my”, the title “wife”, not the name “Allison”. 

In Statement Analysis, the Social Introduction, in context, can give insight into the quality of a relationship. Usually, an incomplete social introduction is a signal of a poor relationship. A complete social introduction is not always expected, due to urgency. In this case we note that Gerard Baden-Clay lost time to say “Uhm… I… I don’t want to be alarmist. I tried the 1-3-1 number but uhm… it went on forever” before answering and saying “my wife”.

When Gerard Baden-Clay says “my wife isn’t home” and “I don’t know where she is” I believe him. This doesn’t exclude that he could have killed her and disposed of her body, he could be able to say “I don’t know where she is” if he disposed of her body in a place where the body can move.

Allison Baden-Clay’s body was found in a creek, that’s why he was able to say “I don’t know where she is”.

Operator: Okay.

Gerard Baden-Clay: (inaudible)

Operator: When… when did you last see her, sir?

Gerard Baden-Clay: Uhm (inaudible) last night, when she went to bed uhm… (inaudible) and I went to bed. And… I got up ah… this morning and she… she wasn’t there. And that’s not unusual she…. she often goes for a walk in the morning.

The pauses “Uhm”, “uhm”, “ah” and the stuttering “she” prove that Gerard Baden-Clay is on guard. The need to pause to think of the answer tells us the question is sensitive to him. 

Note that he refers to his wife Allison as “she”. 

Gerard Baden-Clay says “she went to bed”, “I went to bed”, and “I got up”. 

Note “And” between “I went to bed and I got up”.“And” is a bridge between two periods of time, the information regarding what happened into between are missing. 

Note that Gerard Baden-Clay not only didn’t introduce his wife by her name, but never used the pronoun “we”, that shows unity and cooperation. 

Operator: Yeah.

Gerard Baden-Clay: Uhm… I’ve texted her and called her a number of times. I think she has her phone with her.

Note “Uhm”, a pause to think.

Note that he refers to his wife Allison as “her” and “she”, never as “Allison”.

Operator: Yeah.

Gerard Baden-Clay: Uhm… but uhm… and…

Note the pauses and the “and”. 

The operator interrupted Baden-Clay while he was stalling after the “and”.  

 Operator: What time does she normally get back when she goes for a walk?

This is not a good answer because allows Gerard Baden-Clay to speak about what his wife “normally” did, not about what she did that morning.

Gerard Baden-Clay: Well, this morning she… she was planning to… she has a seminar in the city, so she was planning to leave by, you know, around 7:00…

“Well” is a pause.

Note that he refers to his wife Allison as “she”, again. Note the stuttering “she”, again.

“You know” is an habit of speech and, like any habit, we note where it appears and where it doesn’t. “You know” indicates that Gerard Baden-Clay is acutely aware of the interlocutor’s presence at this point, with this question.

Note that the question is not answered because probably she wasn’t so regular to go for a walk.

On April 20, 2012, at 8:18 a.m., few minutes after the emergency call, Gerard Baden Clay was interviewed by police on this theme:

SGT J.: How often does she go walking?

BADEN-CLAY: I was going to say regularly, but it’s intermittently, you know, uhm… and, if possible, she’ll get up at about 5.00. That was easier in the summer [INDISTINCT] she was [INDISTINCT].

During his first interview with police, Gerard Baden-Clay was asked about two marks on his face.
BADEN-CLAY: “Cut myself shaving”.
Note the missing pronoun “I” which reduces commitment to the statement.

Operator: Okay.

Gerard Baden-Clay:… and uhm… she’s not back home yet.

When a sentence begins with “And”, it is an indication of connection; in between the connection is missing information. 

Note “Uhm”, a pause to think. 

Baden-Clay is on extreme guard to withhold information.  

Operator: Okay, alright. And what’s your wife…?

Gerard Baden-Clay: (inaudible) I’m… I’m now driving the streets. My… my father come over and… to look after my children.

Note the stuttering “I’m”, a signal of increase in anxiety. 

