MORTE DI ANNAMARIA SORRENTINO, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: ANCORA PUBBLICITA’ OCCULTA A CHI L’HA VISTO? E INACCETTABILI PARALLELISMI DA GIUSTIZIALISTI TRA DUE VICENDE NON CONNESSE

Ursula Franco è medico e criminologo, è allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis (una tecnica di analisi di interviste ed interrogatori), si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari. È stata consulente dell’avvocato Giuseppe Marazzita, difensore di Michele Buoninconti; è consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, difensore di Daniel Ciocan; ha fornito una consulenza ai difensori di Stefano Binda dopo la condanna in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi. Binda, il 24 luglio 2019, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Dall’ottobre scorso, la Franco è consulente di Paolo Foresta, che è difeso dall’avvocato Giovanni Pellacchia.

Le Cronache Lucane, 27 febbraio 2020

Il 19 febbraio il programma di RAI3 Chi l’ha visto? ha mandato in onda un video di una colluttazione tra due coniugi sordomuti mentre la conduttrice si interfacciava in studio con i parenti di Annamaria Sorrentino. Pubblichiamo alcuni stralci dei commenti di Gian Pietro Fiore e Federica Sciarelli:

Fiore: C’è un collegamento con… infatti apprezzo molto il collegamento con i familiari di Annamaria perché appunto c’è un collegamento e loro che ora stanno vedendo questo video possono immaginare il perché… Perché nella chat gli amici di queste persone che si vedono nella chat sono amici di Paolo.

Sciarelli: Fa impressione, vi ricorda Annamaria che, insomma, è caduta di sotto ma voi al suicidio non ci avete mai creduto.

Sciarelli: Abbiamo associato questa storia perché la chat dei sordomuti è la stessa. Fiore: L’aggressore, la vittima sono amici di Paolo Foresta, che è totalmente estraneo, ovviamente, alla vicenda, però il modus operandi mi sembra molto simile alla triste vicenda di Annamaria.

Sciarelli: Io lo so che voi state ragionando anche su Annamaria, no che dice: “E’ caduta, ho cercato di fermarla, è caduta!”, ci sono delle cose che fanno impressione, Paolo foresta non c’entra niente con questa storia… però sembra un copione già visto anche questo…. Sembra un copione già visto perché quando vi mostrammo la fotografia di Annamaria Sorrentino con la mano fasciata Paolo Foresta ci disse: “Io non l’ho picchiata è lei che ha picchiato me”.

Ieri, sono andate in onda le interviste ai protagonisti del video e i riferimenti al caso Foresta/Sorrentino non sono mancati.

Sciarelli: Allora Gian Pietro, quando tu hai avuto il video hai collegato subito i due casi.

– Dottoressa Franco, vuole commentare?

E’ inaccettabile. Paolo non ha ucciso Annamaria, la Sorrentino è caduta da sola ma ormai da mesi il povero Paolo è vittima di un disgustoso processo mediatico messo in piedi da soggetti privi di competenze in campo criminologico che tentano di riscrivere i fatti relativi alla morte di sua moglie. Peraltro la Sciarelli continua a fare pubblicità occulta ad un giornaletto che della mistificazione dei fatti relativi ai casi giudiziari ha fatto la sua bandiera. Proprio ieri ha detto: “Anche noi ci siamo stupiti di questo video che per caso è arrivato nelle nostre mani grazie a Gian Pietro Fiore, il collega di GIALLO” e “tu hai anche, avete pubblicato su GIALLO delle fotografie”.

Durante la puntata del 19 febbraio:

Sciarelli: Mi sposto perché c’è un collega con noi che si chiama Gian Pietro Fiore di GIALLO, che è seduto qui con me.

Fiore: Oltre a darlo anche alla redazione di GIALLO, ai colleghi di GIALLO.

Sciarelli: Ringrazio il collega di GIALLO.

Già il 18 settembre 2019, Federica Sciarelli, mentre parlava con i parenti di Annamaria Sorrentino, aveva detto: “Io volevo dire una cosa, il SETTIMANALE GIALLO, che si sta occupando del caso di Annamaria, ha in copertina una NOTIZIA MOLTO FORTE, voi non l’avete potuto vedere, abbiamo l’ANTICIPAZIONE, diciamo, GIA’ USCITO QUI A ROMA: “Suo marito la picchiò mentre era incinta e lei perse il bambino” e insomma un titolo, una notizia forte di GIALLO, di questo SETTIMANALE che sta seguendo appunto la storia di Annamaria”; la Sciarelli ha poi mostrato la copertina del settimanale.

Il 25 settembre 2019, Federica Sciarelli, mentre interrogava il marito di Annamaria Sorrentino, Paolo Foresta: “Senti, sul SETTIMANALE (…) ascolta una cosa Paolo, il SETTIMANALE GIALLO pubblica un tuo messaggio, il MESSAGGIO SHOCK inviato dal marito, lo pubblica GIALLO, in cui tu dici (…)”; al contempo è stata mandata in onda una foto di un articolo del settimanale sul caso in questione.

