Criminologa Ursula Franco: non mi spiego il rinvio a giudizio di Francesco Ferrari per omicidio volontario (intervista)

La dottoressa Ursula Franco è da sempre sensibile al tema delle morti accidentali e dei suicidi scambiati per omicidi.

Le Cronache Lucane, 13 dicembre 2018

– Dottoressa Franco, capita sempre più di frequente che a causa della pressione mediatica le procure italiane riaprano casi che avevano in precedenza archiviato come suicidi, cosa ne pensa?

Non posso risponderle in modo generico, ogni caso è un caso a sé e va analizzato nello specifico. Diciamo che recentemente mi sono stupita in almeno tre casi ma soprattutto non mi spiego il rinvio a giudizio di Francesco Ferrari per omicidio volontario. E’ chiaro che quando Licia Gioia è stata attinta dal colpo mortale “non era in una posizione usuale per un soggetto che intenda suicidarsi ma era in una posizione scomoda e innaturale” perché il colpo è partito mentre il Ferrari stava cercando di disarmarla. Lo provano la distanza dalla quale è stato esploso il colpo e le analisi dei tamponi usati per rilevare tracce di polvere da sparo che sono stati eseguiti sulle mani dei due coniugi e che hanno dato esito positivo in entrambi i casi. 

– Quali sono i casi di suicidio più controversi?

Le dietrologie trovano terreno fertile soprattutto nei casi di suicidio per impiccamento incompleto eppure da secoli la casistica insegna che non solo l’omicidio per impiccamento è raro ma non è necessaria la sospensione nel vuoto del corpo perché si arrivi alla morte, insomma si può morire pure impiccandosi alla maniglia di una porta.

– Dottoressa Franco, che significa impiccamento atipico?  

Da un punto di vista medico legale si riconoscono due tipi di impiccamento a seconda della posizione del laccio: un impiccamento tipico, se il nodo corrisponde alla nuca e un impiccamento atipico, se il nodo si trova in posizione laterale o anteriore del collo; il fatto che il nodo sia laterale o anteriore non impedisce l’impiccamento. L’impiccamento atipico rientra tra gli impiccamenti messi in atto allo scopo di suicidarsi e il fatto che sia denominato atipico non lo rende sospetto.

– Che cosa comporta scambiare un suicidio per un omicidio?

Quando è una procura a scambiare un suicidio per un omicidio c’è il rischio che venga commesso un errore giudiziario. Quando invece qualche consulente convince i familiari di un suicida che il loro caro è stato ucciso non fa che impedirgli di elaborare il lutto e li incapsula in una vita di odio e di rabbia nei confronti del soggetto a cui li stessi attribuiscono l’omicidio, un omicidio che in realtà non è mai stato commesso. Pertanto chi li sostiene non gli fa un regalo, non lo fa alla verità e tantomeno alla giustizia.

– Da un punto di vista psicologico dove sta il problema?

I familiari di un suicida non accettano di non aver compreso che il loro caro stesse vivendo un momento difficile e, per liberarsi dal senso di colpa, cercano la via dell’omicidio attribuendolo spesso al coniuge del suicida al quale soprattutto non perdonano di essere sopravvissuto, ciò innesca un processo dove non c’è spazio per la verità e che, sebbene li liberi dal senso di colpa per non aver capito l’entità del disagio del proprio familiare, può condurre ad un errore giudiziario.

– E’ possibile che in questo processo i genitori di un suicida arrivino a dissimulare? 

E’ possibile. Spesso i genitori di chi si suicida dissimulano senza provare vergogna o senso di colpa perché si sentono paladini di una nobile causa e sono forti del sostegno che ottengono dall’opinione pubblica che non vede l’ora di individuare un “mostro” contro cui scagliarsi.

Leggi anche:

Suicidi per impiccamento

Morte di Licia Gioia, rinvio a giudizio di Francesco Ferrari, criminologa Ursula Franco: non è omicidio volontario (intervista)

Annunci

Suicidi per impiccamento

Ho scritto questo articolo perché, soprattutto nei casi di suicidio per impiccamento incompleto, le dietrologie trovano terreno fertile e non solo impediscono ai familiari di elaborare un lutto incapsulandoli in una vita di odio e di rabbia ma producono anche parecchi danni a soggetti estranei ai fatti cui vengono ‘attribuiti’ omicidi mai avvenuti.

Nella pratica medico legale si distinguono due tipi di impiccamento, l’impiccamento completo quando l’individuo è sospeso nel vuoto e l’impiccamento incompleto quando invece il soggetto viene ritrovato in piedi, in ginocchio, seduto o semisdraiato.

Dai tempi dell’impero persiano ad oggi l’impiccamento completo (impiccagione) rappresenta uno dei metodi di esecuzione capitale.

