ESCLUSIVA, MORTE DI ANNAMARIA SORRENTINO: LA DIFESA DEPOSITA UNA MEMORIA

Nel pomeriggio del 16 agosto 2019 Annamaria Sorrentino è caduta dal terrazzo di un appartamento in affitto al secondo piano di una palazzina di Tropea, la ragazza è morta due giorni dopo in un ospedale di Catanzaro. Gli unici testimoni, ovvero i quattro amici e il marito di Annamaria, Paolo Foresta, hanno riferito agli inquirenti che si è trattato di un gesto volontario. Paolo Foresta non è indagato, ma è stato semplicemente sentito in Procura come persona informata sui fatti. E’ aperta invece un’indagine per istigazione al suicidio contro ignoti. 

Le Cronache Lucane, 17 ottobre 2019

Il Collegio difensivo del Foresta è composto dall’avvocato romano Giovanni Pellacchia e dalla criminologa Ursula Franco che da anni si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari.

Questa mattina l’avvocato Pellacchia ha depositato in Procura (Tribunale Penale di Vibo Valentia) una memoria. Ne abbiamo parlato con la criminologa Franco che fa parte del team difensivo di Paolo Foresta.

– Dottoressa Franco, sappiamo che recentemente ha dichiarato  a Michela Becchiu di UrbanPost: «È difficile accettare che un familiare si sia tolto la vita, è più facile cercare un capro espiatorio. La verità è che Annamaria Sorrentino si è tolta la vita. il racconto di Paolo Foresta relativo alla caduta è credibile, e sono convinta che Annamaria abbia scavalcato il parapetto e sia poi caduta, così come riferito dal Foresta. Non ho ancora avuto accesso alle dichiarazioni rilasciate in procura dai presenti, pertanto non so esattamente che cosa abbiano visto, ma di sicuro non hanno visto Paolo gettare Annamaria dal terrazzo, né picchiarla, perché così non è stato. La povera Annamaria ha fatto tutto da sola e Paolo non è riuscito a salvarla. È ai fatti e alle dichiarazioni dei presenti che bisogna attenersi, non a ciò che credono o meno i familiari di Annamaria. E’ stato montato un caso sulla base del nulla, non è il primo e non sarà l’ultimo, purtroppo», può rivelarci a grandi linee il contenuto della memoria difensiva?

La nostra memoria difensiva affronta le problematiche relative al superamento dell’ostacolo linguistico nel caso a rilasciare dichiarazioni sia un soggetto sordo. Abbiamo poi trattato il problema della “contaminazione” di un interrogatorio e il tema della rievocazione delle tracce mnestiche.

– Dottoressa Franco, conoscendola, sappiamo quanto lei sia attenta al come viene sentito un soggetto informato sui fatti o un indagato, è facile inferire che le problematiche in caso di sordità siano maggiori, può spiegarci meglio quali sono?

In ambito giuridico, in caso di testimoni o indagati sordi, il superamento dell’ostacolo linguistico avviene attraverso il contributo di un interprete capace di “tradurre” in parole la lingua dei segni e, se da un lato, la traduzione in parole è la realizzazione concreta del diritto all’assistenza linguistica di un sordo, dall’altro, la “traduzione” della lingua dei segni in italiano non rappresenta una “traduzione” alla lettera di ciò che il soggetto sordo intendeva comunicare, ma è invece il frutto di una interpretazione personale di chi “traduce” in parole la lingua dei segni e viceversa, pertanto, quand’anche l’interprete possegga adeguate competenze, il fatto che si debba far affidamento su una sua “interpretazione” non può che rappresentare un limite della garanzia del diritto di un soggetto “sordo” all’assistenza linguistica, limite che occorre valutare con attenzione quando ci si trovi a trarre conclusioni sul contenuto della “traduzione”, in quanto, come già detto in precedenza, la “traduzione” è solo il frutto di un’interpretazione.

– E invece relativamente al rischio di “contaminazione” dell’interrogatorio?

Come ormai sapete, nell’analisi di un interrogatorio, le domande non sono meno importanti delle risposte, ed è proprio l’analisi delle domande che permette di escludere una “contaminazione” da parte di chi interroga. In questo caso il rischio di “contaminazione” è doppio perché le parole del magistrato sono state “tradotte” nella lingua dei segni da un interprete. 

