MORTE DI MARIA UNGUREANU: NO DEI PERITI NOMINATI DAL GIP ALLA RIESUMAZIONE DEL CORPO

Avvocato Salvatore Nicola Verrillo

Il corpo di Maria Ungureanu non verrà riesumato. I periti ai quali il GIP della Procura di Benevento ha affidato l’incarico di procedere ad un nuovo esame autoptico ritengono che la riesumazione sia inutile. Campioni biologici di tutti gli organi della Ungureanu vennero infatti prelevati durante la prima autopsia dai medici legali, Buccelli e Fonzo.

Le Cronache Lucane, 12 aprile 2019

L’avvocato Salvatore Nicola Verrillo, legale di Daniel Ciocan, che durante l’udienza dell’8 aprile si era detto contrario alla riesumazione, ha così commentato ad Ottopagine: “I periti hanno confermato quanto io ho evidenziato al giudice Giuliano: dopo tre anni la riesumazione non serve a nulla, né per stabilire l’ora della morte, né in relazione ad altre circostanze. Un no, il mio, motivato anche dalla pietà umana e dal rispetto che si deve alla bimba”.

Dei tre medici legali che si sono già pronunciati sul caso, nessuno ha mai sostenuto che la bambina sia stata uccisa, anzi, il professor Francesco Introna lo ha escluso.

Nel gennaio 2019, l’ex giudice del Tribunale del Riesame di Napoli, Nicola Quatrano, che si è occupato del caso, in merito alla causa di morte di Maria, ha dichiarato: “Non è successo quello che la Procura di Benevento riteneva fosse successo” e riguardo alle violenze sessuali che la bambina subiva: “Era un aspetto della questione che non è stato approfondito in quest’ansia di trovare degli elementi di prova contro le persone che si era deciso fossero colpevoli”.

Riguardo agli abusi sessuali, nel luglio 2016, i RIS di Roma hanno isolato lo sperma di Marius Ungureanu su una maglietta in uso esclusivo a Maria e sulla coperta del suo lettino e proprio in merito alla posizione dei genitori di Maria Ungureanu, che dal gennaio 2019 sono indagati per violenza sessuale, già nel giugno 2017, i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli si erano così espressi: “sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per ciò che concerne gli abusi sessuali” e nel dicembre 2017, i giudici della Corte Suprema di Cassazione avevano così concluso: “(…) omissione da parte del PM della valutazione probatoria in relazione all’accertata presenza di liquido seminale del padre della vittima sulla maglietta/reperto 27 (…) il pregiudizio aveva ispirato l’indagine e che un “colpevole” era stato suggerito fin dall’inizio dalla madre della bambina che aveva espresso labili sospetti sul Ciocan; che anzi sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali (…) come fossero state trascurate importanti ipotesi investigative e come ci si fosse fidati senza alcun controllo delle dichiarazioni rese da Marius Ungureanu, pur a fronte di elementi preoccupanti quali le tracce di sperma appartenenti al predetto rinvenute su una maglietta e su una copertina sequestrate e il tenore di alcune conversazioni registrate (…)”.

Del team difensivo di Daniel Ciocan fanno parte il medico legale Fernando Panarese e la criminologa Ursula Franco. La dottoressa Franco, ormai da quasi tre anni, sostiene che le violenze che Maria subiva nulla hanno a che fare con la sua morte, che è stata accidentale: “Maria non è stata uccisa ed è morta mentre si trovava in compagnia di un’amica con la quale aveva fissato un appuntamento per quella sera”.

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MORTE MARIA UNGUREANU, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: NON C’E’ PIU’ NULLA DA SCOPRIRE, E’ ORMAI UN CASO CHIUSO (intervista)

Maria Ungureanu è affogata nella piscina incustodita di un resort di San Salvatore Telesino, il 19 giugno 2016.

Le Cronache Lucane, 3 aprile 2019

Dal giugno 2016 al gennaio 2016, Daniel e Cristina Ciocan sono stati indagati dalla procura di Benevento rispettivamente, per violenza sessuale e omicidio, e per omicidio. Nel gennaio 2019 la procura ha richiesto l’archiviazione per i due fratelli e la posizione di Cristina, che quella sera era in compagnia del fratello, è stata stralciata. 

