Caso Maria Ungureanu: Arrestate i genitori!

“Arrestate i genitori!”, lo gridano a gran voce gli italiani dopo le rivelazioni di Federica Sciarelli. Sono ben nove i giudici che hanno invitato la Procura di Benevento ad aprire gli occhi sul padre della piccola Maria che prima di morire aveva subito un’ultima violenza proprio mentre si trovava in casa.

Le Cronache Lucane, 18 gennaio 2018

Marius Ungureanu è difeso dall’avvocato Fabrizio Gallo, dalla criminologa Roberta Bruzzone e dalla genetista Marina Baldi.

Abbiamo intervistato la criminologa Ursula Franco che collabora alla difesa dei fratelli Daniel Petru e Cristina Ciocan con gli avvocati Salvatore Verrillo e Giuseppe Maturo, una difesa che, in questo anno e mezzo, ha mietuto un successo dopo l’altro.

Dottoressa, finalmente la verità è emersa, diciamo anche grazie al programma televisivo Chi l’ha visto, la difesa che cosa si aspetta?

La difesa si aspetta che la Procura di Benevento faccia ciò che non ha fatto nel luglio 2016, ovvero che emetta una Richiesta per l’applicazione della misura cautelare carceraria per il reato di violenza sessuale per Marius Ungureanu e che agisca nei confronti di Andrea Elena Ungureanu in merito al reato di Concorso omissivo in violenza sessuale. La madre della bambina, nonostante fosse a conoscenza del fatto che era suo marito Marius ad abusare di sua figlia, per salvarlo, ha calunniato da subito il povero Daniel attribuendogli le violenze.

Dottoressa, quando è avvenuto il “cortocircuito nelle indagini” di cui lei ha recentemente parlato?

Il “cortocircuito” è avvenuto nel momento in cui i RIS hanno isolato lo sperma di Marius Ungureanu da una maglietta in uso esclusivo alla piccola Maria e dalla copertina del suo lettino e la Procura, invece di richiedere l’arresto di Marius, ha richiesto quello di due soggetti estranei ai fatti. La difesa è curiosa di sapere perché, appurato che gli stessi operatori dei RIS, di Roma che hanno esaminato i reperti ed isolato lo sperma, si sono occupati del sequestro di maglietta e copertina a casa degli Ungureanu e hanno fatto firmare a Marius Ungureanu un verbale nel quale l’uomo dichiarava che tutto ciò che i RIS avevano sequestrato apparteneva a Maria, ad un mese dai fatti, avendo la soluzione in mano, non si è proceduto all’arresto di Marius Ungureanu. Lei capisce che, in un’indagine per violenza sessuale, l’aver ignorato un dato così rilevante come la presenza dello sperma del padre su un indumento in uso esclusivo a Maria, ha ritardato il raggiungimento della verità, lasciando libero un soggetto capace di reiterare, ma soprattutto questo grossolano errore della Procura ha distrutto la vita di due ragazzi estranei ai fatti.

Dottoressa, resta da chiarire la dinamica della morte della piccola Maria.

La dinamica è chiara: Maria con un’amica, di cui sappiamo nome e cognome, e con la quale aveva appuntamento dal giorno precedente per quella sera, si intrufolò di nascosto nel giardino del ristorante per fare il bagno ed affogò. L’amica fuggì perché temette di dover rispondere delle conseguenze di un suo comportamento sopra le righe sia ai propri genitori che alle autorità. Sono passati quasi due anni, la ragazzina è ora maggiorenne, credo che sia venuto il momento che la Procura la interroghi come si deve in merito ai suoi movimenti della sera del 19 giugno 2016, solo così potrà risolvere definitivamente questo caso.

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Morte di Maria Ungureanu: una mia dichiarazione ripresa dalla stampa romena

Andrea e Marius Ungureanu, i genitori della bambina trovata morta in una piscina a San Salvatore Telesino (Benevento), lasciano la loro abitazione insieme ai Carabinieri, 22 giugno 2016. ANSA / CIRO FUSCO

Cazul Maria Ungureanu, interceptarea care schimbă totul: ”O să sfârșim în închisoare…știm de ce… noi suntem vinovați!”

By Petre Cojocaru On Ian 15, 2018 ITALIADIASPORA.IT

Continuă să planeze misterul asupra morții Mariei Ungureanu, micuța de 10 ani descoperită înecată într-o piscină din stațiunea San Salvatore Telesino, în iunie, anul trecut. Zilele trecute, realizatorii programului de televiziune ”Chi l’ha visto?” au difuzat o interceptare ambientală, care îi incriminează pe părinții fetiței.

”O să sfârșim în închisoare Ma(rius)… amândoi… noi suntem vinovați, știm de ce”, sunt cuvintele care îi transformă pe Andreea Elena si Marius Ungureanu (foto matesenews.it), părinții Mariei, în principali suspecți.

