Analisi dell’intervista rilasciata da Sabrina Misseri a Franca Leosini

Sabrina Misseri e Sarah Scazzi

Sarah Scazzi (4 aprile 1995) è stata uccisa il 26 agosto 2010 ad Avetrana, Taranto.

L’11 marzo 2018 è andata in onda un intervista rilasciata da Sabrina Misseri a Franca Leosini. Sabrina Misseri (10 febbraio 1988) è stata riconosciuta colpevole dell’omicidio di sua cugina Sarah Scazzi e condannata all’ergastolo per concorso in omicidio volontario insieme a sua madre Cosima Serrano (6 gennaio 1955).

Michele Misseri, padre di Sabrina e marito di Cosima, è stato condannato alla pena di 8 anni di reclusione per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove mentre suo fratello Carmine Misseri è stato condannato a 4 anni e 11 mesi di reclusione per concorso in occultamento di cadavere.

Franca Leosini: A quanto risulta dalle dichiarazioni rese a verbale dalla signora Anna Pisanò (…) lei Sabrina praticava massaggi estetici e terapeutici anche a Ivano Russo,

Sabrina Misseri: Sì alla cervicale, massaggio alla cervicale.

Franca Leosini: Ma sembra che a muovere le mani con efficacia felicemente terapeutica fosse anche Ivano Russo su di lei, su di lei Sabrina.

Sabrina Misseri: Questo lo dice lei (Anna Pisanò), questo lo dice lei, no, in casa non è mai successo niente di tutto ciò, in casa no, (incomprensibile)

Franca Leosini: Quindi è un pettegolezzo?

Sabrina Misseri:… questo è un pettegolezzo, in casa no, con mia madre dentro casa non esiste proprio (incomprensibile).

Franca Leosini: (…) il suo rapporto con Ivano Russo, lei come lo definirebbe?

Sabrina Misseri: Sicuramente mi piaceva e lo sapeva anche lui perché io sono una persona abbastanza chiara e trasparente, abbiamo parlato più volte di questo fatto, che lui mi piaceva, che ero attratta fisicamente lui lo sapeva ehm.

Da notare l’avverbio “abbastanza”. Sabrina dice “io sono una persona abbastanza chiara e trasparente” e non “io sono una persona chiara e trasparente”.

Franca Leosini: Ecco, ma lui non si pronunziava nei suoi confronti, scusi?

Sabrina Misseri: Lui diceva: “L’importante è che non non pretendi da me altre cose”, perché comunque lui non si voleva fidanzare, ma io infatti ho detto: “Non ho mai chiesto una cosa del genere”.

Franca Leosini: Lei era gelosa di Sarah?

Sabrina Misseri: No, proprio perché sapevo, primo che a Ivano gli piacevano le donne più grandi, secondo non vedevo atteggiamenti di nessun tipo e poi io, gelosa di una bambina? Assolutamente no, assolutamente no, e poi si possono vede’ dai messaggi. C’è un messaggio dove io a Ivano faccio una scena di gelosia nei confronti riguardo a Sarah? Non ce n’è nessuno, potevo essere gelosa di altre ragazze, di altre donne, magari sì, ma di Sarah no, assolutamente no.

Sabrina invece di negare in modo credibile dicendo “Io non ero gelosa di Sarah” prova a convincere il pubblico con una tirata oratoria all’interno della quale inserisce tre “assolutamente” e due domande. Riguardo all’assenza di messaggi “dove io a Ivano faccio una scena di gelosia nei confronti riguardo a Sarah”, Sabrina non aveva alcun diritto di riprendere Ivano per i suoi comportamenti nei confronti di Sarah non essendo fidanzata con lui; Sabrina avrebbe potuto solo lamentarsene con le amiche più intime e con Sarah senza essere esplicita. 

Franca Leosini: A lei seccava un poco, la infastiva un poco il fatto che Sarah bamboleggiasse con Ivano?

Sabrina Misseri: A me non seccava il fatto che bamboleggiava, a me seccavano le dicerie del paese, che è ben diverso. A me seccavano le dicerie del paese perché alcuni clienti quando venivano poi mi dicevano delle cose che a me davano molto fastidio, loro hanno voluto travisare e girare in un altro modo che è ben diverso.

Sabrina non nega in modo credibile, non dice “A me non seccava il fatto che Sarah bamboleggiasse con Ivano” ma elimina dalla sua risposta entrambi i protagonisti dicendo semplicemente “A me non seccava il fatto che bamboleggiava”

Franca Leosini: Alcune sue amiche o sedicenti tali hanno lasciato intendere al processo che invece lei Sabrina fosse stizzita perché Ivano invece coccolava Sarah più di quanto si dedicasse a lei.

Sabrina Misseri: Non è stata detta da me quella frase, è stata detta da un’altra persona.

Sabrina è evasiva, non risponde a tono alla domanda, non nega l’addebito.

Franca Leosini: Io le dico cosa hanno detto al processo le sue amiche o sedicenti tali che lei fosse stizzita perché Ivano coccolava più Sarah di quanto poi si dedicasse a lei e che addirittura queste attenzioni del giovanotto per Sarah praticamente suscitassero delle discussioni tra lei e Sarah, è vero questo o no?

Sabrina Misseri: Per le chiacchiere del paese ma non del fatto… cioè che coccole poteva fare Ivano a Sarah? Una carezza sulla testa? Cioè, per quello dovevo essere gelosa? Di cosa dovevo essere gelosa?

Ancora una risposta evasiva condita da 5 domande che Sabrina usa per non rispondere. Sabrina non nega di aver discusso con Sarah e soprattutto non riesce a concludere la frase “ma non del fatto…” indicandoci che ci sta nascondendo delle informazioni.

Sabrina Misseri: Quella frase l’ha detta un’altra persona, non è una frase detta dalla mia bocca, perché comunque anche altre mie amiche… comunque gli piaceva la compagnia di Ivano.

Sabrina lascia intendere che “anche” un’altra persona fosse gelosa delle attenzioni che Ivano rivolgeva a Sarah. Sabrina non termina la frase “perché comunque anche altre mie amiche…”, rivelandoci che ci sta nascondendo delle informazioni. Da notare che la frase frammentata non è “perché comunque anche ad altre mie amiche…”, cui poteva seguire “piaceva Ivano” ma “perché comunque anche altre mie amiche…”.

Franca Leosini: L’accusa si è formata il convincimento che lei Sabrina fosse gelosa della sua cuginetta.

Sabrina Misseri: Però non ci sono messaggi tra me e Ivano che faccio scenate di gelosia riguardo a Sarah e questo che ancora nessuno ha saputo spiegare.

Sabrina non nega, non dice “l’accusa si è sbagliata, io non ero gelosa di Sarah” ma risponde con un “Però…” lasciando intendere di accettare quel postulato e sfidando i giudici a spiegarsi il perché non ci siano messaggi tra lei e Ivano riferibili alla sua gelosia per Sarah; il motivo è semplice: Ivano e Sabrina non erano fidanzati pertanto Sabrina non aveva alcun diritto di fargli scenate di gelosia.

Franca Leosini: Sabrina, nell’epopea baraccona di questa storia, propriamente campeggia appunto il suo rapporto  con Ivano Russo, c’è un episodio che appare in qualche modo un altro dei cardini su cui ruotano gli eventi che si susseguiranno in sostanza accade questo che in una notte sbadata fra il 3 ed il 4 lei Sabrina e Ivano dribblate gli amici e su sollecitazione di Ivano vi allontanate per appartarvi in auto in un posticino tranquillo e allora via i fastidiosi vestiti, inizia fra voi un rapporto caldo, un rapporto bollente ma sul più bello a dare lo stop agli sperdimenti, fino a interrompere l’estasi, incredibilmente è Ivano. Senta Sabrina ma l’incauto giovanotto, mentre, frenando i suoi ardori lombari, si rinforcava le mutande, ecco come si giustifica con lei scusi? Come giustifica quel gesto che nei confronti di una donna è, a dir poco, offensivo?

