MORTE MARIA UNGUREANU, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: “NESSUN GIRO DI PROSTITUZIONE MINORILE A SAN SALVATORE TELESINO”

La dottoressa Franco è consulente della difesa dei fratelli Ciocan, conosce molto bene gli atti d’indagine e si è espressa sulle voci riportate dai Media di un giro di prostituzione minorile nel quale poteva essere coinvolta la piccola Maria.

Le Cronache Lucane, 19 gennaio 2019

– Dottoressa Franco, dallo studio degli atti emerge che Maria fosse inserita in un giro di prostituzione minorile?

E’ una grande sciocchezza, chi si fa portavoce e megafono di queste voci rallenta il raggiungimento della verità.

– Dottoressa da dove nascono queste voci?

La gente chiacchiera e per ansia di protagonismo riferisce ai propri interlocutori notizie stupefacenti, a volte queste chiacchiere vengono intercettate nel corso di un’indagine ma restano chiacchiere. Non c’è nulla negli atti giudiziari relativi al caso Ungureanu che possa supportarle. Chi si è espresso su un giro di prostituzione minorile si rimangerà tutto quando verrà interrogato in procura. 

– Perché la televisione italiana non ha mai intervistato lei su questo caso e in specie su questo tema?

Perché il pregiudizio nei confronti di una difesa è d’obbligo e perché la verità non fa spettacolo e non stimola le fantasie dei telespettatori, si immagini in quanti pervertiti stanno godendo di questa falsa notizia.

– Dottoressa quanto ci vorrà ancora per arrivare alla verità su questo caso giudiziario?

La verità è agli atti dal luglio 2016. Insieme al nome del mostro che abusava della bambina c’è quello della ragazzina che era con Maria mentre la stessa annegava, a lei andrebbero addebitati in parte i costi di questa indagine.

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Morte di Maria Ungureanu: una dichiarazione della criminologa Ursula Franco

Le Cronache Lucane, 17 gennaio 2019

“Dopo circa due anni e mezzo di lavoro, con l’archiviazione della posizione di Cristina Ciocan si chiude un capitolo. Lascio in eredità a Daniel Ciocan la mia consulenza all’interno della quale sono ben documentati i passaggi attraverso i quali sono arrivata a fornire alla difesa il nome di chi violentava la piccola Maria Ungureanu e quello della persona che era con lei la sera che affogò in piscina. Sono certa che le ulteriori indagini disposte dal GIP nei confronti del povero Daniel, che è estraneo a tutti i fatti a lui contestati, saranno lo spunto per un rinnovato processo mediatico carico di menzogne al quale non ho più nessuna voglia di replicare, conosco infatti ormai perfettamente le dinamiche del caso e i suoi protagonisti e non sarei più capace di trattenermi. Il processo mediatico è il male, è un cancro ed è l’arma di chi vuole riscrivere i fatti già accaduti perché si trova dalla parte sbagliata, ciò che più mi meraviglia non sono gli attori dello stesso o coloro che lo foraggiano ma il silenzio delle istituzioni”.

MORTE DI MARIA UNGUREANU, GIP CUSANI: SI INDAGHI SUI GENITORI (intervista)

Roma/Cronache Lucane, 16 gennaio 2019

Il GIP Flavio Cusani ha accolto la richiesta di archiviazione per Cristina Ciocan mentre suo fratello Daniel è ancora indagato. Il GIP ha inoltre invitato ad allargare le indagini ai genitori di Maria posto che l’ultima violenza subita dalla piccola Maria è avvenuta “tra le ore 16.15 e le ore 19.15 del 19/6/2016 quando la bambina era in ambito familiare” e che è stata “accertata la presenza di tracce di sperma del padre Ungureanu Marius sulla maglietta taglia small reperto n. 27”. Sempre secondo il GIP Cusani “l’omicidio della bambina è strettamente collegato agli abusi che ella subiva da tempo”.

Non è dello stesso avviso la criminologa Ursula Franco, consulente della difesa di Daniel e Cristina, che da sempre sostiene che la bambina veniva abusata ma non è stata uccisa, è morta giocando in compagnia di un’amica.

