MORTE DI ANNAMARIA SORRENTINO, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: ANCORA PUBBLICITA’ OCCULTA A CHI L’HA VISTO? E INACCETTABILI PARALLELISMI DA GIUSTIZIALISTI TRA DUE VICENDE NON CONNESSE

Ursula Franco è medico e criminologo, è allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis (una tecnica di analisi di interviste ed interrogatori), si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari. È stata consulente dell’avvocato Giuseppe Marazzita, difensore di Michele Buoninconti; è consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, difensore di Daniel Ciocan; ha fornito una consulenza ai difensori di Stefano Binda dopo la condanna in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi. Binda, il 24 luglio 2019, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Dall’ottobre scorso, la Franco è consulente di Paolo Foresta, che è difeso dall’avvocato Giovanni Pellacchia.

Le Cronache Lucane, 27 febbraio 2020

Il 19 febbraio il programma di RAI3 Chi l’ha visto? ha mandato in onda un video di una colluttazione tra due coniugi sordomuti mentre la conduttrice si interfacciava in studio con i parenti di Annamaria Sorrentino. Pubblichiamo alcuni stralci dei commenti di Gian Pietro Fiore e Federica Sciarelli:

Fiore: C’è un collegamento con… infatti apprezzo molto il collegamento con i familiari di Annamaria perché appunto c’è un collegamento e loro che ora stanno vedendo questo video possono immaginare il perché… Perché nella chat gli amici di queste persone che si vedono nella chat sono amici di Paolo.

Sciarelli: Fa impressione, vi ricorda Annamaria che, insomma, è caduta di sotto ma voi al suicidio non ci avete mai creduto.

Sciarelli: Abbiamo associato questa storia perché la chat dei sordomuti è la stessa. Fiore: L’aggressore, la vittima sono amici di Paolo Foresta, che è totalmente estraneo, ovviamente, alla vicenda, però il modus operandi mi sembra molto simile alla triste vicenda di Annamaria.

Sciarelli: Io lo so che voi state ragionando anche su Annamaria, no che dice: “E’ caduta, ho cercato di fermarla, è caduta!”, ci sono delle cose che fanno impressione, Paolo foresta non c’entra niente con questa storia… però sembra un copione già visto anche questo…. Sembra un copione già visto perché quando vi mostrammo la fotografia di Annamaria Sorrentino con la mano fasciata Paolo Foresta ci disse: “Io non l’ho picchiata è lei che ha picchiato me”.

Ieri, sono andate in onda le interviste ai protagonisti del video e i riferimenti al caso Foresta/Sorrentino non sono mancati.

Sciarelli: Allora Gian Pietro, quando tu hai avuto il video hai collegato subito i due casi.

– Dottoressa Franco, vuole commentare?

E’ inaccettabile. Paolo non ha ucciso Annamaria, la Sorrentino è caduta da sola ma ormai da mesi il povero Paolo è vittima di un disgustoso processo mediatico messo in piedi da soggetti privi di competenze in campo criminologico che tentano di riscrivere i fatti relativi alla morte di sua moglie. Peraltro la Sciarelli continua a fare pubblicità occulta ad un giornaletto che della mistificazione dei fatti relativi ai casi giudiziari ha fatto la sua bandiera. Proprio ieri ha detto: “Anche noi ci siamo stupiti di questo video che per caso è arrivato nelle nostre mani grazie a Gian Pietro Fiore, il collega di GIALLO” e “tu hai anche, avete pubblicato su GIALLO delle fotografie”.

Durante la puntata del 19 febbraio:

Sciarelli: Mi sposto perché c’è un collega con noi che si chiama Gian Pietro Fiore di GIALLO, che è seduto qui con me.

Fiore: Oltre a darlo anche alla redazione di GIALLO, ai colleghi di GIALLO.

Sciarelli: Ringrazio il collega di GIALLO.

Già il 18 settembre 2019, Federica Sciarelli, mentre parlava con i parenti di Annamaria Sorrentino, aveva detto: “Io volevo dire una cosa, il SETTIMANALE GIALLO, che si sta occupando del caso di Annamaria, ha in copertina una NOTIZIA MOLTO FORTE, voi non l’avete potuto vedere, abbiamo l’ANTICIPAZIONE, diciamo, GIA’ USCITO QUI A ROMA: “Suo marito la picchiò mentre era incinta e lei perse il bambino” e insomma un titolo, una notizia forte di GIALLO, di questo SETTIMANALE che sta seguendo appunto la storia di Annamaria”; la Sciarelli ha poi mostrato la copertina del settimanale.