Sabrina Misseri: Bhè, le cose non sono… io non mi sono sentita proprio tanto… perché le cose non sono andate come son state descritte, nel senso, quando è successo quell’attimo, io ero abbastanza fredda e a disagio, lui automaticamente vedendomi così ha iniziato a dirmi: “Ma rimarremmo amici?”, io ho detto: “Non lo so”, da quel momento lui si è fermato ed è finita là, cioè con quella frase è finito tutto, se io fossi stata diversa chi lo… non so come sarebbe andata a finire, cioè la fra… è stato raccontato come per dire un rifiuto, s’è vestito, non è andato proprio così.

Il racconto che ha fatto Sabrina durante un’udienza non è dissimile: Ad un certo punto è successo quell’episodio lì, c’è stato quel rapporto che, diciamo, è durato secondi eee ed è finito anche perché lui vedendomi disse: “Ma non è che si rovina l’amicizia?”, io ho detto: “Questo non lo so” (…) c’è stato un rapporto sessuale che è durato pochi secondi, voglio dire, a quel punto lui si è fermato, “Io non voglio rovinare l’amicizia!”.

Franca Leosini: Per me è la stessa cosa, mi deve scusare.

Sabrina Misseri: No, per me è diverso, perché nel momento in cui io dico: “Non lo so”,
che per me non sarebbe rimasta l’amicizia, è diverso, non è uguale per me.

Franca Leosini: Scusi tanto (…) un uomo non mette una ragazza in condizioni comunque di disponibilità (…)

Sabrina Misseri: Disagio, non ero proprio dispon… ero a disagio, ero una pietra, non sapevo cosa fare, non sapevo cosa fare.

Sabrina continua a dire di essere stata a “disagio” nel tentativo di attribuirsi la responsabilità dell’interruzione del rapporto sessuale per non confrontarsi con quell’umiliazione. 

Franca Leosini: Vabbè, lei era a disagio, sarà stata pure una pietra, ma magari era una pietra che così si era liberata di qualche capo di biancheria. Ora sostanzialmente un uomo non mette una ragazza, una donna in condizioni di disponibilità, per poi dirle: “Scusa tanto, ma poi restiamo amici?”.

Sabrina Misseri: Ma io non penso che sia partito con quest’intenzione, stavamo facendo un giro per la litoranea e lui si è fermato per fumare e poi è capitato quello, io non credo sia partito all’inizio con quell’intento.

Franca Leosini: Ma prima di dare il via all’operazione spogliarello, insomma poteva evitare di mettere una ragazza in condizioni di disponibilità per poi umiliarla. Mi deve scusare, Sabrina.

Sabrina Misseri: Guarda per me è stato più umiliante il giorno dopo che l… la sera stessa, la sera stessa non è stato così, per me è stato più brutto il giorno dopo, io il giorno dopo mi so’ sentita più umiliata perché il giorno dopo ho visto che comunque lui si sentiva a disagio, stavamo in gruppo e lui non mi rivolgeva la parola, cioé in questo senso.

Sabrina dicendo “per me è stato più umiliante il giorno dopo”, “per me è stato più brutto il giorno dopo” e “io il giorno dopo mi so’ sentita più umiliata” ammette di essersi sentita umiliata anche la sera stessa.

Franca Leosini: Ah, lui si sentiva a disagio?

Franca Leosini: Raccontare a Mariangela in presenza di Sarah il fatto del rapporto con Ivano, lei con l’esperienza che si ritrova la rifarebbe questa sciocchezza?

Sabrina Misseri: No, questa no.

Sabrina paragona questa sciocchezza, che non rifarebbe, ad un’altra o ad altre sciocchezze che invece rifarebbe.

Sabrina Misseri: Eh, vabbè, loro raccontano che Sarah l’ha… l’ha raccontato a tutti e che quindi si è riempita la voce del paese.

Franca Leosini: Sarah a chi l’ha raccontato?

Sabrina Misseri: Ah, al fratello lo ha raccontato, a Claudio, però con Claudio non abbiamo parlato di questa situazione, cioè io l’ho saputo tramite altre persone, non l’ho saputo direttamente da Claudio… lo confidò al fratello e il fratello poi si inizia a mettere un po’ in mezzo alla situazione, a parlare con gli altri del gruppo.

Franca Leosini: Lei glielo rimprovera a Sarah?

Il 5 agosto ci fu uno scambio di sms tra Ivano e Sabrina:

Sms di Ivano Russo: Non devi dare conto, lo hai detto a qualcuno quello che è successo?

Sms di Sabrina Misseri: No, perché?

Sabrina chiese “perché?”, perché temeva che Ivano avesse già saputo che lei aveva diffuso il fatto. Tra l’altro Sabrina ne avrebbe avuto il diritto. 

Sms di Ivano Russo: Che non lo dire. 

Sms di Sabrina Misseri: Cose del genere non racconto mai, sono fatti miei.

Sabrina MIsseri: No, a Sarah, perché Sarah era piccolina, invece magari lo… Claudio, che è una persona più adulta, avrebbe potuto… cioè tenerselo per sé, secondo me, mi (incomprensibile) non c’era bisogno di parlarne con Ivano o con altri, perché comunque so’ abbastanza grande quindi…

Sabrina non nega in modo credibile, non dice “No, io non rimproverai a Sarah di aver raccontato di quel rapporto interrotto”, ma si perde invece in una tirata oratoria composta da frasi frammentate per spostare il focus da Sarah a suo fratello Claudio. Anche in questa risposta la presenza di frasi frammentate è un indicatore del fatto che Sabrina sta nascondendo delle informazioni.

Franca Leosini: Ivano come la prende?

Sabrina Misseri: Ma Ivano li pre… la… se la prende a male perché dice no… perché gliel’ho detto… perché lo sono andata a dire a Mariangela e per questo fatto incominciamo a litigare.

Una risposta disarticolata fatta di frasi frammentate rivelatrici del fatto che Sabrina nasconde delle informazioni. 

Franca Leosini: Che succede tra lei e ivano?

Sabrina Misseri: Incominciamo a litigare tramite sms.

Franca Leosini: Che succede tra lei e Ivano, vi rivedete?

Sabrina Misseri: Non mi ricordo se subito dopo ci rivediamo, comunque il rapporto non è più buono, cioè le poche volte che ci vedevamo comunque litigavamo sempre. Io sono arrivata fino al 21 agosto della notte, mi ricordo l’ultima volta che l’ho visto prima della tragedia.

La Leosini chiede a Sabrina se fosse stata a conoscenza che Ivano e Sarah avevano i rispettivi numeri di cellulare.

Sabrina Misseri: Allora… Sarah… io… che io sappia, Sarah non aveva il numero di Ivano, l’ha iniziato ad avere quando è arrivato il fratello.

Sabrina comincia la frase con un “Allora” che le serve per prendere tempo e poi mostra di avere ulteriori difficoltà con un “Sarah… io…”.

Come può Sabrina dire “che io sappia, Sarah non aveva il numero di Ivano”, se è emerso dal processo e la Leosini le ha appena detto che l’aveva? 

Franca Leosini: Sicuro?

Sabrina Misseri:

Il fatto che Sabrina non risponda è significativo, Sabrina non riesce a rassicurare la Leosini che le sta dicendo la verità.

