OMICIDIO DI STEFANIA CROTTI, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: IL PRETERINTENZIONALE RAPPRESENTA UNA VIA D’USCITA MORALE (intervista)

Stefania Crotti, la vittima

Giovedì 17 gennaio, Chiara Alessandri ha ucciso la moglie del suo ex amante, Stefania Crotti, il cui corpo carbonizzato è stato ritrovato ed identificato venerdì 18 gennaio, sabato 19 gennaio, la Alessandri ha confessato l’omicidio ed è stata arrestata

Le Cronache Lucane, 24 gennaio 2019

Avevamo sentito la criminologa Ursula Franco qualche giorno fa, siamo tornati ad intervistarla dopo aver saputo che la Alessandri ha confessato non un omicidio volontario ma un preterintenzionale.

– Dottoressa Franco, nonostante le risultanze investigative che lasciano supporre che l’omicidio della Crotti sia premeditato, la Alessandri ha riferito agli inquirenti di non aver organizzato la finta festa per uccidere la moglie del suo ex amante ma che l’avrebbe colpita durante una colluttazione perché provocata, che può dirci?

E’ un classico che, una volta messo di fronte alle prove, un omicida confessi un omicidio preterintenzionale e non un omicidio volontario. Non conosco i verbali dell’interrogatorio della Alessandri ma posso dirle che durante un interrogatorio, per ottenere una confessione, sono spesso gli inquirenti a fornire all’interrogato la via d’uscita morale rappresentata dall’omicidio preterintenzionale, una tattica che spesso paga, al contrario, l’esibirsi in condanne morali durante un interrogatorio è invece il più grosso errore che si possa fare in quanto ritarda o inibisce una eventuale confessione.

– Dottoressa, lei resta comunque dell’avviso che l’omicidio della Crotti sia stato premeditato?

Certamente, il sopralluogo sul luogo della distruzione del cadavere e il fatto che la Alessandri si fosse procurata una tanica di benzina la inchiodano alle sue responsabilità. E poi ciò che a mio avviso è più inquietante è il fatto che la Alessandri abbia fatto bendare la propria vittima perché lascia supporre che l’omicida abbia voluto colpire la Crotti di sorpresa per essere sicura di poterla sopraffare. 

– La Alessandri, dopo aver ucciso la Crotti, ha pulito il garage con la varichina e ha fatto lavare l’auto, secondo lei pensava di poterla far franca?

E’ impensabile in quanto non solo era stata l’amante del marito della vittima ma aveva coinvolto una terza persona, l’uomo che condusse Stefania nel suo garage. Resto dell’avviso che la Alessandri debba essere sottoposta a perizia psichiatrica.

OMICIDIO DI STEFANIA CROTTI, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: ATTO DA KAMIKAZE (intervista)

Stefania Crotti, la vittima

Il corpo carbonizzato di Stefania Crotti è stato ritrovato venerdì 18 gennaio, sabato 19 gennaio, Chiara Alessandri ha confessato l’omicidio ed è stata arrestata

Le Cronache Lucane, 21 gennaio 2019

Chiara Alessandri, milanese di Rho, 43 anni, abitava a Gorlago in provincia di Bergamo, era disoccupata e madre di tre figli minori, per qualche mese aveva avuto una relazione con Stefano Del Bello, marito di Stefania Crotti, 43 anni, e padre della loro figlia Matilde di 7 anni, ora si trova in carcere accusata dell’omicidio premeditato della moglie del suo ex amante.