Il 25 settembre 2019, Federica Sciarelli, mentre interrogava il marito di Annamaria Sorrentino, Paolo Foresta: “Senti, sul SETTIMANALE (…) ascolta una cosa Paolo, il SETTIMANALE GIALLO pubblica un tuo messaggio, il MESSAGGIO SHOCK inviato dal marito, lo pubblica GIALLO, in cui tu dici (…)”; al contempo è stata mandata in onda una foto di un articolo del settimanale sul caso in questione.

Il 9 ottobre, sempre nell’ambito di un disgustoso processo al Foresta che si sta tenendo da mesi nello studio di Chi l’ha visto?, la conduttrice aveva detto: “Senti Paolo, c’è un… non so se l’hai vista, la copertina del SETTIMANALE GIALLO, c’è un articolo di Giampietro Fiore cheee…. che dice una cosa terribile cioè che tu avresti, quella notte, cercato di violentare tua moglie, non so se possiamo fargliela vedere la copertina di Giallo a Paolo perché questo c’è scritto, cioè che quella notte, la notte prima, poi ci sono stati altri litigi, eccola qua: PRIMA DI MORIRE ERA FUGGITA DAL MARITO CHE VOLEVA ABUSARE DI LEI. Tu volevi abusare di tua moglie?”.

L’autoregolamentazione della televisione pubblica ed il codice deontologico dei giornalisti vieta ai conduttori di fare pubblicità occulta nei loro programmi. Mi astengo dal giudicare i discutibili contenuti del settimanale, mi chiedo invece se sia lecito promuovere, peraltro con incredibile enfasi, un giornaletto come “Giallo” in una trasmissione di RAI3 senza l’avviso proprio dei messaggi promozionali”.

MORTE DI ANNAMARIA SORRENTINO, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: PUBBLICITA’ OCCULTA A CHI L’HA VISTO? E PARALLELISMI TRA DUE VICENDE NON CONNESSE

Ursula Franco è medico e criminologo, è allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis (una tecnica di analisi di interviste ed interrogatori), si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari. È stata consulente dell’avvocato Giuseppe Marazzita, difensore di Michele Buoninconti; è consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, difensore di Daniel Ciocan; ha fornito una consulenza ai difensori di Stefano Binda dopo la condanna in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi. Binda, il 24 luglio 2019, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Dall’ottobre scorso, la Franco è consulente di Paolo Foresta, che è difeso dall’avvocato Giovanni Pellacchia.

Le Cronache Lucane, 20 febbraio 2020

Il team difensivo del Foresta, che ha recentemente acquisito l’ingegnere Luigi Cocozza, si è riunito ieri a Roma, presente anche il collaboratore del Cocozza, l’ingegnere Giuseppe Caprio.

Ieri il programma di RAI3 Chi l’ha visto? ha mandato in onda un video di una colluttazione tra due coniugi sordomuti mentre la conduttrice si interfacciava in studio con i parenti della Sorrentino. Pubblichiamo alcuni stralci dei commenti di Gian Pietro Fiore e Federica Sciarelli:

Fiore: C’è un collegamento con… infatti apprezzo molto il collegamento con i familiari di Annamaria perché appunto c’è un collegamento e loro che ora stanno vedendo questo video possono immaginare il perché… Perché nella chat gli amici di queste persone che si vedono nella chat sono amici di Paolo.

Sciarelli: Fa impressione, vi ricorda Annamaria che, insomma, è caduta di sotto ma voi al suicidio non ci avete mai creduto.

Sciarelli: Abbiamo associato questa storia perché la chat dei sordomuti è la stessa.

Fiore: L’aggressore, la vittima sono amici di Paolo Foresta, che è totalmente estraneo, ovviamente, alla vicenda, però il modus operandi mi sembra molto simile alla triste vicenda di Annamaria.