– In ultimo, quali problemi possono esserci relativamente alla rievocazione dei contenuti mnestici?

In un soggetto che ha assistito ad uno o più eventi emozionali, si può produrre un’amnesia di fissazione, ovvero si può avere un’alterazione dei processi di registrazione mnestica che consiste nel blocco della memorizzazione a lungo termine che impedisce ai ricordi, fissati inizialmente nella memoria primaria, di imprimersi in quella secondaria. Questa forma di amnesia, definita psicogena, è un sintomo di facile riscontro in soggetti che abbiano subito uno o più eventi emotivamente stressanti in un tempo limitato ed è spesso la causa delle incongruenze presenti nel loro racconto.

Morte Annamaria Sorrentino, criminologa Ursula Franco a UrbanPost: «La verità è che si è tolta la vita»

Morte Annamaria Sorrentino, il marito della ex Miss morta in vacanza a Tropea, Paolo Foresta, non è indagato ma da diverse settimane è spesso presente in televisione per spiegare la sua versione dei fatti circa la lite furibonda che ha preceduto la caduta della moglie dal balcone lo scorso 16 agosto. La famiglia della ex Miss Campania ha esplicitamente dichiarato a mezzo stampa di nutrire forti dubbi sulla veridicità delle sue parole, reputando sospette le sue versioni, molteplici e discordanti, sulla caduta di Annamaria e il frangente temporale ad essa precedente. L’uomo sostiene infatti si sia suicidata, i familiari della donna negano con forza siffatta ipotesi. Nel ricordare che al momento la magistratura inquirente indaga a carico di ignoti per istigazione al suicidio, UrbanPost ha intervistato la criminologa Ursula Franco, entrata ufficialmente a far parte del team difensivo del signor Paolo Foresta, difeso dall’avvocato Giovanni Pellacchia.

Di Michela Becciu per URBANPOST, 12 ottobre 2019

Abbiamo rivolto alla dottoressa Franco alcune domande sugli aspetti al momento più spinosi e poco chiari relativi alla tragica vicenda, in attesa che le indagini chiariscano meglio la dinamica dei fatti. Così la criminologa ha risposto ai nostri quesiti:

Dottoressa Franco, Paolo Foresta – che non è indagato – è quasi ‘costretto’ ad andare in televisione per difendersi dalle accuse (non poi tanto sottese) che gli vengono rivolte dalla famiglia Sorrentino. Le pregresse violenze (da lui ammesse) ai danni di Annamaria potrebbero avere innescato i forti dubbi nutriti nei suoi confronti circa la sua versione dei fatti? 

«È difficile accettare che un familiare si sia tolto la vita, è più facile cercare un capro espiatorio. La verità è che Annamaria Sorrentino si è tolta la vita».

Sul cadavere di Annamaria, secondo quanto trapelato finora, non sarebbe stata eseguita l’autopsia. Cosa possono dire le ferite esterne sul suo corpo riscontrate (e fotografate) dai familiari durante la sua agonia in ospedale? La donna è caduta di spalle? Fuggiva da qualcuno o il suo è stato un gesto volontario? Che idea si è fatta al riguardo? 

«Quello di Annamaria Sorrentino è stato un gesto volontario. Come sapete io mi occupo di analisi del linguaggio, il racconto di Paolo Foresta è veritiero ed è supportato dalle testimonianze dei presenti, altrettanto veritiere. Salvatore ha sostenuto che Paolo “voleva prenderla, non picchiarla” e Gaetano (amico della coppia tra i presenti in casa al momento dell’accaduto ndr) ha detto: “Paolo ha un po’ sbagliato a rilasciare delle interviste, le cose vengono travisate e ingigantite. La mamma di Annamaria non gli crede ed è apparsa più volte in video, questo è un problema che riguarda solo loro. Le televisioni inventano storie, cercano di indagare, di parlare di vicende che appartengono al passato ma tutto questo non deve interessare, adesso dobbiamo occuparci dell’evento accaduto recentemente. Nessuno andrà in prigione, nessuno l’ha spinta, dico la verità, nessuno. Dico la verità, nessuno l’ha spinta”».

Paolo Foresta e le vacanze programmate insieme all’amante (peraltro suo amico) della propria moglie: una scelta che non ha un senso logico. Le molteplici spiegazioni al riguardo fornite da Foresta in televisione sono state divergenti. Lei ha avuto modo di chiarire con lui questa circostanza?