Dal gennaio 2019 sono indagati per violenza sessuale i genitori di Maria Ungureanu, Andrea Elena e Marius. I coniugi Ungureanu sono difesi dall’avvocato Fabrizio Gallo, del team difensivo fanno parte la nota biologa Marina Baldi e la ancor più famosa psicologa Roberta Bruzzone.

In merito alla posizione dei genitori di Maria Ungureanu, già il 5 giugno 2017, i giudici  del Tribunale del Riesame di Napoli si erano così espressi: “ (…) sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per ciò che concerne gli abusi sessuali (…)”. E, sempre riguardo alla posizione dei genitori, il 19 dicembre 2017, i giudici della Corte Suprema di Cassazione avevano così concluso: “(…) omissione da parte del PM della valutazione probatoria in relazione all’accertata presenza di liquido seminale del padre della vittima sulla maglietta/reperto 27 (…) il pregiudizio aveva ispirato l’indagine e che un “colpevole” era stato suggerito fin dall’inizio dalla madre della bambina che aveva espresso labili sospetti sul Ciocan; che anzi sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali (…) come fossero state trascurate importanti ipotesi investigative e come ci si fosse fidati senza alcun controllo delle dichiarazioni rese da Marius Ungureanu, pur a fronte di elementi preoccupanti quali le tracce di sperma appartenenti al predetto rinvenute su una maglietta e su una copertina sequestrate e il tenore di alcune conversazioni registrate (…)”.

Ancora una volta abbiamo sentito sul caso la criminologa Ursula Franco, consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, che difende Daniel Ciocan. La dottoressa Franco, già nel luglio 2016, aveva dichiarato a Fanpage che Daniel e Cristina erano estranei ai fatti e che Maria non era stata uccisa. La Franco ha recentemente replicato ad alcune illazioni che circolano su un possibile coinvolgimento della bambina in un giro di prostituzione minorile: “E’ una grande sciocchezza, coloro che si fanno portavoce e/o megafono di queste voci sono nemici della verità. La gente chiacchiera e per ansia di protagonismo riferisce ai propri interlocutori notizie stupefacenti, a volte queste chiacchiere vengono intercettate nel corso di un’indagine ma restano chiacchiere. Non c’è nulla negli atti giudiziari relativi al caso Ungureanu che possa supportarle. Chi si è espresso su un giro di prostituzione minorile si rimangerà tutto quando verrà interrogato in procura”. Nel giugno 2018, un medico legale, anch’egli nominato dalla procura di Benevento, il professor Francesco Introna, in una nuova consulenza, ha confermato ciò che la criminologa Franco sostiene ormai da quasi tre anni, ovvero che Maria non è stata uccisa: “la causa del decesso (di Maria) debba attestarsi in morte asfittica rapida per annegamento e, segnatamente avendo escluso la ricorrenza a favore di una ricostruzione diversa e compatibile con l’azione causale contestata agli indagati, tanto in considerazione dell’assenza di lesioni contusive a livello del capo e degli arti e pertanto dell’assenza di segni di combattimento con l’acqua o in acqua”.

– Dottoressa Franco, cosa c’è ancora da scoprire in questo caso giudiziario? 

Non c’è più nulla da scoprire. E’ ormai un caso chiuso. La verità è negli atti d’indagine e nelle motivazioni delle sentenze del Riesame e della Cassazione. Nella mia consulenza, datata 27 marzo 2017, ci sono il nome di chi abusava della bambina e quello della ragazzina che si trovava con Maria la sera che affogò; io non ho altro da aggiungere. Per quanto riguarda il povero Daniel, è venuto il momento che torni a condurre una vita normale, perché non solo non è suo lo sperma trovato sulla maglietta in uso esclusivo a Maria e sulla coperta del suo lettino, ma il Ciocan non incontrò più la Ungureanu dopo averla accompagnata a casa intorno alle 20.00 del 19 giugno 2016, né si trovava a San Salvatore Telesino quando la bambina affogò, le analisi effettuate sulle celle telefoniche e sul GPS parlano chiaro, Daniel era a Castelvenere. I fatti sono immarcescibili, non cambiano con il passare degli anni. 

