Morte di Maria Ungureanu: una dichiarazione della criminologa Ursula Franco

Le Cronache Lucane, 17 gennaio 2019

“Dopo circa due anni e mezzo di lavoro, con l’archiviazione della posizione di Cristina Ciocan si chiude un capitolo. Lascio in eredità a Daniel Ciocan la mia consulenza all’interno della quale sono ben documentati i passaggi attraverso i quali sono arrivata a fornire alla difesa il nome di chi violentava la piccola Maria Ungureanu e quello della persona che era con lei la sera che affogò in piscina. Sono certa che le ulteriori indagini disposte dal GIP nei confronti del povero Daniel, che è estraneo a tutti i fatti a lui contestati, saranno lo spunto per un rinnovato processo mediatico carico di menzogne al quale non ho più nessuna voglia di replicare, conosco infatti ormai perfettamente le dinamiche del caso e i suoi protagonisti e non sarei più capace di trattenermi. Il processo mediatico è il male, è un cancro ed è l’arma di chi vuole riscrivere i fatti già accaduti perché si trova dalla parte sbagliata, ciò che più mi meraviglia non sono gli attori dello stesso o coloro che lo foraggiano ma il silenzio delle istituzioni”.

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MORTE DI MARIA UNGUREANU, GIP CUSANI: SI INDAGHI SUI GENITORI (intervista)

Roma/Cronache Lucane, 16 gennaio 2019

Il GIP Flavio Cusani ha accolto la richiesta di archiviazione per Cristina Ciocan mentre suo fratello Daniel è ancora indagato. Il GIP ha inoltre invitato ad allargare le indagini ai genitori di Maria posto che l’ultima violenza subita dalla piccola Maria è avvenuta “tra le ore 16.15 e le ore 19.15 del 19/6/2016 quando la bambina era in ambito familiare” e che è stata “accertata la presenza di tracce di sperma del padre Ungureanu Marius sulla maglietta taglia small reperto n. 27”. Sempre secondo il GIP Cusani “l’omicidio della bambina è strettamente collegato agli abusi che ella subiva da tempo”.

Non è dello stesso avviso la criminologa Ursula Franco, consulente della difesa di Daniel e Cristina, che da sempre sostiene che la bambina veniva abusata ma non è stata uccisa, è morta giocando in compagnia di un’amica.

– Dottoressa Franco, ci faccia un pronostico.

Saranno in tanti a cambiare idea e a sostenere che Maria non è stata uccisa. Vede, non solo non è di Daniel lo sperma trovato sulla maglietta in uso esclusivo a Maria ma il Ciocan non si trovava a San Salvatore Telesino mentre la piccola affogava in piscina, le analisi effettuate sulle celle telefoniche e sul GPS parlano chiaro, Daniel era a Castelvenere. 

MORTE DI MARIA UNGUREANU: SI VA VERSO L’ARCHIVIAZIONE DELLE POSIZIONI DI DANIEL E CRISTINA CIOCAN (intervista)

Le Cronache Lucane, 8 gennaio 2019

Il 16 gennaio si terrà l’udienza fissata dal GIP Flavio Cusani in seguito alla richiesta della procura di archiviare le posizioni di Daniel e Cristina Ciocan, abbiamo sentito in merito la criminologa Ursula Franco, consulente della difesa dei Ciocan, la quale da sempre sostiene che Maria è morta per cause accidentali mentre si trovava con un’amica e non in seguito ad un omicidio. A dare ragione alla difesa sono stati, per due volte il GIP Cusani, i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli e quelli della Cassazione che tra l’altro hanno sostenuto che “sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali”.

– Dottoressa Franco tra qualche giorno si terrà un’udienza cruciale, che accadrà?

Come lei ben sa, nel giugno scorso il professor Francesco Introna ha fornito una nuova consulenza medico legale alla procura di Benevento e nelle sue conclusioni ha escluso che Maria sia stata uccisa, pertanto è chiaro che la posizione dei fratelli Ciocan non potrà che essere rivista in toto anche alla luce di questa inferenza del professor Introna che peraltro priva di ogni valore eventuali rivisitazioni in merito all’ora della morte di Maria, almeno per quanto riguarda le posizioni dei Ciocan.

– Dopo l’archiviazione che cosa vi aspettate?

Il nome dell’autore delle violenze che la bambina subiva da tempo è agli atti e la casistica insegna che soggetti come lui sono capaci di reiterare, ci aspettiamo che la procura lo arresti e lo rinvii a giudizio.

S. SALVATORE TELESINO, MARIA UNGUREANU NON E’ STATA UCCISA. LO DICE IL MEDICO LEGALE E LO AFFERMA DA TEMPO LA CRIMINOLOGA URSULA FRANCO. A GENNAIO NUOVA UDIENZA. ARCHIVIAZIONE?