Franca Leosini: No, perché a quanto risulta dai tabulati telefonici nei giorni successivi alla rottura tra lei e Ivano Russo, la piccola Sarah e Ivano invece continuavano non solo a sentirsi sul cellulare ma a spedirsi sms persino nel cuore della notte.

Franca Leosini: Ecco, lei non lo sapeva Sabrina?

Sabrina Misseri: Non so niente di questo io, è tutto nuovo.

Ancora una volta il tempo del verbo è sbagliato, Sabrina sa per certo che Sarah aveva il numero di Ivano, le è appena stato detto. Quand’anche le fosse sfuggito al processo avrebbe dovuto dire: “Non sapevo niente di questo io, è tutto nuovo”.

Franca Leosini riferisce a Sabrina che secondo l’accusa lei sapeva dello scambio di messaggi tra Ivano e Sarah.

Sabrina Misseri: Nooo, assolutamente no, no, perché io sapev… ho visto solo i messaggi mandati quando c’era Claudio ad Ivano, non sapevo nient’altro.

La frase frammentata “perché io sapev…” ci rivela che Sabrina nasconde delle informazioni.

Sabrina non nega in modo credibile, non dice “io non sapevo che Sarah e Ivano si inviassero messaggi” ma dice “ho visto solo i messaggi mandati quando c’era Claudio ad Ivano”, una frase che corrisponde al vero ma non esclude che Sabrina fosse a conoscenza dello scambio di messaggi tra Sarah e Ivano. Infine, nella frase “non sapevo nient’altro”, il termine “nient’altro” è generico e può riferirsi a qualsiasi cosa.

Sabrina Misseri: No… a me non mi risulta proprio questo, a me risulta che fino al 21, quando c’era il Claudio, c’erano i messaggi poi dopodiché… che io sappia, no, questa è una cosa nuova per me, io non so niente.

Sabrina usa la parola messaggi solo in riferimento a suo cugino Claudio mentre non riesce a negare in modo credibile di aver saputo dello scambio tra Ivano e Sarah limitandosi a dire “No… a me non mi risulta proprio questo”“poi dopodiché… che io sappia, no, questa è una cosa nuova per me, io non so niente”.

Franca Leosini: Quell’ultima sera c’è stata, come ha detto Mariangela questa gelosa litigata tra lei e Sarah?

Sabrina Misseri: Questo è quello che dichiara lei… se ci fossero stati tutti questi litigi Sarah il giorno dopo non sarebbe venuta a casa… non era stupida Sarah.

Sabrina risponde in modo evasivo, dice tre cose vere: “Questo è quello che dichiara lei”“se ci fossero stati tutti questi litigi Sarah il giorno dopo non sarebbe venuta a casa” “non era stupida Sarah” ma non nega di aver litigato con sua cugina la sera prima dell’omicidio, si limita soltanto a riferire che non c’erano “stati tutti questi di litigi”.

Mariangela Spagnoletti durante un’udienza del processo ha riferito di aver sentito Sabrina dire: “Sarah si vende per due coccole, si vende, lo dice pure sua madre”.

La Leosini invita Sabrina a commentare.

Sabrina Misseri: Bhè, uno dall’esterno è normale che dice: “E’ una frase orribile da dire ad una ragazzina”, è proprio orribile, però noi sapevamo il rapporto che avevamo come ci stuzzicavamo e non per offendere, questo serviva anche a fortificare il carattere, è normale una persona dall’esterno può pensare male ma dall’interno sapevamo noi, perché sapevamo noi da che passato venivamo. Io e Sarah comunque, avevamo sofferto di bullismo (piange)… perché comunque da piccole siamo sempre state prese in giro… lei alle scuole medie, come anch’io alle scuole medie… io per la… perché soffro di ipertricosi quindi ho eccessiva peluria, per le basette per i baffetti, i ragazzi che si portavano la lametta a scuola per dirmi se ne avevo bisogno, comunque ne abbiamo passate.

La frase “questo serviva anche a fortificare il carattere” è una frase che i soggetti che abusano dei bambini usano spesso per giustificare i propri comportamenti.

Sabrina non si dice dispiaciuta e nel tentativo di giustificare quella “frase orribile”, che non può negare di aver detto, si esibisce in una lunga tirata oratoria  nella quale si rappresenta come una vittima in coppia con Sarah, “sapevamo noi da che passato venivamo”“Io e Sarah” e “da piccole siamo sempre state prese in giro”, una manipolazione emozionale.

Franca Leosini: Lei questa frase ricorda di averla detta?

Sabrina Misseri: Sì, sì, sì, non ho mai negato di non averla detta, non l’ho mai negata, bhé, dall’esterno anch’io avrei detto: “Una frase offensiva, orribile”, però solo chi sta dall’interno, anche alcuni parenti che sanno, è una frase che non veniva detta solo da me ed era una frase non come volevano apparire.

Sabrina usa due negazione ed alla fine non nega di aver negato di aver detto quella frase in quanto non dice “non ho mai negato di averla detta” ma “non ho mai negato di non averla detta”, non lo fa per non negare ma per essere convincente.

Il fatto che altri dicessero a Sarah la stessa frase non affranca Sabrina dalle proprie responsabilità ma le permette di nascondersi tra la folla.

Sabrina Misseri: Perché tutte le cose, come son state passate, son state passate come ragionamenti di una persona adulta, non da ragionamenti di una persona di 15 anni e ne parlo in questo modo perché l’ho… io me li ricordo bene i miei 15 anni, ogni piccolo rimprovero sembrava una catastrofe, ecco perché hanno pesato tanto, perché tutti si son dimenticati di ragionare da 15enni e non da adulti.

Sabrina si contraddice, prima sminuisce il male che con quella frase, da lei definita “orribile”, avrebbe fatto a Sarah e poi afferma che a 15 anni ogni piccolo rimprovero sembra una catastrofe. 

26 agosto 2010

Franca Leosini: (…) Sarah era così entusiasta all’idea di questa gitarella al mare che, lei ricorda cosa fa Sarah a casa?

Sabrina Misseri: No, io l’ho saputo dopo però, io so che lei velocemente si è vestita, si è cambiata eee, raccontato da famiglia, ha mangiato un cordon blue e aspettava il messaggio mio, questo (incomprensibile).

Franca Leosini: No, lei ha addirittura… ha inventato… ha forse inventato alla madre che aveva avuto una sua chiamata…

Sabrina Misseri: No, questo è impossibile, Sarah non aveva bisogno di mentire quando voleva veniva…

Sabrina dice il vero quando afferma che Sarah non aveva bisogno di inventarsi scuse per raggiungerla a casa.

Franca Leosini: Sì, no lei ha inventato alla madre per filarsela prima che aveva avuto uno squillo da lei.

Sabrina Misseri: Un messaggio.

Franca Leosini: Un messaggio da lei che la sollecitava a raggiungerla presto.

Sabrina Misseri: E infatti c’è il messaggio mio, il messaggio mio è stato inviato.

Franca Leosini: A che ora Sarah sarebbe doveta venire da lei?

Sabrina Misseri: Mah, noi abbiamo parlato che comunque il messaggio se doveva andar male sarebbe stato sempre verso le… dopo le due, due e un quarto perché Mariangela lavorava quindi, quando usciva dal lavoro dopo le 14, 14 e 15, era sicuro cheee…

Franca Leosini: Sarah sarebbe venuta comunque o doveva aspettare?

Sabrina Misseri: No, doveva aspettare un messaggio mio per andare al mare.