Nell’impiccamento completo la morte interviene per la lussazione dell’articolazione atlanto-epistrofea e susseguente compressione del midollo allungato da parte del dente dell’epistrofeo.

L’impiccamento incompleto è detto alla Condé e può essere sia volontario che accidentale, a volte è secondario ad una pratica autoerotica.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

L’impiccamento produce una perdita immediata della coscienza e una morte rapida anche quando solo una parte del corpo graviti sul laccio, pertanto trovare individui con una corda stretta al collo in piedi, seduti o semidistesi, non esclude questa modalità di morte.

L’impiccamento incompleto, ormai da secoli riconosciuto dalla scienza come pratica suicidiaria, scatena da sempre fantasiose ricostruzioni da parte dei parenti dei suicidi e della stampa che ignorano che, non solo l’omicidio per impiccamento è raro ma non è necessaria la sospensione nel vuoto del corpo perché si arrivi alla morte. Per occludere le vie aeree infatti, è necessario esercitare sul laccio una trazione pari ad 1/3 del peso del corpo mentre una trazione di 3-4 kg è sufficiente ad interrompere la circolazione delle arterie carotidi e una semplice compressione del nervo vago e dei ricettori seno-carotidei può produrre l’arresto immediato del cuore con morte sincopale per inibizione riflessa. 

L’omicidio per impiccamento è raro e generalmente attuato in persone colte di sorpresa o in precedenza stordite. Un’analisi accurata dei luoghi e del cadavere permettono di capire se si tratti di omicidio o di suicidio. In caso di omicidio si riscontreranno sia sulla scena del crimine che sul cadavere i segni di una colluttazione, mentre in caso di suicidio potrebbero essere visibili sul defunto precedenti tentativi di togliersi la vita quali tagli all’altezza dei polsi.

Nel caso un cadavere venga sospeso per simulare un suicidio saranno assenti le lesioni vitali (ecchimosi ed emorragie) in corrispondenza dei tessuti profondi del collo e del solco prodotto dal laccio e, nel caso la sospensione del cadavere avvenga tardivamente, saranno visibili ipostasi in posizioni incompatibili con la dinamica suicidiaria. Naturalmente, in caso di simulazione saranno invece presenti segni indicativi di un’altra modalità di morte.

E’ chiaro che, in caso di messinscena (staging), difficilmente l’autore dell’omicidio simulerà un impiccamento incompleto alla Condé ma opterà invece per lo staging di un impiccamento completo.

La morte da impiccamento è ascrivibile ad un fattore asfittico, ad un fattore circolatorio e ad un fattore neuro vegetativo.

  • Fattore asfittico: il laccio, in genere posto nello spazio tiro-joideo, sposta indietro ed in alto l’osso joide e la base della lingua che premendo contro il palato ed il faringe provoca l’occlusione delle vie aeree. Solo nel caso in cui intervenga il fattore asfittico possono manifestarsi convulsioni asfittiche terminali.
  • Fattore circolatorio: l’interruzione del circolo sanguigno a livello delle arterie carotidi che si trovano ai lati del collo (3,5 kg) ed eventualmente delle arterie vertebrali (16,6 kg) produce un’ischemia cerebrale con perdita immediata della coscienza. La chiusura delle giugulari causa invece una stasi venosa acuta del territorio cefalico che produce un’edema.
  • Fattore neuro vegetativo: un’intensa stimolazione del nervo vago, che decorre verticalmente nel fascio vascolonervoso del collo insieme all’arteria carotide anteriormente e alla vena giugulare posteriormente, e dei recettori seno-carotidei può produrre l’arresto immediato del cuore con morte da inibizione riflessa.

Sempre da un punto di vista medico legale si riconoscono due tipi di impiccamento, a seconda della posizione del laccio: un impiccamento tipico, se il nodo corrisponde alla nuca e un impiccamento atipico, se il nodo si trova in posizione laterale o anteriore del collo; il fatto che il nodo sia laterale o anteriore non impedisce l’impiccamento. L’impiccamento atipico rientra tra gli impiccamenti messi in atto allo scopo di suicidarsi e il fatto che sia denominato atipico non lo rende sospetto.

Il segno più caratteristico dell’impiccamento è il solco dovuto alla compressione del laccio sul collo. Il solco può essere molle o duro a seconda della consistenza del laccio. Il solco è obliquo dal basso in alto, ineguale perché più profondo a livello dell’ansa e degradante verso il nodo, discontinuo perché si interrompe a livello del nodo dove la forza di trazione discosta il laccio dalla cute. Nell’impiccamento incompleto in atteggiamento prono il solco può risultare orizzontale.