Sciarelli: Io lo so che voi state ragionando anche su Annamaria, no che dice: “E’ caduta, ho cercato di fermarla, è caduta!”, ci sono delle cose che fanno impressione, Paolo foresta non c’entra niente con questa storia… però sembra un copione già visto anche questo…. Sembra un copione già visto perché quando vi mostrammo la fotografia di Annamaria Sorrentino con la mano fasciata Paolo Foresta ci disse: “Io non l’ho picchiata è lei che ha picchiato me”.

– Dottoressa Franco, che può dirci?

Sono basita, è stato un continuo ed inaccettabile “lanciare il sasso e nascondere la mano” nel tentativo di scatenare l’opinione pubblica contro il Foresta. Paolo non ha ucciso Annamaria, la Sorrentino è caduta da sola ma ormai da mesi il povero Paolo è vittima di un disgustoso processo mediatico messo in piedi da soggetti privi di competenze in campo criminologico che tentano di riscrivere i fatti relativi alla morte della moglie.

Peraltro la Sciarelli continua a fare pubblicità occulta ad un giornaletto che della mistificazione dei fatti relativi ai casi giudiziari ha fatto la sua bandiera. Questi stralci sono relativi alla puntata di ieri:

Sciarelli: Mi sposto perché c’è un collega con noi che si chiama Gian Pietro Fiore di GIALLO, che è seduto qui con me.

Fiore: Oltre a darlo anche alla redazione di GIALLO, ai colleghi di GIALLO.

Sciarelli: Ringrazio il collega di GIALLO.

Già il 18 settembre 2019, Federica Sciarelli, mentre parlava con i parenti di Annamaria Sorrentino, aveva detto: “Io volevo dire una cosa, il SETTIMANALE GIALLO, che si sta occupando del caso di Annamaria, ha in copertina una NOTIZIA MOLTO FORTE, voi non l’avete potuto vedere, abbiamo l’ANTICIPAZIONE, diciamo, GIA’ USCITO QUI A ROMA: “Suo marito la picchiò mentre era incinta e lei perse il bambino” e insomma un titolo, una notizia forte di GIALLO, di questo SETTIMANALE che sta seguendo appunto la storia di Annamaria”; la Sciarelli ha poi mostrato la copertina del settimanale.

Mentre il 25 settembre 2019, Federica Sciarelli, mentre interrogava il marito di Annamaria Sorrentino, Paolo Foresta: “Senti, sul SETTIMANALE (…) ascolta una cosa Paolo, il SETTIMANALE GIALLO pubblica un tuo messaggio, il MESSAGGIO SHOCK inviato dal marito, lo pubblica GIALLO, in cui tu dici (…)”; al contempo è stata mandata in onda una foto di un articolo del settimanale sul caso in questione.

Il 9 ottobre, sempre nell’ambito di un disgustoso processo al Foresta che si sta tenendo da settimane nello studio di Chi l’ha visto?, la conduttrice aveva detto: “Senti Paolo, c’è un… non so se l’hai vista, la copertina del SETTIMANALE GIALLO, c’è un articolo di Giampietro Fiore cheee…. che dice una cosa terribile cioè che tu avresti, quella notte, cercato di violentare tua moglie, non so se possiamo fargliela vedere la copertina di Giallo a Paolo perché questo c’è scritto, cioè che quella notte, la notte prima, poi ci sono stati altri litigi, eccola qua: PRIMA DI MORIRE ERA FUGGITA DAL MARITO CHE VOLEVA ABUSARE DI LEI. Tu volevi abusare di tua moglie?”.

L’autoregolamentazione della televisione pubblica ed il codice deontologico dei giornalisti vieta ai conduttori di fare pubblicità occulta nei loro programmi. Mi astengo dal giudicare i discutibili contenuti del settimanale, mi chiedo invece se sia lecito promuovere, peraltro con incredibile enfasi, un giornaletto come “Giallo” in una trasmissione di RAI3 senza l’avviso proprio dei messaggi promozionali”.