CasertaSera.it, 21 dicembre 2018

da Redazione in Cronaca, Molisannio

San Salvatore Telesino.  Ve lo ricordate il caso della piccola  Maria Ungureanu, 9 anni,  annegata il 19 giugno 2016 nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino? Bene, il medico legale Francesco Introna ha escluso l’omicidio. Il 16 gennaio 2019, il GIP Flavio Cusani deciderà se archiviare o meno l’inchiesta a carico dei fratelli Ciocan. Si terrà infatti una camera di consiglio stabilita in seguito all’opposizione dell’avvocato difensore degli Ungureanu. Il team difensivo dei due fratelli Ciocan è composto dagli avvocati Giuseppe Maturo e Salvatore Verrillo e dalla criminologa Ursula Franco (nella foto) che ha da sempre sostenuto che Daniel e Cristina sono estranei ai fatti e che Maria non è stata uccisa. E’ stata la piu’ battagliera e con carte alla mano, ha sempre difeso strenuamente i fratelli Ciocan asserendo che le colpe erano da un’altra parte. Ora bisogna vedere cosa succederà il 16 gennaio prossimo alla Procura di Benevento. Dobbiamo anche considerare che sarà lo stesso GIP Cusani, che ha rigettato le due richieste di arresto per i Ciocan, e che, come i giudici del Riesame e della Cassazione, ha invitato la procura ad indagare sui genitori di Maria in merito agli abusi. Vedremo.

Morte Maria Ungureanu: il medico legale Francesco Introna ha escluso l’omicidio

Maria Ungureanu, 9 anni, è annegata il 19 giugno 2016 nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino. Il 16 gennaio 2019 il GIP Flavio Cusani deciderà se archiviare o meno l’inchiesta a carico dei fratelli Ciocan, si terrà infatti una camera di consiglio stabilita in seguito all’opposizione dell’avvocato difensore degli Ungureanu. Il team difensivo dei due fratelli Ciocan è composto dagli avvocati Giuseppe Maturo e Salvatore Verrillo e dalla criminologa Ursula Franco che ha da sempre sostenuto che Daniel e Cristina sono estranei ai fatti e che Maria non è stata uccisa. 

Le Cronache Lucane, 20 dicembre 2018

Ottopagine, in un articolo firmato dal giornalista Enzo Spiezia ha riportato il finale della Richiesta di Archiviazione della procura di Benevento: “stante l’intervenuto giudicato cautelare formatosi sulla insussistenza dei gravi indizi di reità, si ritiene che le risultanze investigative non offrano una utile chance ai fini dell’opzione dell’esercizio dell’azione penale, laddove i ritenuti elementi di dubbio (anche) in ordine alla dinamica del fatto, all’eziologia omicidiaria ed alla sua datazione (orario dell’exitus) non risultano superabili in forza dei risultati delle espletate investigazioni nè altrimenti emendabili da ulteriori approfondimenti”. 

“I ritenuti elementi di dubbio in ordine alla dinamica del fatto” nascono dalla consulenza del medico legale, professor Introna che ha confermato che “la causa del decesso (di Maria) debba attestarsi in morte asfittica rapida per annegamento e, segnatamente avendo escluso la ricorrenza a favore di una ricostruzione diversa e compatibile con l’azione causale contestata agli indagati, tanto in considerazione dell’assenza di lesioni contusive a livello del capo e degli arti e pertanto dell’assenza di segni di combattimento con l’acqua o in acqua”, in poche parole, anche per il professor Introna, Maria non è stata uccisa.

Sarà lo stesso GIP Cusani, che ha rigettato le due richieste di arresto per i Ciocan, e che, come i giudici del Riesame e della Cassazione, ha invitato la procura ad indagare sui genitori di Maria in merito agli abusi, ad esprimersi il 16 gennaio 2019.

I giudici del Tribunale del Riesame di Napoli, nell’Ordinanza del 5 giugno 2017, avevano scritto: “Sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per ciò che concerne gli abusi sessuali”.