Il 9 ottobre, sempre nell’ambito di un disgustoso processo al Foresta che si sta tenendo da mesi nello studio di Chi l’ha visto?, la conduttrice aveva detto: “Senti Paolo, c’è un… non so se l’hai vista, la copertina del SETTIMANALE GIALLO, c’è un articolo di Giampietro Fiore cheee…. che dice una cosa terribile cioè che tu avresti, quella notte, cercato di violentare tua moglie, non so se possiamo fargliela vedere la copertina di Giallo a Paolo perché questo c’è scritto, cioè che quella notte, la notte prima, poi ci sono stati altri litigi, eccola qua: PRIMA DI MORIRE ERA FUGGITA DAL MARITO CHE VOLEVA ABUSARE DI LEI. Tu volevi abusare di tua moglie?”.

L’autoregolamentazione della televisione pubblica ed il codice deontologico dei giornalisti vieta ai conduttori di fare pubblicità occulta nei loro programmi. Mi astengo dal giudicare i discutibili contenuti del settimanale, mi chiedo invece se sia lecito promuovere, peraltro con incredibile enfasi, un giornaletto come “Giallo” in una trasmissione di RAI3 senza l’avviso proprio dei messaggi promozionali”.

MORTE DI ANNAMARIA SORRENTINO, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: PUBBLICITA’ OCCULTA A CHI L’HA VISTO? E PARALLELISMI TRA DUE VICENDE NON CONNESSE

Ursula Franco è medico e criminologo, è allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis (una tecnica di analisi di interviste ed interrogatori), si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari. È stata consulente dell’avvocato Giuseppe Marazzita, difensore di Michele Buoninconti; è consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, difensore di Daniel Ciocan; ha fornito una consulenza ai difensori di Stefano Binda dopo la condanna in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi. Binda, il 24 luglio 2019, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Dall’ottobre scorso, la Franco è consulente di Paolo Foresta, che è difeso dall’avvocato Giovanni Pellacchia.

Le Cronache Lucane, 20 febbraio 2020

Il team difensivo del Foresta, che ha recentemente acquisito l’ingegnere Luigi Cocozza, si è riunito ieri a Roma, presente anche il collaboratore del Cocozza, l’ingegnere Giuseppe Caprio.

Ieri il programma di RAI3 Chi l’ha visto? ha mandato in onda un video di una colluttazione tra due coniugi sordomuti mentre la conduttrice si interfacciava in studio con i parenti della Sorrentino. Pubblichiamo alcuni stralci dei commenti di Gian Pietro Fiore e Federica Sciarelli:

Fiore: C’è un collegamento con… infatti apprezzo molto il collegamento con i familiari di Annamaria perché appunto c’è un collegamento e loro che ora stanno vedendo questo video possono immaginare il perché… Perché nella chat gli amici di queste persone che si vedono nella chat sono amici di Paolo.

Sciarelli: Fa impressione, vi ricorda Annamaria che, insomma, è caduta di sotto ma voi al suicidio non ci avete mai creduto.

Sciarelli: Abbiamo associato questa storia perché la chat dei sordomuti è la stessa.

Fiore: L’aggressore, la vittima sono amici di Paolo Foresta, che è totalmente estraneo, ovviamente, alla vicenda, però il modus operandi mi sembra molto simile alla triste vicenda di Annamaria.

Sciarelli: Io lo so che voi state ragionando anche su Annamaria, no che dice: “E’ caduta, ho cercato di fermarla, è caduta!”, ci sono delle cose che fanno impressione, Paolo foresta non c’entra niente con questa storia… però sembra un copione già visto anche questo…. Sembra un copione già visto perché quando vi mostrammo la fotografia di Annamaria Sorrentino con la mano fasciata Paolo Foresta ci disse: “Io non l’ho picchiata è lei che ha picchiato me”.

– Dottoressa Franco, che può dirci?

Sono basita, è stato un continuo ed inaccettabile “lanciare il sasso e nascondere la mano” nel tentativo di scatenare l’opinione pubblica contro il Foresta. Paolo non ha ucciso Annamaria, la Sorrentino è caduta da sola ma ormai da mesi il povero Paolo è vittima di un disgustoso processo mediatico messo in piedi da soggetti privi di competenze in campo criminologico che tentano di riscrivere i fatti relativi alla morte della moglie.

Peraltro la Sciarelli continua a fare pubblicità occulta ad un giornaletto che della mistificazione dei fatti relativi ai casi giudiziari ha fatto la sua bandiera. Questi stralci sono relativi alla puntata di ieri:

Sciarelli: Mi sposto perché c’è un collega con noi che si chiama Gian Pietro Fiore di GIALLO, che è seduto qui con me.

Fiore: Oltre a darlo anche alla redazione di GIALLO, ai colleghi di GIALLO.

Sciarelli: Ringrazio il collega di GIALLO.

Già il 18 settembre 2019, Federica Sciarelli, mentre parlava con i parenti di Annamaria Sorrentino, aveva detto: “Io volevo dire una cosa, il SETTIMANALE GIALLO, che si sta occupando del caso di Annamaria, ha in copertina una NOTIZIA MOLTO FORTE, voi non l’avete potuto vedere, abbiamo l’ANTICIPAZIONE, diciamo, GIA’ USCITO QUI A ROMA: “Suo marito la picchiò mentre era incinta e lei perse il bambino” e insomma un titolo, una notizia forte di GIALLO, di questo SETTIMANALE che sta seguendo appunto la storia di Annamaria”; la Sciarelli ha poi mostrato la copertina del settimanale.