Note that he doesn’t say “I’m driving the streets to look for her” but “I’m now driving the streets”, he didn’t say that he is searching or looking for his wife. If he does not tell us that he is searching, we cannot say it for him. 

Note “now”, there is no reason to add “now” to “I’m driving the streets”, is he comparing something?

“My… my father come over and… to look after my children” are unnecessary information. Why he doesn’t focus upon his wife and ask for help for her?

Operator: Yeah. Okay. So what was yo… what’s your name first of all?

Gerard Baden-Clay: I’m sorry. Uhm…… Gerard, G-E-R-A-R-D.

Please note that ”I’m sorry” has entered into Gerard Baden-Clay’s language. We note these words any time and in any place they appear, for whatever reason because they often enter the language of the guilty as an indicator of a form of regret, for what they have done or for being caught.

Note the pause “Uhm” before saying his name. “Uhm” is unexpected since we assume that Baden-Clay would require no pre-thought to give his name to the operator.  Why the question of his name is “sensitive” to him? Was he caught off guard by an unexpected question? Was he unprepared for going off script?

While Allison was still missing, a journalist asked Gerard Baden-Clay: Was she upset before she went away?

Gerard Baden-Clay answered: No. And the police…. I’m trying to help the police as much as I can, we all have everything we’ve got so. Thank you, I’m sorry.

When a sentence starts with “And” there are missing information.

Note that Baden-Clay shifts from “I” to “we” as to psychologically hide in the crowd or spread guilt around to others. 

Note “I’m sorry”, a red flag for possible guilt, again.

Operator: And your last name, Gerard?

Gerard Baden-Clay: Baden-Clay, B-A-D-E-N.

Operator: Yeah.

Gerard Baden-Clay: Hyphen C-L-A-Y.

Operator: And what’s your wife’s name?

He has to be asked his wife’s name.

Gerard Baden-Clay: Allison, with two Ls.

Now focus on how he refers to his wife Allison after he gave her name to the operator.

Operator: And same surname?

Gerard Baden-Clay: Same surname.

Operator: Okay. And how old is Allison?

Gerard Baden-Clay: Uhm…uhm… forty… four!?

Note the pauses.

Operator: Okay. Clay, you didn’t see her before (inaudible) she got up this morning, so (inaudible)?

It’s easier and less stressful to lie in response to such a “yes or no” question. The operator asks this question in the negative. It could be a signal that the operator wasn’t sure of what Gerard Baden-Clay told her before.

Gerard Baden-Clay: Ya.

Operator: Okay. Alright. And what’s her mobile number?

Gerard Baden-Clay: 0-4-0-1

Operator: Yeah.

Gerard Baden-Clay: 1-4-9

Operator: Yeah.

Gerard Baden-Clay: 0-1-3

Operator: 0-1-3. Okay. Alright. And how tall is your wife?

Gerard Baden-Clay: Uhm… (inaudible) uhm… about five, six, something like that, I think.

Note the pauses.

Operator: Okay. And what colour hair’s she got?

Gerard Baden-Clay: She just had it done last night. It’s sort of a blondie, brownie, reddish sort of (inaudible).

Note that Gerard Baden-Clay did not use his wife name except when asked by the operator. This is distancing language. Why would he distance himself from his wife Allison? This is concerning. 

Operator: Yep. And w… how long is it?

Gerard Baden-Clay: Uhm… shoulder length.

Operator: Shoulder length. Okay. What I’ll do, I’ll going to put a broadcast on for the police to keep a look out for your wife. Uhm.. are you going to go back home? ‘Cause if…

Gerard Baden-Clay: I… I…

Note the stuttering “I”, a signal of increase in anxiety. 

Operator: We’ll get police to come and see you.

Gerard Baden-Clay: I… I need to go home and…

Note the stuttering “I”, a signal of increase in anxiety. When a person lies, this causes internal conflicts that creates emotional stress.

Operator: Yeah.

Gerard Baden-Clay:… get the kids ready for school.