MORTE MARIA UNGUREANU, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: “NESSUN GIRO DI PROSTITUZIONE MINORILE A SAN SALVATORE TELESINO”

La dottoressa Franco è consulente della difesa dei fratelli Ciocan, conosce molto bene gli atti d’indagine e si è espressa sulle voci riportate dai Media di un giro di prostituzione minorile nel quale poteva essere coinvolta la piccola Maria.

Le Cronache Lucane, 19 gennaio 2019

– Dottoressa Franco, dallo studio degli atti emerge che Maria fosse inserita in un giro di prostituzione minorile?

E’ una grande sciocchezza, chi si fa portavoce e megafono di queste voci rallenta il raggiungimento della verità.

– Dottoressa da dove nascono queste voci?

La gente chiacchiera e per ansia di protagonismo riferisce ai propri interlocutori notizie stupefacenti, a volte queste chiacchiere vengono intercettate nel corso di un’indagine ma restano chiacchiere. Non c’è nulla negli atti giudiziari relativi al caso Ungureanu che possa supportarle. Chi si è espresso su un giro di prostituzione minorile si rimangerà tutto quando verrà interrogato in procura. 

– Perché la televisione italiana non ha mai intervistato lei su questo caso e in specie su questo tema?

Perché il pregiudizio nei confronti di una difesa è d’obbligo e perché la verità non fa spettacolo e non stimola le fantasie dei telespettatori, si immagini in quanti pervertiti stanno godendo di questa falsa notizia.

– Dottoressa quanto ci vorrà ancora per arrivare alla verità su questo caso giudiziario?

La verità è agli atti dal luglio 2016. Insieme al nome del mostro che abusava della bambina c’è quello della ragazzina che era con Maria mentre la stessa annegava, a lei andrebbero addebitati in parte i costi di questa indagine.

Morte di Maria Ungureanu: una dichiarazione della criminologa Ursula Franco

Le Cronache Lucane, 17 gennaio 2019

“Dopo circa due anni e mezzo di lavoro, con l’archiviazione della posizione di Cristina Ciocan si chiude un capitolo. Lascio in eredità a Daniel Ciocan la mia consulenza all’interno della quale sono ben documentati i passaggi attraverso i quali sono arrivata a fornire alla difesa il nome di chi violentava la piccola Maria Ungureanu e quello della persona che era con lei la sera che affogò in piscina. Sono certa che le ulteriori indagini disposte dal GIP nei confronti del povero Daniel, che è estraneo a tutti i fatti a lui contestati, saranno lo spunto per un rinnovato processo mediatico carico di menzogne al quale non ho più nessuna voglia di replicare, conosco infatti ormai perfettamente le dinamiche del caso e i suoi protagonisti e non sarei più capace di trattenermi. Il processo mediatico è il male, è un cancro ed è l’arma di chi vuole riscrivere i fatti già accaduti perché si trova dalla parte sbagliata, ciò che più mi meraviglia non sono gli attori dello stesso o coloro che lo foraggiano, ma il silenzio delle istituzioni”.

MORTE DI MARIA UNGUREANU, GIP CUSANI: SI INDAGHI SUI GENITORI (intervista)

Roma/Cronache Lucane, 16 gennaio 2019

Il GIP Flavio Cusani ha accolto la richiesta di archiviazione per Cristina Ciocan mentre suo fratello Daniel è ancora indagato. Il GIP ha inoltre invitato ad allargare le indagini ai genitori di Maria posto che l’ultima violenza subita dalla piccola Maria è avvenuta “tra le ore 16.15 e le ore 19.15 del 19/6/2016 quando la bambina era in ambito familiare” e che è stata “accertata la presenza di tracce di sperma del padre Ungureanu Marius sulla maglietta taglia small reperto n. 27”. Sempre secondo il GIP Cusani “l’omicidio della bambina è strettamente collegato agli abusi che ella subiva da tempo”.