Mentre il 25 settembre 2019, Federica Sciarelli, mentre interrogava il marito di Annamaria Sorrentino, Paolo Foresta: “Senti, sul SETTIMANALE (…) ascolta una cosa Paolo, il SETTIMANALE GIALLO pubblica un tuo messaggio, il MESSAGGIO SHOCK inviato dal marito, lo pubblica GIALLO, in cui tu dici (…)”; al contempo è stata mandata in onda una foto di un articolo del settimanale sul caso in questione.

Il 9 ottobre, sempre nell’ambito di un disgustoso processo al Foresta che si sta tenendo da settimane nello studio di Chi l’ha visto?, la conduttrice aveva detto: “Senti Paolo, c’è un… non so se l’hai vista, la copertina del SETTIMANALE GIALLO, c’è un articolo di Giampietro Fiore cheee…. che dice una cosa terribile cioè che tu avresti, quella notte, cercato di violentare tua moglie, non so se possiamo fargliela vedere la copertina di Giallo a Paolo perché questo c’è scritto, cioè che quella notte, la notte prima, poi ci sono stati altri litigi, eccola qua: PRIMA DI MORIRE ERA FUGGITA DAL MARITO CHE VOLEVA ABUSARE DI LEI. Tu volevi abusare di tua moglie?”.

L’autoregolamentazione della televisione pubblica ed il codice deontologico dei giornalisti vieta ai conduttori di fare pubblicità occulta nei loro programmi. Mi astengo dal giudicare i discutibili contenuti del settimanale, mi chiedo invece se sia lecito promuovere, peraltro con incredibile enfasi, un giornaletto come “Giallo” in una trasmissione di RAI3 senza l’avviso proprio dei messaggi promozionali”.

CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: LA STAMPA SPAZZATURA E’ NEMICA DELLA VERITA’ E DEI FAMILIARI DI ANNAMARIA SORRENTINO, PAOLO FORESTA NON HA UCCISO SUA MOGLIE

Ursula Franco è medico e criminologo, è allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis (una tecnica di analisi di interviste ed interrogatori), si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari. È stata consulente dell’avvocato Giuseppe Marazzita, difensore di Michele Buoninconti; è consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, difensore di Daniel Ciocan; ha fornito una consulenza ai difensori di Stefano Binda dopo la condanna in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi. Binda, il 24 luglio 2019, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Dall’ottobre scorso, la Franco è consulente di Paolo Foresta, che è difeso dall’avvocato Giovanni Pellacchia. 

Nel team difensivo del Foresta è anche l’ingegnere Luigi Cocozza che ieri ha preso parte alle operazioni peritali sui dispositivi elettronici sequestrati durante l’inchiesta relativa alla morte della Sorrentino. I tre professionisti sono pronti a dare battaglia.

Le Cronache Lucane, 31 gennaio 2020

Nel pomeriggio del 16 agosto 2019, Annamaria Sorrentino è caduta dal terrazzo di un appartamento in affitto al secondo piano di una palazzina di Tropea. La ragazza è morta due giorni dopo in un ospedale di Catanzaro. I testimoni hanno riferito agli inquirenti che si è trattato di un gesto volontario. Gli inquirenti hanno indagato inizialmente per istigazione al suicidio, al momento il marito di Annamaria è indagato per omicidio preterintenzionale.

Avvocato Giovanni Pellacchia: “La falsa democrazia dello spettacolo non ha pietà: è capace di calpestare il codice di procedura penale, è un “grande fratello” dove la spettacolarizzazione viola Convenzioni Internazionali come quella dei Diritti dell’Uomo.
Io non mi arrendo, continuo a credere in una giustizia non perbenista ma onesta e dimostreremo che il giustizialismo non può offendere la Giustizia Vera”.

Criminologa Ursula Franco: “L’indagine per omicidio preterintenzionale nei confronti di Paolo Foresta è un atto dovuto. I testimoni hanno confermato che nessuno spinse Annamaria e le loro dichiarazioni sono insuperabili. I fatti non si possono cambiare a posteriori per accontentare i familiari e la becera opinione pubblica. La stampa spazzatura è nemica della verità e dei familiari delle vittime di suicidi e morti accidentali perché, facendogli credere che ci sia un omicida da punire, non li aiuta a rielaborare il lutto, ma li incapsula in una vita di odio e di rabbia”. 

Qualche tempo fa, Gaetano, un amico di Paolo Foresta e Annamaria Sorrentino, testimone della caduta di Annamaria, ha dichiarato: 

“Ciao. Buonasera a tutti del gruppo. Paolo ha un po’ sbagliato a rilasciare delle interviste, le cose vengono travisate e ingigantite. La mamma di Annamaria non gli crede ed è apparsa più volte in video. Questo è un problema che riguarda solo loro (…) Noi testimoni, che abbiamo visto come si sono svolti i fatti, racconteremo in tribunale ciò che sappiamo, poi ci sarà un responso ma nessuno andrà in prigione, nessuno l’ha spinta, dico la verità, nessuno. Dico la verità, nessuno l’ha spinta. Spero abbiate capito. Un bacio a tutti”

Riportiamo l’intervista rilasciata a “Chi l’ha visto?” dal vicino che vide Annamaria Sorrentino precipitare:

– Ci racconta cosa ha visto il giorno in cui Annamaria Sorrentino è precipitata dal balcone?