Has he a need to portray himself as a loving father? Is he fishing for sympathy? 

While Allison was still missing, Gerard Baden-Clay, interviewed by a journalist outside his house, said: I’m trying to look after my children at the moment, they’ve got three young girls and we… we really trust that police are doing everything they can to find my wife and we just hope that she will came home soon.

Note how he brought up his daughters.

Note also how he moved from “I” to “we”. The guilty does not like being psychologically alone.

Note “we really trust that police are doing everything they can to find my wife”, he qualified “trust” with”really”, showing a needless emphasis and making it sensitive. 

Operator: Yeah. Alright Gerard. I’ll get police to come and see you. Okay. What’s the best contact number for you?

Gerard Baden-Clay: 0-400.

Operator: Yeah.

Gerard Baden-Clay: 4-5-6

Operator: Yeah.

Gerard Baden-Clay: 100.

Operator: Okay. Just give us a call back if she hasn’t returned.

Gerard Baden-Clay: I will.

Operator: Before police get there. Okay?

Gerard Baden-Clay: I will.

Operator: Alright.Thanks Gerard. Bye, bye.

Gerard Baden-Clay: Bye.

Note that Gerard Baden-Clay’s call begins and ends with a greeting. This is the Ingratiation Factor. In emergency calls like this one, urgency is presupposed, therefore politeness is unexpected, in any form. We now consider that the need to ingratiate himself with the operator could suggest guilt or guilty knowledge of what happened to his wife.

ANALYSIS CONCLUSION: 

Deception Indicated. 

Statement Analysis indicates that Gerard Baden-Clay is withholding information about the disappearance of his wife Allison. 

He has guilty knowledge of what happened to his wife. 

UN CASO ALLA VOLTA CON LA CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: JEFFREY EPSTEIN SI E’ SUICIDATO

Jeffrey Edward Epstein

Le Cronache Lucane, 19 agosto 2019

Il 10 agosto 2019, il finanziere Jeffrey Edward Epstein è morto nella sua cella del Metropolitan Correctional Center di Manhattan dove era detenuto dal 6 luglio 2019. Epstein aveva 66 anni, era stato arrestato all’aereoporto di Teterboro (NJ) e accusato di traffico di minori per scopi sessuali. Già nel 2008, Epstein aveva patteggiato una pena a 18 mesi di carcere dopo essere stato accusato di aver indotto una minore di 18 anni a prostituirsi.

Abbiamo intervistato in merito la criminologa Ursula Franco che, come consulente della difesa, si è occupata di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi, dalla morte di Elena Ceste a quelle di Carlotta Benusiglio e Maria Ungureanu. Secondo la dottoressa Franco, Elena Ceste è morta per assideramento dopo essersi denudata in preda ad una crisi psicotica; Carlotta Benusiglio si è suicidata e Maria Ungureanu è affogata mentre giocava in una piscina in compagnia di un’amica. Sul blog della Franco, MALKE CRIME NOTES, vi sono numerosi articoli che trattano i casi in questione, tra questi uno relativo ai suicidi per impiccamento e uno sul denudamento nei soggetti psicotici.

Il Duca di York e Jeffrey Epstein

– Dottoressa Franco, se Epstein fosse stato processato che pena avrebbe rischiato?

Se riconosciuto colpevole avrebbe rischiato una condanna fino a 45 anni di carcere.

– Dottoressa Franco, Epstein è stato ucciso o si è suicidato?

Si è suicidato. A Epstein era stata negata la libertà su cauzione, recentemente aveva fatto redarre un testamento a favore del fratello e aveva già tentato di impiccarsi il 23 luglio scorso; il medico legale che ha esaminato il cadavere ha concluso per una morte per impiccamento; nei giorni precedenti al suicidio Epstein aveva smesso di lavarsi, di radersi, di pettinarsi, e dormiva per terra invece che sulla sua branda, tutti segnali di uno stato depressivo. Il suicidio di Epstein ricorda quello del campione di football americano, Aaron Hernandez. Hernandez, si è suicidato a 27 anni impiccandosi con un laccio ricavato dalle lenzuola alle sbarre della finestra della sua cella del Souza-Baranowski Correctional Center, Massachusetts, dove stava scontando una condanna a vita per l’omicidio di Odin Lloyd.