– Dottoressa Franco, ci faccia un pronostico.

Saranno in tanti a cambiare idea e a sostenere che Maria non è stata uccisa. Vede, non solo non è di Daniel lo sperma trovato sulla maglietta in uso esclusivo a Maria ma il Ciocan non si trovava a San Salvatore Telesino mentre la piccola affogava in piscina, le analisi effettuate sulle celle telefoniche e sul GPS parlano chiaro, Daniel era a Castelvenere. 

MORTE DI MARIA UNGUREANU: SI VA VERSO L’ARCHIVIAZIONE DELLE POSIZIONI DI DANIEL E CRISTINA CIOCAN (intervista)

Le Cronache Lucane, 8 gennaio 2019

Il 16 gennaio si terrà l’udienza fissata dal GIP Flavio Cusani in seguito alla richiesta della procura di archiviare le posizioni di Daniel e Cristina Ciocan, abbiamo sentito in merito la criminologa Ursula Franco, consulente della difesa dei Ciocan, la quale da sempre sostiene che Maria è morta per cause accidentali mentre si trovava con un’amica e non in seguito ad un omicidio. A dare ragione alla difesa sono stati, per due volte il GIP Cusani, i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli e quelli della Cassazione che tra l’altro hanno sostenuto che “sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali”.

– Dottoressa Franco tra qualche giorno si terrà un’udienza cruciale, che accadrà?

Come lei ben sa, nel giugno scorso il professor Francesco Introna ha fornito una nuova consulenza medico legale alla procura di Benevento e nelle sue conclusioni ha escluso che Maria sia stata uccisa, pertanto è chiaro che la posizione dei fratelli Ciocan non potrà che essere rivista in toto anche alla luce di questa inferenza del professor Introna che peraltro priva di ogni valore eventuali rivisitazioni in merito all’ora della morte di Maria, almeno per quanto riguarda le posizioni dei Ciocan.

– Dopo l’archiviazione che cosa vi aspettate?

Il nome dell’autore delle violenze che la bambina subiva da tempo è agli atti e la casistica insegna che soggetti come lui sono capaci di reiterare, ci aspettiamo che la procura lo arresti e lo rinvii a giudizio.

S. SALVATORE TELESINO, MARIA UNGUREANU NON E’ STATA UCCISA. LO DICE IL MEDICO LEGALE E LO AFFERMA DA TEMPO LA CRIMINOLOGA URSULA FRANCO. A GENNAIO NUOVA UDIENZA. ARCHIVIAZIONE?

CasertaSera.it, 21 dicembre 2018

da Redazione in Cronaca, Molisannio

San Salvatore Telesino.  Ve lo ricordate il caso della piccola  Maria Ungureanu, 9 anni,  annegata il 19 giugno 2016 nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino? Bene, il medico legale Francesco Introna ha escluso l’omicidio. Il 16 gennaio 2019, il GIP Flavio Cusani deciderà se archiviare o meno l’inchiesta a carico dei fratelli Ciocan. Si terrà infatti una camera di consiglio stabilita in seguito all’opposizione dell’avvocato difensore degli Ungureanu. Il team difensivo dei due fratelli Ciocan è composto dagli avvocati Giuseppe Maturo e Salvatore Verrillo e dalla criminologa Ursula Franco (nella foto) che ha da sempre sostenuto che Daniel e Cristina sono estranei ai fatti e che Maria non è stata uccisa. E’ stata la piu’ battagliera e con carte alla mano, ha sempre difeso strenuamente i fratelli Ciocan asserendo che le colpe erano da un’altra parte. Ora bisogna vedere cosa succederà il 16 gennaio prossimo alla Procura di Benevento. Dobbiamo anche considerare che sarà lo stesso GIP Cusani, che ha rigettato le due richieste di arresto per i Ciocan, e che, come i giudici del Riesame e della Cassazione, ha invitato la procura ad indagare sui genitori di Maria in merito agli abusi. Vedremo.