Franca Leosini: (…) i numeri di cellulare che sono presenti nei tabulati telefonici con una sequenza oraria ritenuta dall’accusa altamente indicativa della responsabilità che lei e sua madre Cosima avreste avuto nell’omicidio di Sarah, responsabilità che entrambe disperatamente rifiutate, è così Sabrina?

Franca Leosini invita Sabrina a negare dicendo “responsabilità che entrambe disperatamente rifiutate, è così Sabrina?”…

Sabrina Misseri:… ci sono tante cose che non… non… non sono corrette, in pa… innanzitutto Sarah in casa non è entrata proprio.

… e Sabrina che fa? Abbassa i toni e non nega di aver ucciso sua cugina Sarah. 

Sabrina non riesce a negare neanche quando è invitata a farlo, non riesce a dire “Io non ho ucciso mia cugina Sarah”. 

Il “disperatamente rifiutate” è evidentemente un’interpretazione della Leosini che nulla ha a che fare con le parole di Sabrina.

Sabrina è credibile quando dice “innanzitutto Sarah in casa non è entrata proprio”.

Durante un’udienza Sabrina ha detto: “Io non ho fatto niente lo ribadisco per l’ennesima volta, non sapevo niente, non ho fatto niente, se io l’avessi fatto non riuscivo a sopportare un peso così grande ma lo vuole capire il bene che volevo a Sarah, non riuscivo stare… neanche questione di ore, l’avrei già detto, non avrei avuto problemi a dirlo… non può capire…”, non una negazione credibile, “Io non ho fatto niente” non equivale a “Io non ho ucciso mia cugina Sarah”.

Seconda l’accusa Sarah sarebbe arrivata a casa di Sabrina prima delle 14.00 e sarebbe stata uccisa entro le 14.23.00. Secondo la difesa Sarah sarebbe uscita di casa intorno alle 14.30.00.

Di seguito la cronologia dei messaggi intercorsi tra Mariangela e Sabrina, Sabrina e Sarah e viceversa:

14.23.34 Mariangela invia un sms a Sabrina: “Il tempo di mettere il costume e vengo”.

14.24.03 Sabrina risponde a Mariangela: “Avviso Sarah?”.

14.24.23 Mariangela risponde a Sabrina: “Ok”.

14.25.08 Sabrina invia un sms a Sarah: “Mettiti il costume veloce e vieni”.

14.28.13 Sabrina invia un secondo sms a Sarah: “Hai letto il msg?”.

14.28.26 Sarah invia uno squillo di conferma a Sabrina.

14.28.40 Sabrina invia un secondo sms a Mariangela: “Sto tentando in bagno”.

14:31 Angela Cimino invia un sms a Sabrina: “Ma allora il trattamento non si fa?”.

14:35 Sabrina risponde ad Angela Cimino: “No, non si fa”.

14.39.27 Sabrina invia un terzo sms a Mariangela: “Pronta”.

14.42.48 Sabrina telefona a Sarah che non risponde.

La Leosini riferisce che, secondo i giudici ,Sabrina, dopo aver ucciso Sarah, per crearsi un alibi, avrebbe inviato due messaggi alla vittima e rispose a se stessa usando il cellulare di Sarah.

Sabrina Misseri: Non so proprio come si fa ad immaginare una cosa del genere.

Franca Leosini: Se così fosse il suo sarebbe un comportamento di questo tipo…

Sabrina Misseri: Da killer seriale, proprio.

Franca Leosini: Se così fosse come i giudici hanno ritenuto un comportamento di questo tipo sarebbe diabolico, se me lo passa.

Sabrina Misseri: Da come mi hanno descritto senz’altro.

Franca Leosini: Ricorda quale è stata l’interpretazione che di questi msg i giudici hanno dato a processo?

Sabrina Misseri: Loro hanno dichiarato di aver fatto tutto da sola di aver usato io il cellulare di Sarah a mandare a me stessa i messaggi… io non avrei mai avuto questo pensiero, cioè, non so da dove è venuta questa logica, non riesco a capirla, cioè la logica reale è quella che io dovevo avvisare Sarah quando c’era l’appuntamento. C’era l’appuntamento per andare al mare? La dovevo avvisare io? Ho mandato il messaggio? Il messaggio c’è. Perché Sarah doveva uscire prima? Perché? Non aveva bisogno di dire la bugia per andarsene da fare le pulizie, non ha mai fatto le pulizie, perché? A parte che non so, non sapevo neanche usare il cellulare di Sarah io, che era un cellulare nuovo, comprato proprio nel mese di agosto, innanzitutto… poi una mentee… cioè per fare una cosa del genere devi essere un… come devo dire, un killer seriale, cioè proprio specializzato a fare questi crimini, cioè non lo so, mi sembra di vedere un film, non la realtà.

Sabrina è convincente, dice la verità, è stata Sarah a fare lo squillo di conferma con il proprio telefonino, non lei.

Franca Leosini: Un film che l’ha portata qui.

Sabrina MIsseri: E che sto pagando.

Sabrina dice il vero riguardo al fatto che sta pagando, però non dice “sto pagando per un reato che non ho commesso”, lascia questa possibile interpretazione agli altri.

Sabrina Misseri: Questa sentenza non rispecchia niente della realtà dei fatti niente… (piange) non c’è una briciola che rispecchia della verità di… quello che hanno detto i giudici (piange) niente, niente, rispecchia.

Sabrina non dice di non aver ucciso sua cugina, è semplicemente critica nei confronti dei giudici perché la loro ricostruzione non riflette la verità dei fatti, una verità che Sabrina mostra di conoscere ma che non racconta perché non le fa comodo. 

Franca Leosini: (…) quando Mariangela Spagnoletti alle 14.23.34 le invia per avvisarla che liberatasi dal lavoro si infilava il costume e passava a prenderla, lei Sabrina, che per l’accusa aveva già ucciso Sarah, risponde a Mariangela che avrebbe avvertito sua cugina, un espediente questo, secondo i giudici, per indicare che Sarah fino a quel momento a casa sua, Sabrina, non si era vista, non era venuta.

Sabrina Misseri: Infatti non era venuta.

Sabrina dice la verità, Sarah non era ancora arrivata a casa sua alle 14.23.23 e non era ancora arrivata alle 14.28.26, orario dello squillo di conferma partito dal telefonino di Sarah

Franca Leosini: In più, per l’accusa, i due sms che invia a Sarah per invitarla a prepararsi per andare al mare nonché lo squillo di conferma, che era partito alle 14.28 dal cellulare di Sarah, appunto per conferma, per i giudici li avrebbe inviati tutti lei Sabrina dal cellulare di Sarah del quale lei era in possesso in quanto Sarah era ormai senza vita.

Sabrina Misseri: Per accettare una cosa del genere è perché si ha già il pregiudizio nei confronti di una persona perché di logico cosa c’è? Se io per crearmi l’alibi non avrei fatto venire neanche Mariangela, anzi avrei cercato di allontanare la situazione per stare più tranquilla, non è così.

Sabrina ci lascia intendere che Sarah arrivò dopo il suo messaggio a Mariangela, “Sto tentando in bagno”, delle 14.28.40 e che l’omicidio si consumò dopo quell’ora. D’altra Sabrina non avrebbe potuto uccidere e scrivere messaggi contemporaneamente.

Sabrina non nega di aver ucciso Sarah, dice semplicemente, riferendosi alla ricostruzione dei giudici, “non è così”, lasciando intendere di sapere come in realtà si sono svolti i fatti. 

Questa risposta di Sabrina ci conferma che l’omicidio non fu premeditato, premeditazione che la logica ci aveva già permesso di escludere.

Franca Leosini: Alle 14.42 lei Sabrina e Mariangela vi incontrate, vero?