Io mi trovavo sulla veranda, lì a casa al mare, dove stavamo mangiando io, mia moglie e i figli, di cui io sentivo degli stril.., cioè degli strilli, parlare in maniera molto animata, allora mi son alzato per andare a vedere, vedevo queste persone che si strattonavano sul balcone, si strattonavano sul balcone mentre mi avvicinavo allora poi sono entrate dentro, non capivo quello che loro dicevano e di conseguenza dico a mia moglie: “Io vado per dirgli state calmi, non ricominciate!”, perché vedevo che c’era una… una discussione molto animata, sono entrato dentro l’appartamento, son passate neanche 30 secondi, io lentamente, nel riflettere di quello che devo fare per andare da loro, di colpo vedo questa ragazza che esce fuori dalla stanza come un proiettile, ma una velocità enorme di cui arriva alla staccionata del balcone e io la vedo che le cerca di… fermarsi ma arrivando in al… cioè molto veloce, non riuscendo a fermarsi, si è capovolta.

– Ha visto se c’era qualcuno che la stava inseguendo?

Dietro non la seguiva nessuno.

– Non la insegue nessuno.

No. E’ uscita da sola in maniera cioè impressionante dalla velocità che aveva preso.

– Quando dice che la discussione che c’era nella terrazza, stavano pranzando lì quindi secondo lei?

Se stavano pranzando non lo so, perché, com’era la situazione mia, io ero un piano più basso rispetto a loro però ero nella palazzina di fronte quindi c’era una leggera visuale.

Sono entrati tutti insieme e poi in un… come gli ripeto, come un proiettile è uscita dalla camera dalla stanza.

MORTE DI ANNAMARIA SORRENTINO, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: DUE TESTIMONI CI CONFERMANO CHE NESSUNO SPINSE ANNAMARIA, C’E’ POCO DA FARE

Nel pomeriggio del 16 agosto 2019 Annamaria Sorrentino è caduta dal terrazzo di un appartamento in affitto al secondo piano di una palazzina di Tropea, la ragazza è morta due giorni dopo in un ospedale di Catanzaro. I testimoni hanno riferito agli inquirenti che si è trattato di un gesto volontario. Gli inquirenti hanno indagato inizialmente per istigazione al suicidio, al momento il marito di Annamaria è indagato per omicidio preterintenzionale.

Le Cronache Lucane, 15 gennaio 2020

Dall’ottobre scorso, la criminologa Ursula Franco è consulente di Paolo Foresta, che è difeso dall’avvocato Giovanni Pellacchia. Del team difensivo fa parte anche l’ingegner Luigi Cocozza.

La criminologa Franco, sentita subito dopo l’intervista a Paolo Foresta a Chi l’ha visto? del 15 gennaio 2020, ha dichiarato: “Invece di ricamare sul nulla leggetevi le dichiarazioni dei testimoni, i fatti non si possono cambiare a posteriori. Due testimoni ci confermano che nessuno spinse Annamaria, c’è poco da fare.

Qualche tempo fa, Gaetano, un amico di Paolo Foresta e Annamaria Sorrentino, testimone della caduta di Annamaria, ha dichiarato: 

“Ciao. Buonasera a tutti del gruppo. Paolo ha un po’ sbagliato a rilasciare delle interviste, le cose vengono travisate e ingigantite. La mamma di Annamaria non gli crede ed è apparsa più volte in video. Questo è un problema che riguarda solo loro (…) Noi testimoni, che abbiamo visto come si sono svolti i fatti, racconteremo in tribunale ciò che sappiamo, poi ci sarà un responso ma nessuno andrà in prigione, nessuno l’ha spinta, dico la verità, nessuno. Dico la verità, nessuno l’ha spinta. Spero abbiate capito. Un bacio a tutti”

Riportiamo l’intervista rilasciata a “Chi l’ha visto?” dal vicino che vide Annamaria Sorrentino precipitare:

– Ci racconta cosa ha visto il giorno in cui Annamaria Sorrentino è precipitata dal balcone?

Io mi trovavo sulla veranda, lì a casa al mare, dove stavamo mangiando io, mia moglie e i figli, di cui io sentivo degli stril.., cioè degli strilli, parlare in maniera molto animata, allora mi son alzato per andare a vedere, vedevo queste persone che si strattonavano sul balcone, si strattonavano sul balcone mentre mi avvicinavo allora poi sono entrate dentro, non capivo quello che loro dicevano e di conseguenza dico a mia moglie: “Io vado per dirgli state calmi, non ricominciate!”, perché vedevo che c’era una… una discussione molto animata, sono entrato dentro l’appartamento, son passate neanche 30 secondi, io lentamente, nel riflettere di quello che devo fare per andare da loro, di colpo vedo questa ragazza che esce fuori dalla stanza come un proiettile, ma una velocità enorme di cui arriva alla staccionata del balcone e io la vedo che le cerca di… fermarsi ma arrivando in al… cioè molto veloce, non riuscendo a fermarsi, si è capovolta.