Chiara Alessandri e Stefano Del Bello, marito della vittima

Giovedì 17 gennaio, Chiara Alessandri ha chiesto all’amico Angelo, un piccolo imprenditore di Seriate, di recarsi alle 15.30 fuori dal posto di lavoro della Crotti, di consegnarle una rosa e un biglietto con scritto “Ti amo” e poi di convincerla a farsi portare bendata in un garage di Gorlago. Angelo ha così condotto Stefania fino all’ingresso del garage della villetta di via San Rocco dove vivevano i tre figli di 6, 7 e 11 anni della Alessandri ed alternativamente la donna e il suo ex convivente, ed è poi tornato alle sue occupazioni.
Il malcapitato amico si è prestato a fare da ambasciatore ed autista in quanto ha creduto a ciò che le aveva raccontato la Alessandri ovvero che era stata organizzata una festa a sorpresa per Stefania ed il marito, una festa che avrebbe suggellato la riappacificazione tra i due coniugi e chiarito le cose tra le due donne. Il Del Bello infatti, dopo l’estate, aveva deciso di chiudere con la Alessandri e di tornare dalla sua famiglia. Purtroppo Chiara Alessandri ha invece ucciso a martellate la povera Stefania, ha caricato il suo corpo nel portabagagli della sua Mercedes Classe B e l’ha bruciato in una stradina isolata di Erbusco, nel Bresciano, fra i vigneti della Franciacorta. La Alessandri ha poi inviato un messaggio vocale all’amico Angelo riferendogli che era andato tutto bene e ringraziandolo per l’aiuto. Angelo era stato amante della Alessandri e, poiché non viveva a Gorlago è comprensibile che non fosse a conoscenza delle voci di paese che volevano entrambe le donne innamorate del Del Bello, per questo motivo la Alessandri aveva scelto di chiedere di aiutarla a lui. E’ stato proprio Angelo, l’uomo coinvolto nel piano diabolico della Alessandri, a rivolgersi alle forze dell’ordine non appena è venuto a conoscenza della scomparsa di Stefania Crotti.

dal profilo Facebook di Chiara Alessandri

Abbiamo posto alcune domande sul caso alla criminologa Ursula Franco.

– Dottoressa Franco, la Alessandri ha riferito agli inquirenti di aver organizzato la finta festa perché voleva un chiarimento “per il bene dei figli”, che poi le cose sono degenerate perché la Crotti l’avrebbe colpita e, durante una colluttazione, Stefania avrebbe “battuto la testa contro lo spigolo della porta”, è credibile?

E’ un classico che un omicida confessi un preterintenzionale. Stefania Crotti è morta dopo essere stata colpita a martellate, non per aver urtato uno spigolo, si tratta di omicidio volontario. Peraltro la povera Stefania è entrata nel garage della Alessandri bendata, una condizione che apre all’aggravante della “minorata difesa” perché il fatto di essere bendata le ha impedito “di orientarsi nella comprensione degli avvenimenti”.

– Secondo lei è un omicidio premeditato?

Sono molti i dati a supporto della premeditazione:
Se Chiara avesse voluto semplicemente chiarire con Stefania sarebbe potuta andare personalmente fuori dal suo posto di lavoro della Crotti invece, già da prima dell’epifania, aveva contattato l’amico Angelo per chiedergli di aiutarla a realizzare una “festa a sorpresa”.
Il Telepass prova che, nei giorni precedenti al delitto, Chiara Alessandri era transitata proprio nei pressi del luogo in cui ha dato fuoco al cadavere di Stefania.
La Alessandri era in possesso di una tanica di materiale infiammabile.

– Dottoressa Franco, un piano diabolico quello della Alessandri ma con molte smagliature, che ne pensa?

La Alessandri ha organizzato un piano sì diabolico ma maldestro e ha fatto di tutto per farsi prendere in tempi record. Paradossalmente il suo atto è equiparabile a quello di un kamikaze, è un omicidio/suicidio. La Alessandri ha infatti ucciso la sua rivale ma si è anche virtualmente suicidata. L’odio che Chiara provava per Stefania e il desiderio di vendetta nei confronti del Del Bello hanno viziato fortemente la sua capacità di intendere e di volere. Penso che la Alessandri debba essere sottoposta ad una perizia psichiatrica, su questo punto si daranno di sicuro battaglia gli psichiatri chiamati ad esprimersi.

– Quali sono stati gli errori della Alessandri, se così possiamo chiamarli?

Coinvolgere l’amico Angelo che ha denunciato subito il proprio involontario coinvolgimento nei fatti che hanno preceduto l’omicidio.
Uccidere a martellate la Crotti nel proprio garage lasciando al suo interno un’infinità di tracce di sangue.
Trasportare il cadavere della Crotti con la propria auto lasciando al suo interno tracce inequivocabili.
Lasciare che le urla strazianti della vittima venissero udite dai vicini di casa.
Inviare a casa della famiglia Del Bello le chiavi dell’auto e quelle di casa della moglie che aveva trovato nella sua borsa accompagnandole con un messaggio “non vi preoccupate per me, sto bene”.