Non è dello stesso avviso la criminologa Ursula Franco, consulente della difesa di Daniel e Cristina, che da sempre sostiene che la bambina veniva abusata ma non è stata uccisa, è morta giocando in compagnia di un’amica.

– Dottoressa Franco, ci faccia un pronostico.

Saranno in tanti a cambiare idea e a sostenere che Maria non è stata uccisa. Vede, non solo non è di Daniel lo sperma trovato sulla maglietta in uso esclusivo a Maria ma il Ciocan non si trovava a San Salvatore Telesino mentre la piccola affogava in piscina, le analisi effettuate sulle celle telefoniche e sul GPS parlano chiaro, Daniel era a Castelvenere. 

MORTE DI MARIA UNGUREANU: SI VA VERSO L’ARCHIVIAZIONE DELLE POSIZIONI DI DANIEL E CRISTINA CIOCAN (intervista)

Le Cronache Lucane, 8 gennaio 2019

Il 16 gennaio si terrà l’udienza fissata dal GIP Flavio Cusani in seguito alla richiesta della procura di archiviare le posizioni di Daniel e Cristina Ciocan, abbiamo sentito in merito la criminologa Ursula Franco, consulente della difesa dei Ciocan, la quale da sempre sostiene che Maria è morta per cause accidentali mentre si trovava con un’amica e non in seguito ad un omicidio. A dare ragione alla difesa sono stati, per due volte il GIP Cusani, i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli e quelli della Cassazione che tra l’altro hanno sostenuto che “sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali”.

– Dottoressa Franco tra qualche giorno si terrà un’udienza cruciale, che accadrà?

Come lei ben sa, nel giugno scorso il professor Francesco Introna ha fornito una nuova consulenza medico legale alla procura di Benevento e nelle sue conclusioni ha escluso che Maria sia stata uccisa, pertanto è chiaro che la posizione dei fratelli Ciocan non potrà che essere rivista in toto anche alla luce di questa inferenza del professor Introna che peraltro priva di ogni valore eventuali rivisitazioni in merito all’ora della morte di Maria, almeno per quanto riguarda le posizioni dei Ciocan.

– Dopo l’archiviazione che cosa vi aspettate?

Il nome dell’autore delle violenze che la bambina subiva da tempo è agli atti e la casistica insegna che soggetti come lui sono capaci di reiterare, ci aspettiamo che la procura lo arresti e lo rinvii a giudizio.

S. SALVATORE TELESINO, MARIA UNGUREANU NON E’ STATA UCCISA. LO DICE IL MEDICO LEGALE E LO AFFERMA DA TEMPO LA CRIMINOLOGA URSULA FRANCO. A GENNAIO NUOVA UDIENZA. ARCHIVIAZIONE?

CasertaSera.it, 21 dicembre 2018

da Redazione in Cronaca, Molisannio

San Salvatore Telesino.  Ve lo ricordate il caso della piccola  Maria Ungureanu, 9 anni,  annegata il 19 giugno 2016 nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino? Bene, il medico legale Francesco Introna ha escluso l’omicidio. Il 16 gennaio 2019, il GIP Flavio Cusani deciderà se archiviare o meno l’inchiesta a carico dei fratelli Ciocan. Si terrà infatti una camera di consiglio stabilita in seguito all’opposizione dell’avvocato difensore degli Ungureanu. Il team difensivo dei due fratelli Ciocan è composto dagli avvocati Giuseppe Maturo e Salvatore Verrillo e dalla criminologa Ursula Franco (nella foto) che ha da sempre sostenuto che Daniel e Cristina sono estranei ai fatti e che Maria non è stata uccisa. E’ stata la piu’ battagliera e con carte alla mano, ha sempre difeso strenuamente i fratelli Ciocan asserendo che le colpe erano da un’altra parte. Ora bisogna vedere cosa succederà il 16 gennaio prossimo alla Procura di Benevento. Dobbiamo anche considerare che sarà lo stesso GIP Cusani, che ha rigettato le due richieste di arresto per i Ciocan, e che, come i giudici del Riesame e della Cassazione, ha invitato la procura ad indagare sui genitori di Maria in merito agli abusi. Vedremo.