– Ha visto se c’era qualcuno che la stava inseguendo?

Dietro non la seguiva nessuno.

– Non la insegue nessuno.

No. E’ uscita da sola in maniera cioè impressionante dalla velocità che aveva preso.

– Quando dice che la discussione che c’era nella terrazza, stavano pranzando lì quindi secondo lei?

Se stavano pranzando non lo so, perché, com’era la situazione mia, io ero un piano più basso rispetto a loro però ero nella palazzina di fronte quindi c’era una leggera visuale.

Sono entrati tutti insieme e poi in un… come gli ripeto, come un proiettile è uscita dalla camera dalla stanza.

MORTE DI ANNAMARIA SORRENTINO, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: LETTERA APERTA A FEDERICA SCIARELLI

Dr. Ursula Franco

Ursula Franco è medico e criminologo, è allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis (una tecnica di analisi di interviste ed interrogatori), si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari. È stata consulente dell’avvocato Giuseppe Marazzita, difensore di Michele Buoninconti; è consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, difensore di Daniel Ciocan; ha fornito una consulenza ai difensori di Stefano Binda dopo la condanna in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi. Binda, il 24 luglio 2019, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Dall’ottobre scorso, la Franco è consulente di Paolo Foresta, che è difeso dall’avvocato Giovanni Pellacchia.

Le Cronache Lucane, 14 gennaio 2020

Gentile Federica Sciarelli,

in vista della puntata di mercoledì, la invito a moderare i toni riguardo al signor Paolo Foresta, marito della povera Annamaria Sorrentino. Prima di esprimervi sul caso ascoltate nuovamente l’intervista che vi ha rilasciato il marito della dottoressa che per prima soccorse Annamaria, un’intervista che prova senza ombra di dubbio che Annamaria fece tutto da sola. Non c’è modo di cambiare i fatti relativi ad un caso giudiziario. Le cose accadute sono immarcescibili. Chi falsifica o dissimula non è paladino di una nobile causa ma nemico della verità e della giustizia. Ve lo dico non solo per Paolo Foresta ma anche per i familiari di Annamaria. Non esistono verità di comodo, in un caso giudiziario esiste solo la verità dei fatti. Troppe volte avete lasciato credere ai familiari di soggetti che si sono suicidati o a quelli di vittime di morte accidentale che ci fosse un omicida da punire. Mi riferisco alla morte di Sissy Trovato Mazza, Mario Biondo, Licia Gioia, Mattia Mingarelli e a quella di Elena Ceste. Nel caso Ceste siete complici di un grossolano errore giudiziario, in altri casi avete impedito ai familiari dei deceduti di elaborare il lutto e li avete costretti ad una vita di odio e di rabbia. Inventarsi un omicidio non è indolore per nessuno, in caso di archiviazione, i familiari del deceduto non riusciranno a farsene una ragione; in caso di condanna, un innocente pagherà per un omicidio mai avvenuto.

In fede

Ursula Franco, consulente della difesa di Paolo Foresta 

CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: I PROGRAMMI TV CHE TRATTANO I CASI GIUDIZIARI SONO DISEDUCATIVI PERCHE’ LASCIANO PASSARE IL MESSAGGIO CHE SIA ACCETTABILE FALSIFICARE

Dr. Ursula Franco

Vi spiego come funziona il processo mediatico: i Media creano un’onda colpevolista o un’onda innocentista sulla base di dissimulazione e falsificazione e tutti gli incompetenti ed i pigri salgono sul carro dei consensi. Consensi, non verità.

Ursula Franco è medico e criminologo, è allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis (una tecnica di analisi di interviste ed interrogatori), si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari. È stata consulente dell’avvocato Giuseppe Marazzita, difensore di Michele Buoninconti; è consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, difensore di Daniel Ciocan; ha fornito una consulenza ai difensori di Stefano Binda dopo la condanna in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi. Binda, il 24 luglio 2019, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Dall’ottobre scorso, la Franco è consulente di Paolo Foresta, che è difeso dall’avvocato Giovanni Pellacchia.

Le Cronache Lucane, 13 gennaio 2020

– Dottoressa Franco, da ormai da 5 anni, la sua è una voce fuori dal coro, può dirci che cosa pensa del fenomeno dei processi mediatici?

I processi mediatici sono un’onta per il nostro paese. I programmi televisivi continuano a lasciar passare il messaggio che sia accettabile falsificare per quella che loro ritengono una nobile causa mentre invece si tratta di corruzione bella e buona. Il desiderio popolare di vendetta agisce su inquirenti, consulenti e giudici al pari di una pressione idraulica e ha costi umani ed economici inauditi. Questa pressione induce gli inquirenti ad indagare su ipotesi errate e/o su soggetti estranei ai fatti, i consulenti a falsificare e i giudici pigri a condannare degli innocenti. Un’ecatombe. I protagonisti delle trasmissioni televisive che hanno fatto della falsificazione e dell’istigazione al giustizialismo la loro bandiera andrebbero tutti indagati per intralcio alla giustizia.