«All’epoca Paolo Foresta non aveva certezza del tradimento della moglie perché Annamaria continuava a negare questa circostanza».

Il ruolo degli altri presenti in casa al momento della precipitazione di Annamaria: possibile che nessuno abbia visto il momento in cui la donna avrebbe scavalcato il balcone? La famiglia Sorrentino esclude a priori, dalla prima ora, l’ipotesi del suicidio. Secondo lei come sarebbero andate le cose?

«Le ripeto: il racconto di Paolo Foresta relativo alla caduta è credibile, e sono convinta che Annamaria abbia scavalcato il parapetto e sia poi caduta, così come riferito dal Foresta. Non ho ancora avuto accesso alle dichiarazioni rilasciate in procura dai presenti, pertanto non so esattamente che cosa abbiano visto, ma di sicuro non hanno visto Paolo gettare Annamaria dal terrazzo, né picchiarla, perché così non è stato. La povera Annamaria ha fatto tutto da sola e Paolo non è riuscito a salvarla. È ai fatti e alle dichiarazioni dei presenti che bisogna attenersi, non a ciò che credono o meno i familiari di Annamaria. E’ stato montato un caso sulla base del nulla, non è il primo e non sarà l’ultimo, purtroppo».

LA CRIMINOLOGA URSULA FRANCO CI ILLUSTRA LE PRINCIPALI CAUSE DEGLI ERRORI GIUDIZIARI

“A Innocence Project la verità non interessa, molti dei suoi clienti sono colpevoli. Innocence Project è semplicemente un big business sul quale gravano le stesse inaccettabili colpe del sistema giudiziario che combatte”.

Le Cronache Lucane, 10 ottobre 2019

Ursula Franco è medico e criminologo, è allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis (una tecnica di analisi di interviste ed interrogatori), si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari. È stata consulente dell’avvocato Giuseppe Marazzita, difensore di Michele Buoninconti; è consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, difensore di Daniel Ciocan; ha fornito una consulenza ai difensori di Stefano Binda dopo la condanna in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi. Binda, il 24 luglio 2019, è stato assolto per non aver commesso il fatto.

– Dottoressa Franco, quali sono le più importanti cause di errore giudiziario?

L’incompetenza dei magistrati e il teatrino mediatico che ha ridotto ormai la giustizia ad una farsa e che va in onda a reti unificate. L’Italia è un paese alla deriva per quanto riguarda i diritti di chi è coinvolto in un caso giudiziario di interesse mediatico. L’Italia è il paese in cui degli incompetenti si sentono in diritto di processare un ragazzo sordomuto in diretta tv senza che nessuno alzi la voce. L’Italia è il paese nel quale un giornaletto di serie B viene sbandierato durante uno show, spacciato come trasmissione pubblica, come se il giornaletto in questione fosse la voce provata della verità. Non c’è fine al peggio. Ormai i familiari dei suicidi, sempre più spesso, invece di interfacciarsi con gli inquirenti, si rivolgono ai conduttori di note trasmissioni televisive per tentare di convincere prima l’opinione pubblica e poi la procura di competenza che il loro caro è stato ucciso e, purtroppo, nonostante la verità emerga con forza dagli atti, a volte ci riescono. L’Italia è il paese in cui nessuno si stupisce che un ex deputato della Repubblica consigli ai suoi elettori di informarsi sul caso Vannini prendendo visione delle interviste manipolate a tavolino da “Le Iene” e non leggendo gli atti giudiziari. In data 6 maggio 2019, Alessandro Di Battista ha scritto su facebook: “Avete visto l’ultimo servizio delle Iene sul caso Vannini? Beh vi consiglio di farlo. E vi consiglio anche di prendere posizione, di informarvi, di chiedere giustizia e verità. Esattamente come nel caso Cucchi si può arrivare alla verità anche per quanto riguarda il caso Vannini. Dipende anche un po’ da noi. Marina e Valerio, i genitori di Marco, (così come Ilaria Cucchi) sono esempi straordinari. Stiamogli vicino e diamogli una mano esercitando un nostro dovere: quello di appassionarci alla verità. Buona giornata a tutti!”. Mi chiedo il “vi consiglio” a chi sia rivolto. Come Di Battista possa pensare che soggetti privi di competenze nel campo della criminologia possano “prendere posizione” è un mistero o forse la TV spazzatura ha lasciato credere ai suoi “seguaci”, Di Battista compreso, che “chiunque” possa addivenire alla verità su un caso giudiziario attraverso la visione di certi servizi, tra un piatto d’amatriciana e un bicchiere di vino dei Castelli?

