Una mia intervista sul caso Rosboch-Defilippi

L’Osservatore d’Italia, 24 febbraio 2016

OMICIDIO GLORIA ROSBOCH: LA CRIMINOLOGA FRANCO TRACCIA UN PROFILO PSICHICO DI GABRIELE DEFILIPPI

Le vittime di personaggi come il Defilippi sono persone vulnerabili con le quali questi ‘mostri’ creano una falsa relazione.

Gabriele Defilippi, 22 anni, è stato arrestato per l’omicidio di una sua ex professoressa di francese di 49 anni, Gloria Rosboch, omicidio che avrebbe commesso in concorso con il suo amante, Roberto Obert di 54 anni. Ne abbiamo parlato con la criminologa Ursula Franco.

di Domenico Leccese

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Chi è Gabriele Defilippi da un punto di vista psichico?

Gabriele Defilippi è un soggetto affetto da un disturbo antisociale di personalità, un disturbo che gli si è manifestato sin dall’adolescenza. Defilippi è un disonesto, un truffatore, un megalomane, un soggetto con identità multiple, un mentitore abituale, un opportunista, un ragazzo irritabile ed aggressivo che ha dimostrato di essere capace di uccidere.

Defilippi, prima di truffare ed uccidere la Rosboch, ha ricattato altre donne, le ha adescate su internet e, dopo averle sedotte, le ha obbligate a pagarlo per non pubblicare le foto scattate durante i loro rapporti sessuali. Il Defilippi, non soddisfatto delle somme irrisorie derivanti da questi ricatti, circa due anni fa, ha puntato ad una somma più importante, i 187 mila euro di risparmi della sua ex professoressa di francese, Gloria Rosboch.

Defilippi prova profondo disprezzo per le sue vittime, che usa come fossero oggetti per raggiungere i propri obiettivi e che ammalia con il suo aspetto, il fascino superficiale, le attenzioni ed il linguaggio forbito. Linguaggio forbito che non ha abbandonato neanche dopo l’arresto, si è infatti rivolto al procuratore capo Giuseppe Ferrando in questi termini: “Ferrando, io sono uno che ha cercato di allargare i suoi orizzonti, guardando in maniera diversa il contesto sociale che mi circondava”.

Quali tecniche mettono in atto i truffatori come il Defilippi?

I truffatori come il Defilippi non sono in grado di instaurare legami d’attaccamento di tipo emotivo con i loro simili ma sono invece abili nel costruire relazioni fasulle e superficiali. Questi soggetti, attraverso lusinghe e promesse irrealistiche, vantandosi delle proprie capacità e mostrando a volte anche false credenziali, si impossessano della fiducia delle loro vittime per un proprio tornaconto personale, spesso di stampo economico.
Che caratteristiche hanno le vittime prescelte?

Le vittime di personaggi come il Defilippi sono persone vulnerabili con le quali questi mostri creano una falsa relazione, un falso rapporto di intimità e di fiducia, mostrandosi affidabili, fingendo di avere una morale e desideri comuni, prospettando loro un rapporto sentimentale a lungo termine e recitando la parte dei compagni protettivi ed interessati al loro benessere, mentre in realtà hanno un unico obiettivo, il tornaconto economico. Non appena le vittime comprendono di essere state manipolate e truffate e chiedono indietro i loro averi, personaggi come il Defilippi le accusano di creare problemi nella relazione e, facendole sentire in colpa, rinviano le loro richieste, prendono tempo, accampano mille scuse per non riconsegnare il denaro arrivando a minacciarle, a diffamarle pubblicamente e perfino a denunciarle per molestie.

Che cosa lo ha indotto ad uccidere?

La frustrazione, uno dei sentimenti che i soggetti come lui provano più di frequente. Chi è che affetto da un disturbo antisociale di personalità uccide perché non tollera la frustrazione e si libera di chi gliela provoca. La professoressa Gloria Rosboch aveva denunciato il Defilippi per truffa e per questo motivo lui ha desiderato che morisse. In ogni caso uccidere la Rosboch  è stato un gesto da irresponsabile, Defilippi ha mostrato di sottovalutare i rischi e le conseguenze delle sue azioni, la scomparsa della professoressa infatti non poteva che condurre gli inquirenti a colui che l’aveva truffata e che la donna aveva denunciato.

E’ possibile che si sia pentito dell’omicidio?

Lo escludo, il dato psicodinamico fondamentale di un soggetto con un disturbo di personalità come il suo è la mancanza di senso di colpa. Defilippi non solo non conosce l’empatia ma è anche incapace di provare rimorso e per questo è un soggetto estremamente pericoloso. Defilippi non ha mai smesso di recitare, dopo l’arresto ha detto: “Come vi permettete? Non capisco il motivo per cui mi state trattenendo”, e: “Quando ho visto Gloria morire, sono rimasto impietrito, avevo anch’io paura dell’assassino, non sono riuscita a difenderla… voglio farla finita… No, non posso più vivere”. Defilippi ha recitato di fronte al magistrato sentimenti che non prova ma che ha imparato a mettere in scena copiando coloro che li hanno.

Il suo complice, Roberto Obert, è anch’egli una sua vittima?

Credo proprio di sì, Obert era, come si definisce lui, verosimilmente un suo servo, un uomo completamente soggiogato dal Defilippi.

Si può recuperare un ragazzo di 22 anni affetto da un disturbo antisociale di personalità di questo grado?

La casistica ci dice di no. Defilippi è un soggetto socialmente pericoloso, capace di reiterare, che, durante la permanenza in carcere, si servirà di tutte le sue doti manipolatorie per mostrarsi come un uomo nuovo, cercherà di truffare il sistema carcerario, impresa riuscita ad Angelo Izzo, un altro sociopatico pluriomicida.

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