– Possibile che certi protagonisti delle trasmissioni televisive, pur essendo consapevoli di dissimulare e/o falsificare, non provino senso di colpa?

Alcuni sono psicopatici e sono interessati solo al proprio tornaconto economico ed al consenso; altri non provano senso di colpa perché si auto convincono che sia lecito mentire per quella che ritengono una nobile causa mentre invece, lo ripeterò in eterno, l’unica nobile causa è la verità. 

– Possibile che gli italiani non siano ancora stanchi di essere presi in giro?

Evidentemente no, soprattutto perché quei programmi tv forniti di una “bella” pagina su Facebook, dopo averli manipolati a dovere, gli danno la possibilità di esprimersi sui casi giudiziari facendoli sentire protagonisti. 

– Dottoressa, concluda lei.

L’indignazione dell’opinione pubblica è un’arma potente ma a doppio taglio, è sì capace di far riaprire procedimenti ormai chiusi ma anche di far condannare dei soggetti innocenti ed è utilizzata sempre più spesso da chi mostra sprezzo per la verità e ritiene che la parola “vendetta” sia un sinonimo di “giustizia”. 

MORTE DI ANNAMARIA SORRENTINO, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: NON E’ OMICIDIO PRETERINTENZIONALE

Nel pomeriggio del 16 agosto 2019 Annamaria Sorrentino è caduta dal terrazzo di un appartamento in affitto al secondo piano di una palazzina di Tropea, la ragazza è morta due giorni dopo in un ospedale di Catanzaro. I testimoni hanno riferito agli inquirenti che si è trattato di un gesto volontario. Gli inquirenti hanno indagato inizialmente per istigazione al suicidio, al momento il marito di Annamaria è indagato per omicidio preterintenzionale.

Le Cronache Lucane, 10 gennaio 2020

Abbiamo intervistato la criminologa Ursula Franco, nota soprattutto per le sue competenze in tema di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi, che, da qualche mese, è consulente dell’avvocato Giovanni Pellacchia del foro di Roma, difensore di Paolo Foresta. 

La Franco è stata la consulente dell’avvocato Giuseppe Marazzita nel caso Ceste; è stata poi consulente degli avvocati Esposito e Martelli, difensori di Stefano Binda. Binda, dopo essere stato condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi, il 24 luglio scorso è stato assolto per non aver commesso il fatto; è consulente dell’avvocato Salvatore Nicola Verrillo, difensore di Daniel Petru Ciocan che da più di 3 anni è indagato per violenza e omicidio dalla Procura di Benevento nel caso Ungureanu, nonostante il Tribunale del Riesame di Napoli e i giudici della Suprema Corte di Cassazione abbiano dato ragione alla difesa su tutta la linea ed abbiano soprattutto invitato gli inquirenti ad indagare sui genitori di Maria in merito agli abusi. 

– Dottoressa Franco, il capo di imputazione è cambiato da Istigazione al suicidio a Omicidio preterintenzionale e Paolo Foresta è indagato, che può dirci?

Posso dirle che la verità è che Annamaria Sorrentino ha fatto tutto da sola e che i fatti accaduti sono immarcescibile, ovvero non cambiano con il passare del tempo. Annamaria ha scavalcato il parapetto ed è caduta, così come è stato riferito dai testimoni. È ai fatti e alle dichiarazioni dei presenti che bisogna attenersi, non a ciò che credono o meno i familiari di Annamaria o a ciò che sperano tanti giustizialisti che preferiscono il palcoscenico alla verità. 

– Può riportarci il contenuto di una testimonianza che scagiona Paolo Foresta?

Certamente, il vicino di casa, il marito della dottoressa che per prima soccorse Annamaria ha dichiarato a “Chi l’ha visto?”: “(…) vedo questa ragazza che esce fuori dalla stanza come un proiettile, ma una velocità enorme di cui arriva alla staccionata del balcone e io la vedo che le cerca di… fermarsi ma arrivando in al… cioè molto veloce, non riuscendo a fermarsi, si è capovolta. Dietro non la seguiva nessuno. E’ uscita da sola in maniera cioè impressionante dalla velocità che aveva preso.”

Vi ricordiamo che la difesa di Paolo Foresta già il 17 ottobre 2019 ha depositato una Memoria relativa alle problematiche che possono insorgere nel caso di testimoni e indagati sordi. Infatti, in questi casi, il superamento dell’ostacolo linguistico avviene attraverso il contributo di un interprete capace di “tradurre” in parole la lingua dei segni e, se da un lato, la traduzione in parole è la realizzazione concreta del diritto all’assistenza linguistica di un sordo, dall’altro, la “traduzione” della lingua dei segni in italiano non rappresenta una “traduzione” alla lettera di ciò che il soggetto sordo intendeva comunicare, ma è invece il frutto di una interpretazione personale di chi “traduce” in parole la lingua dei segni e viceversa, pertanto, quand’anche l’interprete possegga adeguate competenze, il fatto che si debba far affidamento su una sua “interpretazione” non può che rappresentare un limite della garanzia del diritto di un soggetto “sordo” all’assistenza linguistica, limite che occorre valutare con attenzione quando ci si trovi a trarre conclusioni sul contenuto della “traduzione”, in quanto, come già detto in precedenza, la “traduzione” è solo il frutto di un’interpretazione.