– Come ha fatto il medico legale ad escludere l’omicidio?

Gli omicidi per impiccamento sono rari e facilmente distinguibili dai suicidi, un’analisi accurata del cadavere e del luogo dove viene ritrovato permettono di distinguere un omicidio da un suicidio. In caso di omicidio si troveranno i segni di una colluttazione e quelli indicativi di un’altra modalità di morte, saranno invece assenti le lesioni vitali (ecchimosi ed emorragie) in corrispondenza dei tessuti profondi del collo e del solco prodotto dal laccio; nel caso la sospensione del cadavere avvenga tardivamente, saranno visibili ipostasi in posizioni incompatibili con la dinamica suicidiaria.

– C’è chi sostiene che la frattura dell’osso joide indichi che Epstein è stato ucciso.

E’ una sciocchezza, l’osso joide può fratturarsi sia in caso di suicidio per impiccamento che nello strangolamento.

Jeffrey Edward Epstein si è suicidato impiccandosi ad una branda, si tratta di un cosiddetto impiccamento incompleto o alla Condé.
Nella pratica medico legale si distinguono due tipi di impiccamento:
1) l’impiccamento completo, quando l’individuo è sospeso nel vuoto;
2) l’impiccamento incompleto, quando invece il soggetto viene ritrovato in piedi, in ginocchio, seduto o semisdraiato.
Non è necessaria infatti la sospensione nel vuoto del corpo perché si arrivi alla morte. Per occludere le vie aeree basta esercitare sul laccio una trazione pari ad 1/3 del peso del corpo mentre una trazione di 3-4 kg è sufficiente ad interrompere la circolazione delle arterie carotidi e una semplice compressione del nervo vago e dei ricettori seno-carotidei può produrre l’arresto immediato del cuore con morte sincopale per inibizione riflessa.

Il Duca d York e Virginia Roberts

 – Il figlio di Elisabetta II, Regina d’Inghilterra, il Principe Andrea, Duca di York, era amico di Jeffrey Epstein, dopo l’arresto del finanziare, un portavoce di Buckingham Palace ha rilasciato la seguente dichiarazione ufficiale alla stampa inglese: “’The Duke of York has been appalled by the recent reports of Jeffrey Epstein’s alleged crimes. His Royal Highness deplores the exploitation of any human being and the suggestion he would condone, participate in or encourage any such behaviour is abhorrent” (Il Duca di York è inorridito dalle notizie relative ai crimini di cui è accusato Jeffrey Epstein. Sua Altezza Reale deplora ogni sfruttamento degli esseri umani e il fatto che si suggerisca che lui potrebbe scusare, partecipare o incoraggiare certi comportamenti gli ripugna”, che ne pensa?

Come da lei sottolineato si tratta di una dichiarazione ufficiale rilasciata da Buckingham Palace, non delle parole del Duca di York, in ogni modo, non vi è contenuta una negazione credibile.

Read also: Suicidi per impiccamento

Portretul lui Gheorghe Dincă, făcut de un celebru criminolog italian: “Sociopat, cu IQ redus”

REALITATEA.NET, 7 agosto 2019

Gheorghe Dincă este un sociopat sadic şi are un IQ redus crede un celebru criminolog italian. Ursula Franco a analizat crimele din Caracal şi a concluzionat că ucigaşul este un monstru incapabil de remuşcări, care a fost aproape imposibil de detectat din cauza modului de operare.

“Cu cea mai mare probabilitate, este un sociopat sadic, din punctul meu de vedere cu un IQ redus. El este un subiect lipsit de conștiință morală, incapabil să simtă vinovăție și remușcări pentru acțiunile comise”, a declarat criminologul italian Ursula Franco pentru Hotnews.