All’esame medico legale in una vittima di impiccamento, oltre al solco, sono presenti: emorragie nel derma, nel sottocutaneo, nel connettivo interstiziale e nei muscoli cervicali; lacerazione delle fibre dei muscoli del collo; frattura e lussazione dell’osso joide; rottura trasversale dell’intima della carotide comune in prossimità della sua biforcazione (s. di Amussat); ecchimosi nell’avventizia delle carotidi (s. di Friedberg); lacerazione delle fibre nervose del vago (s. di Dotto); ecchimosi retrofaringea o prevertebrale (s. di Brouardel); emorragie sotto il legamento longitudinale anteriore della colonna vertebrale al passaggio dorso-lombare (s. di Simon); cianosi intensa del volto o pallore; presenza di ipostasi nei segmenti distali degli arti e nelle regioni del bacino (ipostasi a mutanda), che possono determinare erezione del pene con emissione di sperma; emorragie puntiformi congiuntivali e enfisema acuto dei polmoni.

Casistica:

Luigi Enrico di Borbone-Condé

Il Duca Luigi Enrico di Borbone-Condé , il 27 agosto 1830 fu trovato impiccato alla «spagnoletta» di una finestra della sua camera da letto nel castello di Saint-Leu, i suoi piedi toccavano terra. Le speculazioni sulla sua morte non mancarono all’epoca come non mancano oggi quando un suicida mette in atto un impiccamento incompleto.

Anna Esposito

Un caso di suicidio per impiccamento incompleto, che per anni ha riempito le pagine di cronaca nera, è stato quello di una dirigente della Digos di Potenza, Anna Esposito, il cui cadavere venne ritrovato impiccato con una cintura di cuoio alla maniglia di una porta del suo appartamento nella caserma Zaccagnino da alcuni colleghi, il 12 marzo 2001. Il primo esame autoptico concluse per un suicidio, un secondo esame autoptico, eseguito nel 2015, dopo la riesumazione del corpo, concluse ancora per un suicidio.

Il 24 marzo del 2017 la Corte di Cassazione ha finalmente rigettato il ricorso proposto dei familiari di Anna Esposito contro il decreto di archiviazione che il giudice delle indagini preliminari di Potenza aveva firmato.

Sia la posizione in cui fu ritrovato il cadavere (semi sospeso), che la frattura dell’osso joide, che la presenza del nodo sul lato destro del collo anteriormente sono compatibili con un suicidio per impiccamento incompleto e atipico, non solo, non sono mai stati raccolti elementi che potessero attribuire una qualche responsabilità all’unico sospettato, il giornalista della Rai, Luigi Di Lauro, legato alla Esposito da una relazione sentimentale.

Robin Williams

L’attore Robin Williams si è suicidato impiccandosi ad una porta con una cintura.

Aaron Hernandez

Il campione di football americano, Aaron Hernandez, si è suicidato a 27 anni impiccandosi con un laccio ricavato dalle lenzuola alle sbarre della finestra della sua cella del Souza-Baranowski Correctional Center, Massachusetts, dove stava scontando una condanna a vita per l’omicidio di Odin Lloyd.

Hernandez, prima di suicidarsi, ha provato a bloccare la porta della sua cella dall’interno e ha versato sapone liquido sul pavimento per ritardare i soccorsi.

David Carradine

L’attore David Carradine è stato trovato impiccato in un hotel di Bangkok il 4 giugno 2009. La sua morte è stata archiviata come impiccamento incompleto accidentale seguito ad una pratica autoerotica.

Mario Biondo

Mario Biondo si è suicidato nella sua abitazione di Madrid nel maggio 2013, a questa conclusione sono giunti i medici legali spagnoli che hanno eseguito il sopralluogo e la prima autopsia sul cadavere del giovane e alla stessa conclusione è giunto il Prof. Paolo Procaccianti che ha eseguito una seconda autopsia disposta dalla Procura di Palermo a seguito della riesumazione. Il Prof. Procaccianti non ha riscontrato sul cadavere di Biondo segni compatibili con uno strangolamento o con una aggressione che possano aver preceduto un eventuale impiccamento ad opera di terzi.

Mario Biondo si è impiccato con una pashmina alla libreria della sua abitazione, come mostrano le foto scattate dagli investigatori spagnoli, nelle foto visibili online, non solo non si notano manomissioni del contenuto degli scaffali ipotizzabili nel caso Mario Biondo fosse stato impiccato post mortem o dopo essere stato stordito, ma si vede il cadavere appeso alla libreria, prova che la stessa ha retto il suo peso, e si notano le gambe distese del povero Biondo, come lo erano nelle foto scattate durante il trasporto del cadavere con una sedia lettiga.