ESCLUSIVA, MORTE DI ANNAMARIA SORRENTINO: LA DIFESA DEPOSITA UNA MEMORIA

Nel pomeriggio del 16 agosto 2019 Annamaria Sorrentino è caduta dal terrazzo di un appartamento in affitto al secondo piano di una palazzina di Tropea, la ragazza è morta due giorni dopo in un ospedale di Catanzaro. Gli unici testimoni, ovvero i quattro amici e il marito di Annamaria, Paolo Foresta, hanno riferito agli inquirenti che si è trattato di un gesto volontario. Paolo Foresta non è indagato, ma è stato semplicemente sentito in Procura come persona informata sui fatti. E’ aperta invece un’indagine per istigazione al suicidio contro ignoti. 

Le Cronache Lucane, 17 ottobre 2019

Il Collegio difensivo del Foresta è composto dall’avvocato romano Giovanni Pellacchia e dalla criminologa Ursula Franco che da anni si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari.

Questa mattina l’avvocato Pellacchia ha depositato in Procura (Tribunale Penale di Vibo Valentia) una Memoria. Ne abbiamo parlato con la criminologa Franco che fa parte del team difensivo di Paolo Foresta.

– Dottoressa Franco, sappiamo che recentemente ha dichiarato a Michela Becchiu di UrbanPost: «È difficile accettare che un familiare si sia tolto la vita, è più facile cercare un capro espiatorio. La verità è che Annamaria Sorrentino si è tolta la vita. Il racconto di Paolo Foresta relativo alla caduta è credibile, e sono convinta che Annamaria abbia scavalcato il parapetto e sia poi caduta, così come riferito dal Foresta. Non ho ancora avuto accesso alle dichiarazioni rilasciate in procura dai presenti, pertanto non so esattamente che cosa abbiano visto, ma di sicuro non hanno visto Paolo gettare Annamaria dal terrazzo, né picchiarla, perché così non è stato. La povera Annamaria ha fatto tutto da sola e Paolo non è riuscito a salvarla. È ai fatti e alle dichiarazioni dei presenti che bisogna attenersi, non a ciò che credono o meno i familiari di Annamaria. E’ stato montato un caso sulla base del nulla, non è il primo e non sarà l’ultimo, purtroppo», può rivelarci a grandi linee il contenuto della memoria difensiva?

La nostra memoria difensiva affronta le problematiche relative al superamento dell’ostacolo linguistico nel caso a rilasciare dichiarazioni sia un soggetto sordo. Abbiamo poi trattato il problema della “contaminazione” di un interrogatorio e il tema della rievocazione delle tracce mnestiche.

– Dottoressa Franco, conoscendola, sappiamo quanto lei sia attenta al come viene sentito un soggetto informato sui fatti o un indagato, è facile inferire che le problematiche in caso di sordità siano maggiori, può spiegarci meglio quali sono?

In ambito giuridico, in caso di testimoni o indagati sordi, il superamento dell’ostacolo linguistico avviene attraverso il contributo di un interprete capace di “tradurre” in parole la lingua dei segni e, se da un lato, la traduzione in parole è la realizzazione concreta del diritto all’assistenza linguistica di un sordo, dall’altro, la “traduzione” della lingua dei segni in italiano non rappresenta una “traduzione” alla lettera di ciò che il soggetto sordo intendeva comunicare, ma è invece il frutto di una interpretazione personale di chi “traduce” in parole la lingua dei segni e viceversa, pertanto, quand’anche l’interprete possegga adeguate competenze, il fatto che si debba far affidamento su una sua “interpretazione” non può che rappresentare un limite della garanzia del diritto di un soggetto “sordo” all’assistenza linguistica, limite che occorre valutare con attenzione quando ci si trovi a trarre conclusioni sul contenuto della “traduzione”, in quanto, come già detto in precedenza, la “traduzione” è solo il frutto di un’interpretazione.

– E invece relativamente al rischio di “contaminazione” dell’interrogatorio?

Come ormai sapete, nell’analisi di un interrogatorio, le domande non sono meno importanti delle risposte, ed è proprio l’analisi delle domande che permette di escludere una “contaminazione” da parte di chi interroga. In questo caso il rischio di “contaminazione” è doppio perché le parole del magistrato sono state “tradotte” nella lingua dei segni da un interprete. 

– In ultimo, quali problemi possono esserci relativamente alla rievocazione dei contenuti mnestici?

In un soggetto che ha assistito ad uno o più eventi emozionali, si può produrre un’amnesia di fissazione, ovvero si può avere un’alterazione dei processi di registrazione mnestica che consiste nel blocco della memorizzazione a lungo termine che impedisce ai ricordi, fissati inizialmente nella memoria primaria, di imprimersi in quella secondaria. Questa forma di amnesia, definita psicogena, è un sintomo di facile riscontro in soggetti che abbiano subito uno o più eventi emotivamente stressanti in un tempo limitato ed è spesso la causa delle incongruenze presenti nel loro racconto.