Sabrina Misseri: Sì, quandooo io so… io ero pronta, stavo sotto la veranda, è arrivata Mariangela. Io a Mariangela ho chiesto se Sarah l’aveva vista per strada, perché comunque Mariangela faceva lo stesso tragitto di Sarah quando doveva venire con la macchina, ho chiesto a lei, prima ancora ho chiesto a mio padre se stava vedendo Sarah arrivare.

Sabrina invece di rispondere semplicemente con un “Sì” cerca di precedere la sua interlocutrice per raggiungere il suo obiettivo, ovvero far pensare alla Leosini che lei fosse in veranda e non in strada all’arrivo di Mariangela pur senza affermarlo direttamente. La frase frammentata “quandooo io so…” ci dice che Sabrina stava provando a falsificare ma si è interrotta. Sabrina dice due frasi:  “io ero pronta, stavo sotto la veranda” e “è arrivata Mariangela” non “quando è arrivata Mariangela io stavo sotto la veranda”.

Franca Leosini: Dov’era suo padre?

Sabrina Misseri: In cantina, io me ne sono accorta quando ho sentito il rumore del portone.

Sabrina sente la necessità di raccontare di aver sentito “il rumore del portone”.

Franca Leosini: Lei ha sostenuto che mentre aspettava che venisse Mariangela lei era in veranda, vero?

Sabrina Misseri: Sì.

Sabrina dice il vero, mentre aspettava Mariangela si trovava in veranda.

Franca Leosini: Lei ha dichiarato che mentre lei lì era in veranda, e siamo attorno alle 14.42, lei ha parlato con suo padre?

Sabrina Misseri: Sì.

Franca Leosini: Dov’era suo padre?

Sabrina Misseri: Era in cantina, io l’ho sentito il rum…

Da notare che Sabrina sente la necessità di ripetere per la seconda volta di aver sentito “il rumore”.

Franca Leosini: Come in cantina? Come faceva a parlare con suo padre?

Sabrina Misseri: Sì, perché ho sentito il rumore del portone chiudere e ho detto: “Chi è?” E poi mio padre ha risposto, io… io non sapevo che mio padre fosse in cantina.

Sabrina ripete una terza volta di aver sentito “il rumore del portone”.

Franca Leosini: Ma lei ha detto invece che suo padre era all’esterno del garage.

Sabrina Misseri: Dopo, dopo, quando è arrivata Mariangela, l’ho visto fare il… su e giù dalla cantina, però inizialmente, ho sentito il rumore del portone, siccome mio padre aveva l’abitudine di non chiudere a chiave, ho pensato che ci fosse qualcuno dentro, poi invece ha risposto mio padre.

Sabrina ripete una quarta volta di aver sentito “il rumore del portone”, un fatto evidentemente importante per lei che ci informa sul suo stato di allerta in quei momenti. Sabrina riferisce di non aver saputo chi fosse entrato in casa e di aver chiesto “Chi è?” per capire.

Durante un’udienza Sabrina, sempre riguardo al rumore del portone ha detto: Mi ricordo il rumore del portone della cantina, mi ricordo, quando ho sentito quando ho sentito il rumore del portone della cantina ho detto non volevo che in casa ci fosse qualcuno comunque il portone della cantina la maniglia era rotta e quindi mio padre non lo chiudeva mai a chiave bastava una tenaglia addirittura lui con la mano stessa riusciva ad aprirla allora io ho gridato a quel punto “Papà” e lui mi ha risposto “Che c’è?” (…). Da notare la frase “non volevo che in casa ci fosse qualcuno”.

Franca Leosini: Quindi lei non l’ha visto in faccia suo padre?

Sabrina Misseri: No, no, dalla veranda, no.

Franca Leosini: Vi siete parlati senza vedervi?

Sabrina Misseri: Sì, senza vederci.

Franca Leosini: Quindi non può come le è sembrato suo padre.

Sabrina Misseri: No, in quel momento no.

Franca Leosini: Quando l’ha visto?

Sabrina Misseri: Quando è arrivata Mariangela con la macchina, che sono scesa giù per la strada, ho visto mio padre che stava preparando la macchina perché il trattore non partiva.

Sabrina sta dicendo che quando è arrivata Mariangela è “scesa giù per la strada”.

Franca Leosini: Ha notato qualcosa di strano lei in suo padre?

Sabrina Misseri: No, non ho notato niente di strano.

Franca Leosini: (…) lei ha sostenuto che Sarah sarebbe uscita da casa alle 14.30?

Sabrina Misseri: Sì, quando ha fatto lo squillo penso, non so se fosse… o stava già in mezzo alla strada.

Sabrina risponde di “Sì” ma non riesce ad appropriarsi completamente della linea della difesa ed afferma: “quando ha fatto lo squillo penso, non so se fosse… o stava già in mezzo alla strada”, Sabrina si riferisce allo squillo che le fece Sarah alle 14.28.26, uno squillo di conferma, ed apre al fatto che sua cugina potesse essere già in strada alle 14.28.26 avendo ricevuto il primo messaggio, che la invitava al mare più di 3 minuti prima, alle 14.25.08.

Per quanto riguarda la testimonianza della coppia che disse di aver visto Sarah in strada alle 14.30 al giornalista di Chi l’ha visto nei giorni seguenti alla sua scomparsa. Durante un’udienza, Giuseppina Nardelli ha affermato: Io le posso dire solo che cioè come potevano essere le due, due e un quarto, due e mezzo, in quella circ… in quell’ambito lì, non ricordo (…) Niente, io è vero che l’ho visto l’or… però l’ora non lo ricordo, poi noi sappiamo i giornalisti come sono, io ho sempre detto: “Dalle due alle due e mezzo”, loro volevano un orario preciso noi l’abbiamo dato ma non è che l’abbiamo vista alle due e mezzo (…) l’ora l’abbiamo vista però io non ricordo l’ora di preciso perché quando noi abbiamo detto le due, le due e un quarto, due e mezzo, loro c’hanno detto: “Diteci un orario” e loro hanno detto: “Mettiamo le due e mezzo?”, “E mettile le due e mezzo, non è che”.

La Leosini parla di tempi stretti per commettere un omicidio riguardo ai 12 minuti che sarebbero intercorsi tra le 14.30  e l’orario d’arrivo di Mariangela a casa di Sabrina.

Sabrina Misseri: Io non la so la fase omicidiaria quanto ci vuole per… cioè, io quando sento parlare in tv, sento pochi minuti non ho mai sentito, tipo mezzora.

Franca Leosini: Quando intorno alle 14.42 è venuta a prenderla Mariangela Spagnoletti, a quanto lei ricorda, lei dov’era?

Sabrina Misseri: Quando è arrivata lei io stavo scendendo dalla veranda.

Da notare che Sabrina non dice di essere stata in veranda all’arrivo di Mariangela ma che stava “scendendo dalla veranda”.

Franca Leosini: Lei sa perché io le ho rivolto questa domanda?

Sabrina Misseri: No.

E’ difficile credere che Sabrina non sappia il perché la Leosini le abbia rivolto questa domanda.

Franca Leosini: Le ho rivolto questa domanda perché (…) a detta di Mariangela (…) lei non era in veranda ma contrariamente al solito era già ad attenderla sul marciapiede.

Sabrina Misseri: Io ribadisco quello che ho sempre detto ero sotto la veranda, come l’ho vista arrivare sono scesa per le scale… per raggiungerla fuori.