Mentre i giudici della Corte Suprema di Cassazione nelle motivazioni della sentenza depositate il 19 dicembre 2017: omissione da parte del PM della valutazione probatoria in relazione all’accertata presenza di liquido seminale del padre della vittima sulla maglietta/reperto 27″ eIl pregiudizio aveva ispirato l’indagine e che un “colpevole” era stato suggerito fin dall’inizio dalla madre della bambina che aveva espresso labili sospetti sul Ciocan; che anzi sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali, a) tracce di sperma del padre della bambina erano state rinvenute su una maglietta e sulla copertina del letto; b) per il tenore di alcune conversazioni registrate che facevano trasparire la preoccupazione del padre della bambina, al riguardo; c) la circostanza che l’ultimo rapporto sessuale subito dalla bambina risale al pomeriggio del giorno della sua morte, quando si trovava a casa” Inquietanti sospetti evidenziati nell’ordinanza impugnata gravitanti sul padre della bambina sulla possibilità che l’ultimo rapporto sessuale subito dalla vittima potesse essere collocato in ambito domestico” ecome fossero state trascurate importanti ipotesi investigative e come ci si fosse fidati senza alcun controllo delle dichiarazioni rese da Marius Ungureanu, pur a fronte di elementi preoccupanti quali le tracce di sperma appartenenti al predetto rinvenute su una maglietta e su una copertina sequestrate e il tenore di alcune conversazioni registrate”.

Analisi di una breve intervista rilasciata da Marius Ungureanu a Giancarlo Magalli

Marius e Andrea Ungureanu, 22 giugno 2016. ANSA / CIRO FUSCO

Lunedì 26 novembre Marius Ungureanu ha rilasciato la seguente intervista a Giancarlo Magalli:

Giancarlo Magalli: (…) quella sera, voi eravate in un albergo? Dove eravate? In un… ? No, quando è successo, voi eravate a casa.

Si noti che Magalli chiede a Marius dove fossero “quella sera” e precisa “quando è successo”, poi si risponde “voi eravate a casa”

Marius Ungureanu: No, iooo… io… io stavo lavorando, il giorno.

Marius, invece di rispondere a tono, prima nega e poi afferma “iooo… io… io stavo lavorando, il giorno” riferendosi non a “quella sera” ma a “il giorno”. Ne vedremo presto il motivo.

Si noti il balbettio sul pronome personale “io”, un significativo segnale di stress.

Giancarlo Magalli: Lei stava lavorando.

Marius Ungureanu: Mia moglie stava… stava lavorando di giorno.

Giancarlo Magalli:  Ecco, Maria, la bimba dov’era?

Marius Ungureanu: Questaa… il giorno steva, diciamo, la mattina fino a mezzogiorno con… è stata con mia moglie a casa, poi il pomeriggio io comunque non vengo a casa perché stavo lavorando… 

Ancora una volta, Marius, invece di rispondere a tono, afferma “poi il pomeriggio io comunque non vengo a casa perché stavo lavorando…”.

Ogni parola non necessaria presente in una dichiarazione ha una storia da raccontare.

Perché Marius, invece di rispondere alle domande di Magalli, riferisce che lui stava “lavorando”? Perché il suo goal non è aiutare a capire cosa sia successo a Maria quella sera ma crearsi un alibi per il pomeriggio di quel giorno, pomeriggio in cui Maria venne abusata.

Giancarlo Magalli: Perché stava lavorando, certo.

Marius Ungureanu:… giustamente, poi… ehhh… da là io non saccio niente, so soltanto la sera quando so venuto ehh… io so’ arrivato a casa prima delle sette, perché… stava il tempo brutto e non ci stava la gente dove lavoravo io e sono andato un poco prima eee… dietro di me stavaaa… cioè… ehm… le persone che… faceva freddo, giustamente, pioveva in quella sera (a Marius vengono suggerite dal suo avvocato le parole “avete mangiato”) e siamo arrivati a casa, stavano tutte e due a casa, abbiamo mangiato e lei, cioè, in tempo di mangiare, no? Io sono andato a prendere… eh… tipo i panini col kebab… un roba… comunque il tempo dieci minuti, massimo dieci minuti, andare e ritorno, che non ci stava la gente dove si facevano questi panini e lei mi ha detto così: “Papà vado un poco se si fa la processione e torno subito”, mentre che tornavo io è tornata anche lei, a mangiare… ha mangiato diciamo di più di metà, è rimasto un pezzo, poi mi ha detto che “Voglio andare ancora una volta a vedere la processione se si fa e torna”, mi ha dato un bacio sulla guancia, qua e quella…

Marius, invece di rispondere alle domande di Magalli, cerca di crearsi un alibi in merito agli abusi ed è invece il suo tentativo di affrancarsi dalle violenze che ci aiuta a collocarle con precisione. In questa intervista, senza che gli sia stato chiesto, Marius Ungureanu afferma infatti “io so’ arrivato a casa prima delle sette”, all’indomani dei fatti ha riferito agli inquirenti: “Verso le 19.30 circa mia figlia Ungureanu Luana Maria (…) mi chiedeva di uscire per recarsi alla funzione in chiesa di San Anselmo. Verso le 20.00 circa mia figlia Luana Maria faceva ritorno a casa (…)”.