Morte Annamaria Sorrentino, criminologa Ursula Franco a UrbanPost: «La verità è che si è tolta la vita»

Morte Annamaria Sorrentino, il marito della ex Miss morta in vacanza a Tropea, Paolo Foresta, non è indagato ma da diverse settimane è spesso presente in televisione per spiegare la sua versione dei fatti circa la lite furibonda che ha preceduto la caduta della moglie dal balcone lo scorso 16 agosto. La famiglia della ex Miss Campania ha esplicitamente dichiarato a mezzo stampa di nutrire forti dubbi sulla veridicità delle sue parole, reputando sospette le sue versioni, molteplici e discordanti, sulla caduta di Annamaria e il frangente temporale ad essa precedente. L’uomo sostiene infatti si sia suicidata, i familiari della donna negano con forza siffatta ipotesi. Nel ricordare che al momento la magistratura inquirente indaga a carico di ignoti per istigazione al suicidio, UrbanPost ha intervistato la criminologa Ursula Franco, entrata ufficialmente a far parte del team difensivo del signor Paolo Foresta, difeso dall’avvocato Giovanni Pellacchia.

Di Michela Becciu per URBANPOST, 12 ottobre 2019

Abbiamo rivolto alla dottoressa Franco alcune domande sugli aspetti al momento più spinosi e poco chiari relativi alla tragica vicenda, in attesa che le indagini chiariscano meglio la dinamica dei fatti. Così la criminologa ha risposto ai nostri quesiti:

Dottoressa Franco, Paolo Foresta – che non è indagato – è quasi ‘costretto’ ad andare in televisione per difendersi dalle accuse (non poi tanto sottese) che gli vengono rivolte dalla famiglia Sorrentino. Le pregresse violenze (da lui ammesse) ai danni di Annamaria potrebbero avere innescato i forti dubbi nutriti nei suoi confronti circa la sua versione dei fatti? 

«È difficile accettare che un familiare si sia tolto la vita, è più facile cercare un capro espiatorio. La verità è che Annamaria Sorrentino si è tolta la vita».

Sul cadavere di Annamaria, secondo quanto trapelato finora, non sarebbe stata eseguita l’autopsia. Cosa possono dire le ferite esterne sul suo corpo riscontrate (e fotografate) dai familiari durante la sua agonia in ospedale? La donna è caduta di spalle? Fuggiva da qualcuno o il suo è stato un gesto volontario? Che idea si è fatta al riguardo? 

«Quello di Annamaria Sorrentino è stato un gesto volontario. Come sapete io mi occupo di analisi del linguaggio, il racconto di Paolo Foresta è veritiero ed è supportato dalle testimonianze dei presenti, altrettanto veritiere. Salvatore ha sostenuto che Paolo “voleva prenderla, non picchiarla” e Gaetano (amico della coppia tra i presenti in casa al momento dell’accaduto ndr) ha detto: “Paolo ha un po’ sbagliato a rilasciare delle interviste, le cose vengono travisate e ingigantite. La mamma di Annamaria non gli crede ed è apparsa più volte in video, questo è un problema che riguarda solo loro. Le televisioni inventano storie, cercano di indagare, di parlare di vicende che appartengono al passato ma tutto questo non deve interessare, adesso dobbiamo occuparci dell’evento accaduto recentemente. Nessuno andrà in prigione, nessuno l’ha spinta, dico la verità, nessuno. Dico la verità, nessuno l’ha spinta”».

Paolo Foresta e le vacanze programmate insieme all’amante (peraltro suo amico) della propria moglie: una scelta che non ha un senso logico. Le molteplici spiegazioni al riguardo fornite da Foresta in televisione sono state divergenti. Lei ha avuto modo di chiarire con lui questa circostanza?

«All’epoca Paolo Foresta non aveva certezza del tradimento della moglie perché Annamaria continuava a negare questa circostanza».

Il ruolo degli altri presenti in casa al momento della precipitazione di Annamaria: possibile che nessuno abbia visto il momento in cui la donna avrebbe scavalcato il balcone? La famiglia Sorrentino esclude a priori, dalla prima ora, l’ipotesi del suicidio. Secondo lei come sarebbero andate le cose?

«Le ripeto: il racconto di Paolo Foresta relativo alla caduta è credibile, e sono convinta che Annamaria abbia scavalcato il parapetto e sia poi caduta, così come riferito dal Foresta. Non ho ancora avuto accesso alle dichiarazioni rilasciate in procura dai presenti, pertanto non so esattamente che cosa abbiano visto, ma di sicuro non hanno visto Paolo gettare Annamaria dal terrazzo, né picchiarla, perché così non è stato. La povera Annamaria ha fatto tutto da sola e Paolo non è riuscito a salvarla. È ai fatti e alle dichiarazioni dei presenti che bisogna attenersi, non a ciò che credono o meno i familiari di Annamaria. E’ stato montato un caso sulla base del nulla, non è il primo e non sarà l’ultimo, purtroppo».