Da notare che Sabrina non dice che quando è arrivata Mariangela si trovava in veranda ma “come l’ho vista arrivare sono scesa per le scale… per raggiungerla fuori”, ancora un riferimento al suo stato di allerta. In poche parole Sabrina sta dicendo la stessa cosa che ha riferito Mariangela agli inquirenti ovvero che all’arrivo di Mariangela non si trovava più in veranda. Sabrina ha visto arrivare Mariangela da lontano, e proprio allora si è mossa per raggiungerla in strada, Sabrina non dice di essere scesa dalla veranda nel momento in cui l’auto di Mariangela si è fermata sotto casa sua. 

Franca Leosini: Quindi sono due tesi completamente opposte, Mariangela dice che lei era già per strada, lei invece Sabrina dice che era in veranda.

Sabrina lascia che sia la Leosini a trarre conclusioni sbagliate. La Leosini non decifra Sabrina e non capisce che il suo racconto non è diverso da quello di Mariangela.

Anche durante il processo Sabrina non ha mai detto che si trovava in veranda all’arrivo di Mariangela: “Io stavo seduta sotto la veranda ehm vedendo quel tr… sotto la veranda si vede un tratto di strada eee lì ho visto passare la macchina di Mariangela eee ho iniziato a scendere le scale, Mariangela è arrivata, non si è fermata (…)”. L’uso del verbo “vedendo” ci parla ancora una volta dello stato di allerta di Sabrina in quei momenti.

Franca Leosini: Mariangela non ha mancato di descrivere lei, Sabrina (…) addirittura con particolari minuti. Mariangela ha detto che lei aveva una piccola borsa, che aveva il telo da mare sul braccio sinistro e che nella mano destra lei stringeva il cellulare.

Sabrina Misseri: Non me lo ricordo io, se lo ricorda lei, io non me lo ricordo.

Franca Leosini: (…) lei ricorda quale è stata l’interpretazione che hanno dato prima gli inquirenti e poi i giudici del fatto che lei, come ha sostenuto Mariangela, (…) fosse ad attenderla per strada e non in veranda?

Sabrina Misseri: Se non mi sbaglio l’accusa avrà detto che avrò fatto da palo, non mi ricordo, quello che ha detto l’accusa sinceramente ne ha dette tante che non mi ricordo tutto.

Da notare il “non mi ricordo” e il “non mi ricordo tutto”.

Sabrina fa una premessa “Se non mi sbaglio” e chiude con un “non mi ricordo tutto” che le permettono di raccontare la storia del “palo”, inoltre prova a convincere della bontà di ciò che dice con un “sinceramente”. Non è credibile. Sabrina ha da subito inserito spontaneamente nel suo racconto la storia della “veranda” perché era a conoscenza dell’interpretazione dei giudici.

Franca Leosini: (…) i giudici hanno ritenuto che lei Sabrina avrebbe aspettato la sua amica per strada e non in veranda, come lei sosteneva, proprio per evitare che Mariangela salisse su a casa e si imbattesse sul corpo senza vita di Sarah. Mariangela ha insistito sul punto che lei fosse ad attenderla per strada e non in veranda come al solito.

Sabrina Misseri: Le assicuro in veranda perché in veranda è più fresco, in mezzo alla strada fa s… troppo caldo.

La Leosini dice “Mariangela ha insistito sul punto che lei fosse ad attenderla per strada e non in veranda come al solito” ed è vero, Sabrina attese Mariangela in veranda ed appena vide l’auto a distanza scese le scale e la raggiunse per strada.

Franca Leosini: Poi ricorda che cosa altro ha detto Mariangela?

Sabrina Misseri: No, non mi ricordo, tante cose, ormai le sto cancellando man mano.

Un’affermazione di un soggetto rassegnato. Da notare il “non mi ricordo”.

Franca Leosini: Mariangela ha detto che lei all’inizio appariva tranquilla e anzi come prima cosa lei avrebbe chiesto a Mariangela, cosa le ha chiesto?

Sabrina Misseri: Sì, se avesse visto Sarah, me lo ricordo perché appena arrivò gliel’ho chiesto se avesse visto Sarah, sì.

Sabrina risponde con entusiasmo, appare sollevata, lo stress si è ridotto rispetto alle domande precedenti.

Franca Leosini: Non solo, poi che avrebbe fatto lei se lo ricorda?

Sabrina Misseri: Ho chiamato subito il cellulare di Sarah, me lo ricordo e ha squillato più volte senza risposta, poi, se non ricordo male, ho richiamato di nuovo mentre salivo nella macchina di Mariangela, non risultava più raggiungibile.

Da notare il “se non ricordo male”.

Franca Leosini: A quel punto lei ricorda cosa ha raccontato a Mariangela?

Sabrina Misseri: Mah non mi ricordo, io mi… mi ricordo soltanto che mi sembrava strano che Sarah non fosse arrivata perché era molto precisa.

Da notare il “non mi ricordo” e “mi ricordo soltanto”.

Sabrina comincia a inserire nel racconto alcuni elementi, “mi sembrava strano” e “era molto precisa”, che le permetteranno di giustificare più avanti nell’intervista ciò che disse nell’immediatezza della scomparsa della cugina, in parole povere: Sabrina mette le mani avanti come ha fatto in precedenza con la storia della veranda.

Franca Leosini: (…) a quel punto lei Sabrina sembra entrare in agitazione (…) e in quello stato d’ansia lei avrebbe detto, ha detto “l’hanno presa, l’hanno presa”.

Sabrina Misseri: Alla seconda volta, non l’ho detto alla prima, allora.

Mariangela Spagnoletti al riguardo, durante un’udienza del processo, ha riferito: Dopo che tenta di chiamare di nuovo Sarah per la seconda volta e dice che il cellulare era spento mi incomincia a dire: “L’hanno presa, l’hanno presa”.

La sorella di Mariangela, Alessandra Spagnoletti, presente in quei momenti ha riferito in un’udienza: Eh ha fatto la seconda telefonata e ha detto: “L’hanno presa, l’hanno presa”.

Una dichiarazione rilasciata durante un’udienza da Sabrina ci conferma il racconto delle due sorelle Spagnoletti: Io ho pensato subito che “L’hanno presa”, la prima cosa che ho pensato che l’avevano rapita (…).

Franca Leosini: Che vuol dire alla seconda volta?

Sabrina Misseri: Perché quando siamo salite in macchina, siamo andate da mia zia Concetta a chiedere se c’era Sarah e mia zia ha rispo… e mio zio, perché c’era mio zio, mio zio ha detto: “No, adesso se n’è andata”, quandoo… quando sono uscita ho detto “Sarah non c’è”, conoscendo benissimo Sarah ho detto: “E’ strano che non c’è”, subito ho pensato a che fosse successo qualcosa di brutto.

Sabrina non risponde a tono e non dice di aver detto “L’hanno presa, l’hanno presa” dopo essere stata a casa degli zii.

Su questo punto Sabrina, durante un’udienza, ha detto: Quella è stata la seconda volta, non la prima volta, quando ho parlato con mia zia Concetta, non è stata la prima volta. Quandooo la prima volta vado da mio zio e parlo con mio zio, ritorno a casa, ritorno da mia zia e dico: “Guarda che comunque Sarah non c’è”, a quel punto mia zia giustamente pensando dice: “Sicuramente l’hanno presa, l’hanno rapita”, e a quel punto pure io ho detto: “Secondo me pure l’hanno presa”, ma sempre la seconda volta non la prima volta perché la prima volta non era ancora tanto allarmante. 

“Quandooo la prima volta vado da mio zio e parlo con mio zio, ritorno a casa, ritorno da mia zia e dico: “Guarda che comunque Sarah non c’è”, a quel punto mia zia giustamente pensando dice: “Sicuramente l’hanno presa, l’hanno rapita”, in questo stralcio Sabrina parla al presente, non pesca nel passato ma falsifica.