Aceasta crede că Gheorghe Dincă a acţionat de unul singur şi că Alexandra şi Luiza ar putea să nu fi fost singurele victime, iar tehnica folosită de ucigaş, de a-şi căuta victimele la volanul unei maşini, a făcut imposibilă capturarea lui mai devreme.

“Dincă ar fi avut multe elemente de partea lui: faptul că nu cunoștea victimele și faptul că motivația nu era una obișnuită, clasică, ci o motivație de ordin psihologic/intrapsihic. Prin urmare, nu se putea ajunge la el nici prin intermediul victimei, nici prin intermediul motivației”, a mai spus Ursula Franco.

O nouă zi de cercetări la „Casa Groazei” din Caracal

caracal-curtea-groazei-780x600sursa foto: Europa FM

Procurorii DIICOT au revenit în această dimineaţă la Casa Groazei din Caracal pentru a continua cercetările în locuinţa suspectului Gheorghe Dincă, după ce marţi au avut parte de o surpriză de proporţii când au descoperit că acesta avea cont de Facebook şi folosea tehnologie modernă (laptop şi cameră foto).

Gheorghe Dincă este un sociopat sadic şi are un IQ redus susţine un celebru criminolog italian.  Astfel, Ursula Franco a analizat crimele din Caracal şi a concluzionat că suspectul este un monstru incapabil de remuşcări, care a fost aproape imposibil de detectat din cauza modului de operare.

„Cu cea mai mare probabilitate, este un sociopat sadic, din punctul meu de vedere cu un IQ redus. El este un subiect lipsit de conștiință morală, incapabil să simtă vinovăție și remușcări pentru acțiunile comise”, a declarat criminologul italian Ursula Franco, pentru Hotnews.

Aceasta mai susţine că Gheorghe Dincă a acţionat de unul singur, iar Alexandra şi Luiza ar putea să nu fi fost singurele sale victime şi tehnica folosită de ucigaş, de a-şi căuta victimele la volanul unei maşini, a făcut imposibilă capturarea lui mai devreme.

De asemenea, Dincă folosea cartele prepay şi chiar le oferea oamenilor cu care lucra. “M-a sunat și atunci, miercuri noaptea, pe la 11 seara, dar nu i-am răspuns. L-am lăsat să sune, că n-aveam chef să umblu noaptea”, a declarat G., care stă la câteva case de locuința suspectului și uneori mai lucra pentru Dincă, scrie Libertatea.

În telefonul lui G. , Dincă apare trecut cu porecla lui, Popicu, iar numărul lui, 0722.841.235, apare și la apeluri pierdute, și la apeluri primite. Acest număr se adaugă celor două numere deja cunoscute ale lui Dincă: 0759.660.526 – numărul de pe care a sunat Alexandra la 112. 0763.931.765, numărul de pe care a fost sunat bunicul Luizei, descoperit și acesta la Dincă acasă.

Dincă vrea să îşi micşoreze pedeapsa?

Gheorghe Dincă a mărturisit că le-a lovit pe fete, la furie, fără intenţia de a le ucide şi speră astfel că va fi acuzat de loviri cauzatoare de moarte, infracţiune pentru care pedeapsa pleacă de la 6 ani de închisoare. Concret, el le-a marturisit anchetatorilor că le-a ucis pe Alexandra Măceşanu şi Luiza Melencu, dar susţine că totul s-ar fi petrecut accidental, în momente mai tensionate. El le-ar fi administrat câte un pumn după ce s-a enervat din diverse motive. Alexandra ar fi primit lovitura după ce a fost prinsă cu telefonul imediat după ce a sunat la 112. Mai puţin credibil, în celălalt caz, Dincă susţine că s-a enervat fiindcă Luiza i-ar fi cerut bani.

Suspectul speră ca în urma acestor declaraţii să fie acuzat de săvârşirea infracţiunilor de lovituri cauzatoare de moarte, care conform Codului Penal sunt pedepsite cu închisoare între 6 şi 12 ani.

Ştire în curs de actualizare.