In altre foto, sul collo di Biondo è ben visibile il solco obliquo classico dell’impiccamento, un reperto incompatibile con la fantasiosa ricostruzione che ipotizza che Mario Biondo sia stato prima strangolato e poi impiccato, com’è noto infatti, il reperto tipico dello strangolamento è un solco solitamente orizzontale di profondità uniforme senza discontinuità, discontinuità che invece caratterizza il solco dell’impiccamento e che è presente in questo caso. Se Mario Biondo fosse stato prima strangolato e poi impiccato, solo su un eventuale solco riferibile allo strangolamento sarebbero stati repertati segni di vitalità, quali emorragie ed ecchimosi e non sul solco prodotto dall’impiccamento e nei tessuti profondi del collo in corrispondenza dello stesso, perché l’impiccamento sarebbe intervenuto post mortem.

In merito al solco da impiccamento prodotto da una pashmina (o da una sciarpa di seta), lo stesso non sarà mai largo come la sciarpa stessa perché il peso del corpo non si distribuirà mai uniformemente su tutto lo spessore della pashmina, questo perché alla trazione la pashmina presenterà strisce di tessuto più estroflesse e pertanto il corpo graverà naturalmente sulla superficie più estroflessa di tutte lasciando sul collo un segno di dimensioni inferiori rispetto alla larghezza della sciarpa. 

Raquel Sanchez Silva, moglie di Mario Biondo all’epoca dei fatti e noto personaggio televisivo, ha da subito collaborato con gli inquirenti e ha semplicemente cercato di evitare che, attraverso la diffusione dei files presenti sul computer del marito, fosse data in pasto ai media la sua vita privata.

Carlotta Benusiglio

Nelle prime ore del mattino del 31 maggio 2016, la 37enne Carlotta Benusiglio si è suicidata impiccandosi ad un albero del parco di Piazza Napoli, a Milano; la ragazza viveva in via dei Vespri Siciliani, a poche decine di metri dal parco. A l momento del ritrovamento, a detta dei soccorritori, i suoi piedi toccavano a terra, si è trattato pertanto di un impiccamento incompleto. Alle ore 3:39:21, circa 2 ore prima del ritrovamento del cadavere di Carlotta, la telecamera Napoli 14, ha ripreso Marco Venturi e Carlotta Benusiglio, che, imboccata via dei Vespri Siciliani, si dirigevano verso la casa di Carlotta, 3 minuti e 4 secondi dopo, alle 3.42.26, la stessa telecamera ha ripreso Marco Venturi mentre percorreva via dei Vespri Siciliani in senso inverso. Non esistono altre riprese delle telecamere di piazza Napoli che abbiano inquadrato Marco Venturi.  Ipotizziamo che una volta raggiunta la casa di Carlotta (alle 3:40:04, la telecamera Napoli 12 riprese Carlotta di fronte a casa sua), il Venturi e la Benusiglio si siano diretti nel parco, la coppia, per raggiungere l’albero dove è stata trovata impiccata Carlotta, avrebbe impiegato circa un minuto, è pertanto umanamente impossibile che Marco Venturi, in meno di un minuto e 22 secondi abbia potuto stordire Carlotta Benusiglio, sospenderla all’albero e tornare in via dei Vespri Siciliani. Bastano pertanto gli orari delle inquadrature della telecamera Napoli 14 ad escludere che Marco Venturi abbia avuto il tempo materiale di commettere un omicidio e simulare un suicidio.

Kate Spade

Kate Spade, 55 anni, ricca e famosa designer americana, il 5 giugno 2018 si è tolta la vita impiccandosi con una sciarpa alla porta della camera da letto del suo appartamento di Manhattan.

Anthony Bourdain

L’8 giugno 2018, Anthony Bourdain, famoso chef, si è tolto la vita impiccandosi in una camera d’albergo di un hotel di Kayserberg, France.

Altri casi:

– L’11 settembre 2014 un giovane dirigente del ministero dell’Economia, si è tolto la vita impiccandosi ad un termosifone del suo ufficio di via XX Settembre a Roma.

– Nel giugno 2003, a Massa, D.P., un operaio di 36 anni, padre di due figli si è tolto la vita impiccandosi alla maniglia di una porta con la cinghia di un avvolgibile, ha lasciato un biglietto con scritto: “Non ce la faccio più a vivere così. Sono disperato”.

– Nel giugno del 1991 Giorgio Licata, 34 anni, nato a Ragusa e residente da tempo a Milano, si è tolto la vita impiccandosi con un lembo della coperta alla maniglia della porta del bagno di una cella di sicurezza della questura di Milano.

Bibliografia

Clemente Puccini, Istituzioni di Medicina Legale

PROBLEMI DIAGNOSTICI MEDICO LEGALI IN TEMA DI STRANGOLAMENTO E DI IMPICCAMENTO

Il Tirreno, 6 giugno 2003, Si uccide un giovane padre di due figli

la Repubblica.it, 8 giugno 1991, SUICIDIO IN CELLA DI SICUREZZA NELLA QUESTURA DI MILANO

Leggi anche: Criminologa Ursula Franco: non mi spiego il rinvio a giudizio di Francesco Ferrari per omicidio volontario (intervista)