Franca Leosini: (…) ecco, su che base lei ha potuto ipotizzare che fosse stata rapita?

Sabrina Misseri: Sulla base che Sarah non c’era a casa, non stava a casa mia, non stava a casa di mia zia Concetta. Dove doveva anda’ Sarah? Sarah non si sarebbe mai permessa di andare a casa di una persona senza avvisare e dove? Eh.

Franca Leosini: (…) come le viene in mente di dire “l’hanno presa, l’hanno presa”?

Sabrina Misseri: Eh, conoscendo le abitudini di Sarah sapevo che era successo qualcosa, non era una cosa normale “l’hanno presa” e che… per forza, Sarah non sarebbe mai andata da nessuna parte.

Franca Leosini: (…) quello che ha sorpreso di lei è proprio questa sua angoscia così immediata, questa sua visione catastrofica di quello che potesse essere successo a Sarah, lei sa che questo è stato uno dei cardini su cui ha ruotato l’accusa?

Sabrina Misseri: Sì, ma questa è la frase, secondo me… questa frase è la più plausibile di una persona che comunque è attaccata alla cugina e sa le abitudini e sa che qualcosa di grave è successo.

Sabrina si tradisce dicendo “questa frase è la più plausibile di una persona che (…) sa che qualcosa di grave è successo”, lasciando intendere che sapeva che Sarah era morta. Una frase incriminante. Sabrina usa il verbo “sa” non “teme”, “ipotizza”, “pensa” o “ritiene”.

Franca Leosini: Questa è anche una valutazione giusta, però ricorda cosa fate lei e Mariangela dopo?

Sabrina Misseri: Allora tutti i giri che abbiamo fatto io non me li ricordo perché non stavo a pensare lì che dovevo memorizzare per poi andarli a raccontare davanti ad un  inquirente. Io mi ricordo soltanto che abbiamo girato per cercarla, che siamo andati in caserma, io non mi ricordo l’ordine cronologico.

Da notare il “non me li ricordo”, il “mi ricordo soltanto” e “io non mi ricordo”.

Franca Leosini: Sabrina come reagiscono i genitori, la mamma e il papà?

Sabrina Misseri: Ah, la seconda volta subito ha pensato: “E’ successo qualcosa”, mia zia, subito a fare le ricerche a cercare Sarah.

Sabrina cita la storia de “la seconda volta” e cerca la compagnia della zia, lo fa per tentare di giustificare quella sua reazione fuori luogo. Ancora una volta non associa a “la seconda volta” la frase “L’hanno presa, l’hanno presa” perché evidentemente quella frase la disse all’arrivo di Mariangela.

Franca Leosini: Cosa fanno poi loro?

Sabrina Misseri: Eh, vanno in caserma e vanno la prima volta e poi dopo vanno di nuovo per fare la denuncia.

Franca Leosini: E lei e Mariangela cosa fate?

Sabrina Misseri: Eeh, non mi ricordo che cosa facciamo, cioè sono andata pure io in caserma, poi ci siamo divisi, io con mamma, poi lei con Alessio.

Da notare il “non mi ricordo”.

Franca Leosini: Ma avverte anche Ivano?

Sabrina Misseri: Sì, sì, sì.

Franca Leosini: E lui?

Sabrina Misseri: Lui non mi crede all’inizio.

Franca Leosini: No, lui non le risponde proprio.

Sabrina Misseri: Sì, non mi ricordo, ma quando mi risponde lui non mi crede, all’inizio lui pensava che io lo stavo cercando per riappaci… era una scusa per poterci riappacificare, all’inizio… chiediamo anche a Ivano.

Da notare il “non mi ricordo”.

Sabrina dice “non mi ricordo, ma quando mi risponde”, lasciando intendere invece di ricordarsi perfettamente che Ivano non aveva risposto. 

Franca Leosini: Non era una scusa per sentirlo?

Sabrina Misseri: No, no, non l’avrei proprio chiamato. Che scusa era? Non c’era propr… veramente era scomparsa Sarah, non era una scusa questa, assolutamente no.

Franca Leosini: La sera stessa chiede di prendere visione dei diari a casa di Sarah, perché?

Sabrina Misseri: No, emm… no, no, lì mi fu detto da un carabiniere al telefono, al telefono mi fu detto di vedere nei diari se c’era qualche cosa, non sono andata io spontaneamente ad andare.

Franca Leosini: Mi permette di dubitare

Sabrina Misseri: I tabulati ci sono, i tabulati ci sono, i carabinieri mi hanno detto di vedere se c’era qualcosa (incomprensibile)…  no, mi è stato detto questo, mi è stato detto questo.

Franca Leosini: Ma lei ricorda quale è stata l’interpretazione che è stata data in sede di giudizio?

Sabrina Misseri: No.

La Leosini ricorda a Sabrina che inquirenti e giudici hanno ritenuto che lei e sua madre si fossero recata a casa di Sarah per capire se sui diari della ragazzina ci fossero elementi che potevano indurli a sospettare di Sabrina.

Sabrina Misseri: Io non sapevo neanche che diaria… Sarah scrivesse diari, quindi per me è stata tutta una cosa nuova, di quel giorno, l’ho saputo perché mi è stato detto di vedere se ci fosse stato qualcosa, però se avessi avuto tutta quella paura li avrei fatti sparire, invece non ho… non ho mai toccato niente, stavano lì… e infatti se fossi tornata indietro, col senno di poi, mi sono resa conto di aver sbagliato lì.

Sabrina non nega di aver avuto paura perché dice “se avessi avuto tutta quella paura” non “se avessi avuto paura” e poi dice “mi sono resa conto di aver sbagliato lì” riferendosi al fatto di essersi accordato con gli zii per nascondere agli inquirenti il “diario segreto” di Sarah.

Al processo, c’è stato, proprio a partire dalla scoperta dei diari di Sarah, uno scambio cruciale tra Sabrina ed il pubblico ministero:

Sabrina Misseri: (…) per me non c’entrava niente il discorso di Ivano e Sarah, primo, i sospetti su Sarah non li avevo io (…) Claudio mi ha messo la pulce nell’orecchio di chiederglielo, se glielo avessi mai chiesto e gliel’ho chiesto, ma se partiva da me io il sospetto non ce l’avevo, cioè persona mia, da partire da me non ce l’avevo (…) io non l’ho ritenuto importante perché sapevo… non c’entrava niente, io lo sapevo che non c’entrava niente.

PM: E come faceva a sapere che non c’entrava niente?

Sabrina Misseri: Perché sapevo… forse perché le ho vissute io quelle circostanze, non gli altri, le ho vissute e so che non c’entrava niente e tuttora dico che non c’entra niente.

PM: Chi?

Sabrina Misseri: Questo… il discorso… mo’ per esempio se io vengo accusata di un omicidio, non c’entra niente il movente della gelosia, non c’entra niente, non c’entra niente. 

Sabrina ammette di aver ucciso Sarah.

PM: Cosa non c’entra niente?

Sabrina Misseri: Il movente della gelosia. Io non ho fatto niente. Come lo devo dire?

PM: E ce lo dica lei il movente.

Sabrina Misseri: Non ho fatto niente, non sapevo niente.

Sabrina Misseri: Non c’è la gelosia tra me e Sarah, non c’è la gelosia, si fa confusione, la tutela, la protezione con una gelosia, questa è una protezione non una gelosia, voi parlate in questo modo perché non avete conosciuto Sarah, sembrava più piccola dell’età che aveva, una bambina sembrava… non avete avuto la fortuna… di conoscerla (…) mi sono fatta due anni di carcere da innocente (…).