– Dottoressa Franco, in quale altro modo i programmi televisivi viziano i procedimenti penali?

I programmi di successo in termini di share illudono i familiari delle vittime che la loro presenza in studio ed il dare in pasto all’opinione pubblica il caso possa aiutarli ad addivenire alla verità ed invece gli servirebbero semplicemente degli esperti competenti di supporto agli avvocati di parte civile.

– Dottoressa, come si prevengono gli errori?

Gli “errori giudiziari” non esistono, esistono solo “orrori giudiziari”, lo dico per il modo in cui vengono costruiti i castelli accusatori, che sono dei copycat. 

Per impedire certi “orrori” servono PM, avvocati difensori, consulenti di accusa e difesa competenti, appassionati del proprio lavoro e amanti della verità e poi è necessario perseguire i millantatori che forniscono consulenze compiacenti alle procure. Le procure dovrebbero poi assumere esperti “contrarians” capaci di riconoscere il fenomeno della “Tunnel Vision”, che è un pregiudizio cognitivo che affligge i PM e che li induce a costruire un fasullo castello accusatorio grazie al supporto di consulenti partigiani sotto l’effetto della “Noble Cause Corruption”.

– E le parti civili?

Anche le parti civili potrebbero contribuire a ridurre gli “orrori giudiziari” ma, purtroppo, spesso non conoscono a fondo gli atti dei casi di cui si occupano, di rado prendono in considerazione l’eventualità che una procura possa sbagliarsi e di frequente foraggiano il processo mediatico per fini personali.

– Dell’associazione “Innocence Project” che cosa pensa?

A Innocence Project la verità non interessa, molti dei suoi clienti sono colpevoli. Le scarcerazioni di soggetti che hanno commesso il reato per il quale erano stati condannati non sono prive di conseguenze, economiche ed umane. Non solo danneggiano i contribuenti ed i familiari delle vittime, ma anche professionisti competenti che, in seguito al rilascio di soggetti colpevoli, vengono tacciati di incompetenza e denunciati. Innocence Project è semplicemente un big business sul quale gravano le stesse inaccettabili colpe del sistema giudiziario che combatte. Amen.

– Dottoressa, chi sono i suoi maestri?

Peter Hyatt, il mio professore di Statement Analysis, uno studioso per il quale la verità viene prima di tutto, Gerrie Nel, l’avvocato che ha rappresentato l’accusa nel processo a Oscar Pistorius, un intellettuale nel vero senso del termine, un genio indiscusso, e Hillel Neuer, un altro avvocato, il paladino dei diritti umani per antonomasia.

CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: PER LA TERZA VOLTA FEDERICA SCIARELLI HA PUBBLICIZZATO IL SETTIMANALE GIALLO A CHI L’HA VISTO?, I VERTICI DELLA RAI DICANO SE E’ LECITO

Nel corso di tre puntate della trasmissione “Chi l’ha visto?” la conduttrice Federica Sciarelli, non solo ha citato il SETTIMANALE GIALLO, ma sia il 18 settembre che il 9 ottobre ha mostrato ai telespettatori la copertina dello stesso e il 25 settembre un articolo interno.

Le Cronache Lucane, 10 ottobre 2019

Abbiamo sentito in merito la criminologa Ursula Franco:

“Durante la puntata di Chi l’ha visto? del 18 settembre 2019, Federica Sciarelli, mentre parlava con i parenti di Annamaria Sorrentino, ha detto: “Io volevo dire una cosa, il SETTIMANALE GIALLO, che si sta occupando del caso di Annamaria, ha in copertina una NOTIZIA MOLTO FORTE, voi non l’avete potuto vedere, abbiamo l’ANTICIPAZIONE, diciamo, GIA’ USCITO QUI A ROMA: “Suo marito la picchiò mentre era incinta e lei perse il bambino” e insomma un titolo, una notizia forte di GIALLO, di questo SETTIMANALE che sta seguendo appunto la storia di Annamaria”; la Sciarelli ha poi mostrato la copertina del settimanale.