Morte Maria Ungureanu riesumazione salma, nuova perizia ribalta tutto: «Non è stata violentata»

Morte Maria Ungureanu news: la bimba rumena di 9 anni trovata nuda, e senza vita, nell’acqua della piscina di un resort a San Salvatore Telesino (Benevento) il 19 giugno 2016, non avrebbe subito violenza sessuale, lo dice una nuova perizia: “Non è stata violentata o, meglio, non ci sono segni di una violenza classica”.

bimba rumena morta in piscina news

Maria Ungureanu “non subì violenza sessuale”: lo dice una nuova perizia

Riesumata la salma mesi fa, queste sarebbero state, secondo quanto trapela in queste ore, le risultanze degli accertamenti medico scientifici sul corpicino della bimba. La perizia collegiale, redatta dal professor Cristoforo Pomara e dai dottori Francesco Sessa e Ciro di Nunzio, è stata depositata al Tribunale di Benevento; venne disposta dal Gip per fare chiarezza sui presunti abusi di cui la piccola sarebbe stata vittima. A fronte di siffatte risultanze, l’avvocato Gallo, difensore del papà di Maria sospettato di avere abusato della bimba, ha dichiarato all’Ansa: “Tale conclusione deve essere quella di scagionare da subito il mio assistito al quale era stato addebitato il reato di violenza sessuale nella scorsa udienza innanzi al Gup che, non accogliendo le richieste della Procura di archiviare il caso, decideva di continuare con le indagini addebitando, oltre all’omicidio ed alla violenza a Daniel Ciocan, la violenza sessuale anche al padre che, a questo punto dovrebbe essere prosciolto”.

Genitori Maria Ungureanu

Daniel Ciocan difesa: quello di Maria “un caso di morte accidentale in una bambina abusata”.

La difesa di Daniel Ciocan, che sostiene la tesi della morte accidentale per annegamento della bimba, attraverso le parole della consulente criminologa Ursula Franco, per quanto concerne le presunte violente sessuali, aveva sempre puntato il dito contro Marius Ungureanu, papà di Maria: quello Ungureanu è “un caso di morte accidentale in una bambina abusata. Daniel e Cristina non si trovavano a San Salvatore Telesino mentre Maria moriva e non è certo di Daniel lo sperma isolato sulla maglietta e sulla copertina della bambina […] Le conclusioni delle nuove perizie disposte dalla procura non aggiungono niente di nuovo a questo caso di morte accidentale in una bambina abusata. Le ripeto la soluzione di questo caso è agli atti dal luglio 2016. Mi aspetto che la procura di Benevento segua le indicazioni fornite dai giudici del Riesame di Napoli e da quelli della Cassazione” (Fonte Le Cronache Lucane). Interpellata da UrbanPost, la criminologa Ursula Franco ha così commentato i recenti sviluppi investigativi di cui in oggetto: “I primi 3 consulenti medico legali, Professor Buccelli, Dottoressa Fonzo e Professor Introna hanno concluso che Maria era vittima di violenza sessuale. A confermare che Maria subiva violenze sono agli atti incriminanti intercettazioni telefoniche fatte subito dopo il ritrovamento di sperma di un soggetto noto sul lettino di Maria e sulla sua maglietta. Non entro nello specifico ma voglio aggiungere che, nella sua consulenza, il Professor Introna che, lo ricordo, aveva escluso che Maria fosse stata uccisa, si era espresso con alcune interessanti riflessioni in merito ad un certo tipo di abusi, riflessioni che condivido in pieno”.

daniel ciocan presunto assassino maria unguranu
Daniel Ciocan

CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: LA STAMPA SPAZZATURA E’ NEMICA DELLA VERITA’ E DEI FAMILIARI DI ANNAMARIA SORRENTINO, PAOLO FORESTA NON HA UCCISO SUA MOGLIE

Ursula Franco è medico e criminologo, è allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis (una tecnica di analisi di interviste ed interrogatori), si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari. È stata consulente dell’avvocato Giuseppe Marazzita, difensore di Michele Buoninconti; è consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, difensore di Daniel Ciocan; ha fornito una consulenza ai difensori di Stefano Binda dopo la condanna in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi. Binda, il 24 luglio 2019, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Dall’ottobre scorso, la Franco è consulente di Paolo Foresta, che è difeso dall’avvocato Giovanni Pellacchia. 

Nel team difensivo del Foresta è anche l’ingegnere Luigi Cocozza che ieri ha preso parte alle operazioni peritali sui dispositivi elettronici sequestrati durante l’inchiesta relativa alla morte della Sorrentino. I tre professionisti sono pronti a dare battaglia.