Morte Maria Ungureanu: il medico legale Francesco Introna ha escluso l’omicidio

Maria Ungureanu, 9 anni, è annegata il 19 giugno 2016 nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino. Il 16 gennaio 2019 il GIP Flavio Cusani deciderà se archiviare o meno l’inchiesta a carico dei fratelli Ciocan, si terrà infatti una camera di consiglio stabilita in seguito all’opposizione dell’avvocato difensore degli Ungureanu. Il team difensivo dei due fratelli Ciocan è composto dagli avvocati Giuseppe Maturo e Salvatore Verrillo e dalla criminologa Ursula Franco che ha da sempre sostenuto che Daniel e Cristina sono estranei ai fatti e che Maria non è stata uccisa. 

Le Cronache Lucane, 20 dicembre 2018

Ottopagine, in un articolo firmato dal giornalista Enzo Spiezia ha riportato il finale della Richiesta di Archiviazione della procura di Benevento: “stante l’intervenuto giudicato cautelare formatosi sulla insussistenza dei gravi indizi di reità, si ritiene che le risultanze investigative non offrano una utile chance ai fini dell’opzione dell’esercizio dell’azione penale, laddove i ritenuti elementi di dubbio (anche) in ordine alla dinamica del fatto, all’eziologia omicidiaria ed alla sua datazione (orario dell’exitus) non risultano superabili in forza dei risultati delle espletate investigazioni nè altrimenti emendabili da ulteriori approfondimenti”. 

“I ritenuti elementi di dubbio in ordine alla dinamica del fatto” nascono dalla consulenza del medico legale, professor Introna che ha confermato che “la causa del decesso (di Maria) debba attestarsi in morte asfittica rapida per annegamento e, segnatamente avendo escluso la ricorrenza a favore di una ricostruzione diversa e compatibile con l’azione causale contestata agli indagati, tanto in considerazione dell’assenza di lesioni contusive a livello del capo e degli arti e pertanto dell’assenza di segni di combattimento con l’acqua o in acqua”, in poche parole, anche per il professor Introna, Maria non è stata uccisa.

Sarà lo stesso GIP Cusani, che ha rigettato le due richieste di arresto per i Ciocan, e che, come i giudici del Riesame e della Cassazione, ha invitato la procura ad indagare sui genitori di Maria in merito agli abusi, ad esprimersi il 16 gennaio 2019.

I giudici del Tribunale del Riesame di Napoli, nell’Ordinanza del 5 giugno 2017, avevano scritto: “Sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per ciò che concerne gli abusi sessuali”.

Mentre i giudici della Corte Suprema di Cassazione nelle motivazioni della sentenza depositate il 19 dicembre 2017: omissione da parte del PM della valutazione probatoria in relazione all’accertata presenza di liquido seminale del padre della vittima sulla maglietta/reperto 27″ eIl pregiudizio aveva ispirato l’indagine e che un “colpevole” era stato suggerito fin dall’inizio dalla madre della bambina che aveva espresso labili sospetti sul Ciocan; che anzi sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali, a) tracce di sperma del padre della bambina erano state rinvenute su una maglietta e sulla copertina del letto; b) per il tenore di alcune conversazioni registrate che facevano trasparire la preoccupazione del padre della bambina, al riguardo; c) la circostanza che l’ultimo rapporto sessuale subito dalla bambina risale al pomeriggio del giorno della sua morte, quando si trovava a casa” Inquietanti sospetti evidenziati nell’ordinanza impugnata gravitanti sul padre della bambina sulla possibilità che l’ultimo rapporto sessuale subito dalla vittima potesse essere collocato in ambito domestico” ecome fossero state trascurate importanti ipotesi investigative e come ci si fosse fidati senza alcun controllo delle dichiarazioni rese da Marius Ungureanu, pur a fronte di elementi preoccupanti quali le tracce di sperma appartenenti al predetto rinvenute su una maglietta e su una copertina sequestrate e il tenore di alcune conversazioni registrate”.