Sabrina non nega in modo credibile di essere stata gelosa perché parla al presente, certamente oggi non può più essere gelosa di sua cugina in quanto Sarah è morta.

Sabrina era innocente “de iure” nel momento in cui parlava, per questo è stata capace di dirsi innocente, dirsi innocenti però non equivale a negare l’azione omicidiaria, Sabrina non ha mai detto “Io non ho ucciso Sarah”.  

Un soggetto può essere “innocente de iure”, ma non “de facto”, quando è “innocente de iure” e “de facto” o solo “de facto” è capace di negare in modo credibile, non quando lo è solo “de iure”.

Franca Leosini: (…) però lei sottolinea con cura anche a Ivano che lei aveva fatto in modo che i diari di Sarah non finissero nelle mani dei carabinieri per non metterlo nei guai, si ricorda come ha reagito Ivano?

Sabrina Misseri: Ivano non ci credeva.

Sabrina è evasiva, non risponde alla domanda specifica ma continua a dire che Ivano non le credette quando lo informò della scomparsa di Sarah.

Franca Leosini: No, Ivano ha reagito malissimo.

Sabrina Misseri: No, non credeva… no mah sì, non mi ricordo, vabbè, lui reagiva spesso male, quindi non mi ricordo tutte le volte le cose che diceva.

Da notare il “non mi ricordo”.

Sabrina si mostra spiazzata, prova a mantenere il punto e poi equipara la reazione di Ivano relativa al messaggio riguardante i diari di Sarah ad altre sue precedenti reazioni, lo fa per minimizzare.  

Franca Leosini: Ivano la manda a quel paese, le scrive in sms: “Ma cosa stai dicendo, non mi mettere in mezzo a ‘sta storia”.

Sabrina Misseri: Sì, perché lui non credeva e dopo ci sono altri messaggi che lui dice che non riesce comunque a credere a quello che gli stavo dicendo, non mi credeva.

Sabrina è evasiva, cerca ancora una volta di spostare il focus sul fatto che Ivano non credesse alla scomparsa di Sarah.

Franca Leosini: (…) tante interviste sia stato opportuno concederle?

Sabrina Misseri: No, se tornassi indietro non ne farei neanche una, però posso dire anche un’altra cosa, fare tante interviste è statooo una cosa negativa, se non ne avessi fatte proprio sarebbe stata un’altra cosa negativa, avrebbero detto che se ne frega della cugina, quindi io ho notato che qualsiasi cosa io facessi non andava mai bene, il pregiudizio era talmente tanto che ogni mio passo non andava mai bene, allora io negli anni, adesso, riflettendo mi dicevo: “Come mi dovevo comportare io?”, questo vale dall’inizio fino alla fine, fino al processo, se non parla Sabrina vuol dire che ha qualcosa di nascondere, se non ha niente da nascondere deve parlare, parla, Sabrina mente, cosa deve fare Sabrina?

Franca Leosini: Però indubbiamente una sovraesposizione mediatica c’è stata.

Sabrina Misseri: Sicuramente sì, ma io, infatti, le mie colpe, io me le prendo assolutamente, cioè, se tornassi indietro non ne farei neanche una, non aprirei neanche la porta.

Franca Leosini: (…) lei le avrebbe fatte per allontanare da sé ogni possibile sospetto e ogni ombra.

Sabrina Misseri: Perché io quando c’è il pregiudizio qualsiasi cosa tu faccia non va mai bene, mai, mai.

Ancora una risposta evasiva.

Sabrina Misseri: Ma non ci credo a casa, sai perché? Le dico, le dico questo sai perché? Perché se ci fossero state le cimici a casa avrebbero scoperto tante cose che quelle che sto dicendo io sono vere, dentro casa, magari ci fossero state, io quello dico, magari ci fossero state, invece dentro casa no, nella macchina sì, ma dentro casa no.

Sabrina dice il vero. 

Franca Leosini: Quindi eravate tranquilli?

Sabrina Misseri: Io sì… abbastanza… io er… più che tranquilla, io ero in ansia perché non si riusciva a trovare Sarah.

Sabrina si corregge con un “abbastanza” lasciando intendere che avesse motivo per non essere tranquilla e non per il fatto che fosse in ansia.

Franca Leosini: (…) può mai un padre colpevole accusare una figlia innocente, è un interrogativo logico Sabrina.

Sabrina Misseri: E i padri che stuprano i figli? Faccio un’altra domanda. Che spiegazione danno sui padri che stuprano i figli?

Sabrina comincia la frase con un “E…” che ci dice che qualcosa è stato lasciato fuori, poi risponde con due domande per non rispondere.

Franca Leosini: (…) Che dice Sabrina tutto falso?

La Leosini invita Sabrina a negare.

Sabrina Misseri: Sì, assolutamente. Non c’è niente di reale, non siamo state né io né mia mamma, Sarah non è entrata in casa, non c’è niente di vero in questa sentenza.

Sabrina non nega in modo credibile, “non siamo state né io né mia mamma” non equivale a una negazione credibile quale potrebbe essere “Io e mia madre non abbiamo ucciso Sarah”. Ancora una volta attacca le motivazioni della sentenza con un “non c’è niente di vero in questa sentenza” ma non dice che la sentenza è ingiusta. 

Franca Leosini: Quindi è assurdo anche il movente?

La Leosini imbocca ancora una volta Sabrina.

Sabrina Misseri: Sì, sì, gelosia ma di che? Dov… dovevano trovare un messaggio tra me e Ivano che facevo scenate di gelosia nei confronti di Sarah, dovevano trovarne uno dove mi lamentavo, ma che gelosia.

Ancora una volta Sabrina dice che il movente non è stato provato, non che non avesse un movente per uccidere Sarah.

Sabrina Misseri: Sarah dentro casa non è entrata proprio, dentro proprio l’appartamento non è entrata proprio quel pomeriggio, non è entrata proprio.

Sabrina ha ripetuto spesso in dibattimento e durante l’intervista “innanzitutto Sarah in casa non è entrata proprio”“Sarah non è entrata in casa” “Sarah dentro casa non è entrata proprio, dentro proprio l’appartamento non è entrata proprio quel pomeriggio”, Sabrina è precisa e credibile su questo punto, è probabile che l’omicidio sia avvenuto in veranda dove le cugine erano solite aspettare Mariangela.

In conclusione, Sabrina è stata spesso evasiva e ha dissimulato; da notare il cluster di “non mi ricordo” proprio quando intervistata sul post-omicidio. Sabrina ha risposto a molte domande con dichiarazioni che suonavano come negazioni ma che in realtà non erano lontanamente equiparabili a negazioni credibili ma soprattutto non ha mai negato di aver ucciso sua cugina Sarah, eppure ne avrebbe avuto infinite possibilità, non ha negato neanche quando è stata invitata a farlo, eppure sarebbe stata per lei una succulenta occasione. Sabrina non ha negato neanche di aver avuto un movente. Sabrina Misseri è stata umiliata da Ivano, si è poi sentita derisa da Sarah, della quale era gelosa e che aveva raccontato a casa il fatto e, in un momento di rabbia, l’ha uccisa. Sabrina nega a se stessa il vero movente e si racconta di aver ucciso la cugina in un tentativo di rieducarla che le è sfuggito di mano.

E’ nella natura umana non desiderare che ci venga attribuito ciò che non ci appartiene per questo motivo Sabrina Misseri ha tenuto a precisare che ci sono errori nella ricostruzione dei fatti formulata da accusa e giudici e, attraverso le sue precisazioni, ci ha chiarito il movente, ci ha suggerito che l’omicidio è avvenuto fuori dalle mura domestiche tra le 14.28.40 e le 14.39.27 e che non è stato premeditato. 

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