Le Cronache Lucane, 31 gennaio 2020

Nel pomeriggio del 16 agosto 2019, Annamaria Sorrentino è caduta dal terrazzo di un appartamento in affitto al secondo piano di una palazzina di Tropea. La ragazza è morta due giorni dopo in un ospedale di Catanzaro. I testimoni hanno riferito agli inquirenti che si è trattato di un gesto volontario. Gli inquirenti hanno indagato inizialmente per istigazione al suicidio, al momento il marito di Annamaria è indagato per omicidio preterintenzionale.

Avvocato Giovanni Pellacchia: “La falsa democrazia dello spettacolo non ha pietà: è capace di calpestare il codice di procedura penale, è un “grande fratello” dove la spettacolarizzazione viola Convenzioni Internazionali come quella dei Diritti dell’Uomo.
Io non mi arrendo, continuo a credere in una giustizia non perbenista ma onesta e dimostreremo che il giustizialismo non può offendere la Giustizia Vera”.

Criminologa Ursula Franco: “L’indagine per omicidio preterintenzionale nei confronti di Paolo Foresta è un atto dovuto. I testimoni hanno confermato che nessuno spinse Annamaria e le loro dichiarazioni sono insuperabili. I fatti non si possono cambiare a posteriori per accontentare i familiari e la becera opinione pubblica. La stampa spazzatura è nemica della verità e dei familiari delle vittime di suicidi e morti accidentali perché, facendogli credere che ci sia un omicida da punire, non li aiuta a rielaborare il lutto, ma li incapsula in una vita di odio e di rabbia”. 

Qualche tempo fa, Gaetano, un amico di Paolo Foresta e Annamaria Sorrentino, testimone della caduta di Annamaria, ha dichiarato: 

“Ciao. Buonasera a tutti del gruppo. Paolo ha un po’ sbagliato a rilasciare delle interviste, le cose vengono travisate e ingigantite. La mamma di Annamaria non gli crede ed è apparsa più volte in video. Questo è un problema che riguarda solo loro (…) Noi testimoni, che abbiamo visto come si sono svolti i fatti, racconteremo in tribunale ciò che sappiamo, poi ci sarà un responso ma nessuno andrà in prigione, nessuno l’ha spinta, dico la verità, nessuno. Dico la verità, nessuno l’ha spinta. Spero abbiate capito. Un bacio a tutti”

Riportiamo l’intervista rilasciata a “Chi l’ha visto?” dal vicino che vide Annamaria Sorrentino precipitare:

– Ci racconta cosa ha visto il giorno in cui Annamaria Sorrentino è precipitata dal balcone?

Io mi trovavo sulla veranda, lì a casa al mare, dove stavamo mangiando io, mia moglie e i figli, di cui io sentivo degli stril.., cioè degli strilli, parlare in maniera molto animata, allora mi son alzato per andare a vedere, vedevo queste persone che si strattonavano sul balcone, si strattonavano sul balcone mentre mi avvicinavo allora poi sono entrate dentro, non capivo quello che loro dicevano e di conseguenza dico a mia moglie: “Io vado per dirgli state calmi, non ricominciate!”, perché vedevo che c’era una… una discussione molto animata, sono entrato dentro l’appartamento, son passate neanche 30 secondi, io lentamente, nel riflettere di quello che devo fare per andare da loro, di colpo vedo questa ragazza che esce fuori dalla stanza come un proiettile, ma una velocità enorme di cui arriva alla staccionata del balcone e io la vedo che le cerca di… fermarsi ma arrivando in al… cioè molto veloce, non riuscendo a fermarsi, si è capovolta.

– Ha visto se c’era qualcuno che la stava inseguendo?

Dietro non la seguiva nessuno.

– Non la insegue nessuno.

No. E’ uscita da sola in maniera cioè impressionante dalla velocità che aveva preso.

– Quando dice che la discussione che c’era nella terrazza, stavano pranzando lì quindi secondo lei?

Se stavano pranzando non lo so, perché, com’era la situazione mia, io ero un piano più basso rispetto a loro però ero nella palazzina di fronte quindi c’era una leggera visuale.