Pertanto, Marius Ungureanu ebbe il tempo di abusare di sua figlia da “prima delle sette” a “Verso le 19.30 circa”.

In riferimento al panino è interessante l’affermazione di Marius “ha mangiato diciamo di più di metà, è rimasto un pezzo”, una dichiarazione che non possiamo non confrontare con quelle rilasciate da lui e da sua moglie Andrea Elena all’indomani della morte di Maria:

Il 20 giugno 2016, Marius Ungureanu ha riferito agli inquirenti: “Ricordo che mia figlia Luana Maria mangiava un panino con kebab e insalata. Subito dopo aver consumato il suo panino (…)”.

Si noti che, all’epoca dei fatti, Marius Ungureanu non ha fatto menzione di eventuali avanzi di panino lasciati da sua figlia.

L’8 agosto 2016, Andrea Elena Ungureanu ha riferito agli inquirenti: “(…) la bambina era uscita da qualche minuto avendo finito di mangiare il panino con il kebab“.

Si noti che anche Andrea Elena Ungureanu ha riferito che sua figlia finì di mangiare il panino.

Vi chiederete il perché Marius abbia riferito a Magalli che Maria non finì il suo panino? Lo ha fatto per tentare di anticipare l’ora della sua morte. L’orario di morte di Maria, stabilito dai consulenti medico legali della procura di Benevento, esclude infatti che Daniel e Cristina Ciocan si trovassero ancora a San Salvatore Telesino mentre la bambina moriva.

Si noti la difficoltà che incontra l’Ungureanu nel rispondere “eee… dietro di me stavaaa… cioè… ehm… le persone che… faceva freddo”.  Marius Ungureanu è in difficoltà perché non è concentrato sulla risposta da dare alla precisa domanda di Magalli ma pensa a come inserire informazioni quali “stava il tempo brutto” e “faceva freddo, giustamente, pioveva in quella sera” che gli servono per supportare la fantasiosa pista dell’omicidio da parte di un fantomatico pedofilo cui addebitare anche le violenze sessuali.

Marius riferisce a Magalli “mi ha dato un bacio sulla guancia qua” per dipingere il rapporto tra lui e sua figlia come un rapporto normale, lo fa sempre allo scopo di difendersi dalle accuse di essere l’autore delle violenze.

Giancarlo Magalli: Ed è stata l’ultima volta…

Marius Ungureanu: L’ultima volta che l’ho vista.

Giancarlo Magalli:… che lei l’ha vista.

Giancarlo Magalli: (…) Però voi in famiglia avevate notato un cambiamento? Cioè, era cambiato il carattere di Maria? Era… era più triste? Più dispiaciuta o…?

Marius Ungureanu: No, quandoo… c’aveva dolore dalla pancia… ehm… chiamava da scuola, mia moglie andava a prenderlo e lo portava a casa però questa è roba diciamo di due giorni massimo e poi stava sempre sorridendo com… felice.

Si noti l’imbarazzo dell’Ungureanu dopo la parola “quando”, la pausa gli serve per prendere tempo per pensare a cosa dire per continuare ad allontanare i sospetti da sé per quanto riguarda le violenze sessuali.

Si noti che ancora una volta Marius Ungureanu non risponde a tono alla domanda di Magalli ma cerca velatamente di difendersi dalle accuse di essere l’autore delle violenze sessuali e lo fa cercando di far passare il messaggio che Maria fosse stata abusata da soli “due giorni”, ciò gli permette di giustificare il suo silenzio e quello di sua moglie in merito ai segnali fisici di abuso sessuale manifestati dalla giovane Maria; Marius è però contraddetto dall’esame medico legale che ha concluso che gli abusi datavano da tempo e pertanto i coniugi Ungureanu non potevano non aver notato i segnali primari di abuso presenti sul corpo della loro giovane figlia.

Giancarlo Magalli: Non vi ha mai parlato di niente?

Marius Ungureanu: No, in casa non ha mai parlato di niente.

Giancarlo Magalli: Di cose inquietanti che potevano accadere? 

Marius Ungureanu: No, no.

CONCLUSIONI

In questa nuova intervista, Marius ha mostrato ancora una volta di avere una priorità: crearsi un alibi in merito agli abusi.

In tutte le interviste da lui rilasciate, il suo interesse primario non è mai stato quello di aiutare a capire come siano andati i fatti che hanno condotto alla morte di sua figlia Maria ma allontanare i sospetti da sé riguardo alle violenze sessuali cui la sottoponeva.

Per vedere la puntata de “I Fatti Vostri”: https://www.raiplay.it/video/2018/11/I-Fatti-Vostri

Questa analisi è stata pubblicata su Le Cronache Lucane.

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