Durante la puntata di Chi l’ha visto? del 25 settembre 2019, Federica Sciarelli, mentre interrogava il marito di Annamaria Sorrentino, Paolo Foresta, ha detto: “Senti, sul SETTIMANALE (…) ascolta una cosa Paolo, il SETTIMANALE GIALLO pubblica un tuo messaggio, il MESSAGGIO SHOCK inviato dal marito, lo pubblica GIALLO, in cui tu dici (…)”; al contempo è stata mandata in onda una foto di un articolo del settimanale sul caso in questione.

Il 9 ottobre, sempre nell’ambito di un disgustoso processo al Foresta che si sta tenendo da settimane nello studio di Chi l’ha visto?, la conduttrice ha detto: “Senti Paolo, c’è un… non so se l’hai vista, la copertina del SETTIMANALE GIALLO,  c’è un articolo di Giampietro Fiore cheee…. che dice una cosa terribile cioè che tu avresti, quella notte, cercato di violentare tua moglie, non so se possiamo fargliela vedere la copertina di Giallo a Paolo perché questo c’è scritto, cioè che quella notte, la notte prima, poi ci sono stati altri litigi, eccola qua: PRIMA DI MORIRE ERA FUGGITA DAL MARITO CHE VOLEVA ABUSARE DI LEI. Tu volevi abusare di tua moglie?”.

L’autoregolamentazione della televisione pubblica ed il codice deontologico dei giornalisti vieta ai conduttori di fare pubblicità occulta nei loro programmi. Mi astengo dal giudicare i discutibili contenuti del settimanale, mi chiedo invece se sia lecito promuovere, peraltro con incredibile enfasi, un giornaletto come “Giallo” in una trasmissione di RAI3 senza l’avviso proprio dei messaggi promozionali”.

CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: MI CHIEDO SE SIA LECITO PROMUOVERE IL SETTIMANALE GIALLO A CHI L’HA VISTO?, I VERTICI DELLA RAI DIANO SPIEGAZIONI

Nel corso delle ultime due puntate della trasmissione “Chi l’ha visto?” la conduttrice Federica Sciarelli, non solo ha citato il SETTIMANALE GIALLO, ma il 18 settembre, ha mostrato chiaramente ai telespettatori la copertina dello stesso e il 25 settembre un articolo interno.

Le Cronache Lucane, 1 ottobre 2019

Abbiamo sentito in merito la criminologa Ursula Franco:

“Durante la puntata di Chi l’ha visto? del 18 settembre 2019, Federica Sciarelli, mentre parlava con i parenti di Annamaria Sorrentino, ha detto: “Io volevo dire una cosa, il SETTIMANALE GIALLO, che si sta occupando del caso di Annamaria, ha in copertina una NOTIZIA MOLTO FORTE, voi non l’avete potuto vedere, abbiamo l’ANTICIPAZIONE, diciamo, GIA’ USCITO QUI A ROMA: “Suo marito la picchiò mentre era incinta e lei perse il bambino” e insomma un titolo, una notizia forte di GIALLO, di questo SETTIMANALE che sta seguendo appunto la storia di Annamaria”; la Sciarelli ha poi mostrato la copertina del settimanale.

Durante la puntata di Chi l’ha visto? del 25 settembre 2019, Federica Sciarelli, mentre parlava con il marito di Annamaria Sorrentino, Paolo Foresta, ha detto: “Senti, sul SETTIMANALE (…) ascolta una cosa Paolo, il SETTIMANALE GIALLO pubblica un tuo messaggio, il MESSAGGIO SHOCK inviato dal marito, lo pubblica GIALLO, in cui tu dici (…)”; al contempo è stata mandata in onda una foto di un articolo del settimanale sul caso in questione.

L’autoregolamentazione della televisione pubblica ed il codice deontologico dei giornalisti vieta ai conduttori di fare pubblicità occulta nei loro programmi. Mi astengo dal giudicare i discutibili contenuti del settimanale, mi chiedo invece se sia lecito promuovere, peraltro con incredibile enfasi, un giornaletto come “Giallo” in una trasmissione di RAI3 senza l’avviso proprio dei messaggi promozionali”.