Sono entrati tutti insieme e poi in un… come gli ripeto, come un proiettile è uscita dalla camera dalla stanza.

ESCLUSIVA, MORTE DI MARIA UNGUREANU, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: LE CONCLUSIONI DELLE NUOVE PERIZIE DISPOSTE DALLA PROCURA NON AGGIUNGONO NIENTE DI NUOVO A QUESTO CASO DI MORTE ACCIDENTALE IN UNA BAMBINA ABUSATA, LA SOLUZIONE E’ AGLI ATTI DAL LUGLIO 2016

Maria Ungureanu, 9 anni, è annegata il 19 giugno 2016 nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino. Nel luglio 2016, a un mese dalla morte di Maria Ungureanu, i RIS di Roma hanno isolato lo sperma di Marius Ungureanu su una maglietta in uso esclusivo a Maria e sulla coperta del suo lettino e proprio in merito alla posizione dei genitori di Maria Ungureanu, sulla base di questa risultanza e di intercettazioni incriminanti i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli e quelli della Cassazione si erano così espressi: “Sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per ciò che concerne gli abusi sessuali’ “. Mentre, nel dicembre 2017, i giudici della Corte Suprema di Cassazione avevano così concluso: “(…) omissione da parte del PM della valutazione probatoria in relazione all’accertata presenza di liquido seminale del padre della vittima sulla maglietta/reperto 27 (…) il pregiudizio aveva ispirato l’indagine e che un “colpevole” era stato suggerito fin dall’inizio dalla madre della bambina che aveva espresso labili sospetti sul Ciocan; che anzi sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali (…) come fossero state trascurate importanti ipotesi investigative e come ci si fosse fidati senza alcun controllo delle dichiarazioni rese da Marius Ungureanu, pur a fronte di elementi preoccupanti quali le tracce di sperma appartenenti al predetto rinvenute su una maglietta e su una copertina sequestrate e il tenore di alcune conversazioni registrate (…)”. Nel gennaio 2019, l’ex giudice del Tribunale del Riesame di Napoli, Nicola Quatrano, che si è occupato del caso, in merito alla causa di morte di Maria, ha dichiarato: “Non è successo quello che la Procura di Benevento riteneva fosse successo” e riguardo alle violenze sessuali che la bambina subiva: “Era un aspetto della questione che non è stato approfondito in quest’ansia di trovare degli elementi di prova contro le persone che si era deciso fossero colpevoli”.

Le Cronache Lucane, 29 gennaio 2020

Vi avevamo informati che il 7 gennaio 2020, nel laboratorio di Genetica forense del Dipartimento di Biomedica e Prevenzione dell’Università Tor Vergata di Roma il perito Ciro Di Nunzio aveva iniziato le operazioni peritali su frammenti di tessuti isolati da indumenti sequestrati nel procedimento relativo alla morte della piccola Maria Ungureanu alla presenza dell’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Marius Ungureanu, e della sua consulente, la famosa biologa Marina Baldi. Alle operazioni per la difesa di Daniel Ciocan aveva assistito anche la criminologa Ursula Franco che collabora con l’avvocato Salvatore Verrillo, e proprio lei ci aveva dichiarato: “Non mi aspetto colpi di scena. Mi aspetto che questi nuovi esami forniscano ulteriori elementi di supporto al quadro accusatorio già emerso con forza dalle indagini svolte fino ad oggi, anche se le risultanze degli esami fatti dai RIS di Roma e le intercettazioni disposte dalla procura di Benevento bastano e avanzano per individuare le responsabilità dei soggetti implicati in questo caso giudiziario, un caso di morte accidentale in una bambina abusata. Daniel e Cristina non si trovavano a San Salvatore Telesino mentre Maria moriva e non è certo di Daniel lo sperma isolato sulla maglietta e sulla copertina della bambina”.

Dottoressa, alla luce delle risultanze delle nuove perizie, che può dirci e cosa si aspetta?

Le conclusioni delle nuove perizie disposte dalla procura non aggiungono niente di nuovo a questo caso di morte accidentale in una bambina abusata. Le ripeto, la soluzione di questo caso è agli atti dal luglio 2016. Mi aspetto che la procura di Benevento segua le indicazioni fornite dai giudici del Riesame di Napoli e da quelli della Cassazione.