Nu este o noutate, pentru că la dosar există probe care l-au incriminat direct pe tatăl micuței, care ar fi abuzat-o în repetate rânduri, cu știrea mamei. Inițial au fost reținute două persoane, Daniel Petru si Cristina Ciocan, dar s-a dovedit că reținerea lor nu s-a justificat, cei doi nici nu se aflau în localitate când s-a întâmplat nenorocirea.

”Judecătorii de la Tribunal au acuzat Procuratura de acte de rasism si toți judecătorii implicați până acum în acest caz au sugerat Procuraturii să îl incrimineze pe Marius Ungureanu, tatăl Mariei, pentru abuzuri sexuale împotriva copilei, dat fiind faptul că, la examenele de specialitate, sperma acestuia a fost identificată pe hainele Mariei sau pe covertura patului în care dormea micuța”, ne-a declarat Malke Ursula Franco, expert criminalist si apărător al lui Daniel si Cristinei Ciocan.

Din păcate, se apropie un an de când micuța Maria și-a pierdut viața, dar legiuitorii încă nu au făcut lumină în acest caz. Sperăm ca acest lucru să se petreacă însă cât mai repede, astfel încât sufletul chinuit al copilei să se poată odihni, într-un final, în pace.

Morte di Maria Ungureanu: i sospetti ora sono tutti sulla famiglia della povera Maria

«Ungureanu, i sospetti ora sono tutti sulla famiglia della povera Maria»

Intervista alla criminologa Ursula Franco dopo la messa in onda, su “Chi l’ha visto?”, di una intercettazione ambientale tra il padre e la madre della bambina annegata in piscina nel Beneventano

Stylo24, 15 gennaio 2018

Abbiamo intervistato la dottoressa Ursula Franco in merito alle sconvolgenti rivelazioni del programma Chi l’ha visto relative ad un controverso caso giudiziario. La criminologa collabora con gli avvocati Salvatore Verrillo e Giuseppe Maturo che difendono i fratelli Cristina e Daniel Ciocan accusati di aver violentato e ucciso Maria Ungureanu. Due le tesi contrapposte, quella della Procura e del team che assiste Marius ed Andrea Elena Ungureanu composto dall’avvocato Fabrizio Gallo, dalla criminologa Roberta Bruzzone e dalla genetista Marina Baldi che ritengono che Maria sia stata vittima di un pedofilo omicida e quella della difesa dei Ciocan e dei nove Giudici che si sono pronunciati sul caso che ritengono che la morte della bambina sia ascrivibile ad un evento accidentale e che ad abusarla fosse suo padre Marius.

Dottoressa Franco, sappiamo che, pochi giorni fa, Chi l’ha visto si è occupato del caso Ungureanu, la conduttrice ha reso pubblico il contenuto di un’intercettazione ambientale registrata in caserma poche ore dopo il ritrovamento del cadavere della piccola Maria, sua madre Andrea Elena Ungureanu avrebbe detto: “Finiamo in carcere Ma(rius)… tutti e due… noi, siamo noi colpevoli, noi sappiamo perché”, secondo lei a cosa si riferiva?

Le faccio notare che Andrea Elena Ungureanu, nonostante fosse stata appena messa al corrente, non solo della morte di sua figlia ma delle ripetute violenze sessuali di cui era stata vittima, mostrò non disperazione per la grave perdita ma preoccupazione per le proprie sorti e per quelle del marito Marius. La signora Ungureanu, in questa intercettazione, si riferisce alle ripetute violenze sessuali cui Marius Ungureanu sottoponeva sua figlia e delle quali lei evidentemente era a conoscenza. Il maggiore Zerella aveva appena fatto notare ai due coniugi che non potevano non essersi accorti che Maria era vittima di abusi cronici, queste parole, pronunciate poche ore dopo la morte della bambina, non possono che leggersi come una ammissione, provano infatti che Andrea Elena Ungureanu conosceva il nome dell’autore degli abusi già da prima che i RIS trovassero lo sperma di Marius sulla maglietta della bambina.

Dottoressa, sempre nella stessa puntata è andata in onda un’intervista a Marius Ungureanu durante la quale l’inviata Veronica Briganti lo ha messo di fronte ad una risultanza investigativa incriminante, ovvero la presenza del suo sperma su una maglietta in uso esclusivo a sua figlia Maria e sulla copertina del suo lettino, cosa può dirci in merito alla reazione di Marius Ungureanu?

Marius Ungureanu non è stato capace di negare in modo credibile di aver abusato di sua figlia, non ha negato con Maurizio Flaminio in un’intervista risalente al marzo 2017 e non lo ha fatto con Veronica Briganti. Nelle due interviste, Marius, non solo non è stato capace di negare in modo credibile ma non è stato neanche capace di chiamare le violenze sessuali che sua figlia subiva con il loro nome perché non riesce a confrontarsi con l’infame reato da lui commesso.

Abbiamo sentito l’avvocato Gallo asserire che i RIS avrebbero attribuito la fatidica maglietta alla madre di Maria, Andrea Elena Ungureanu, che può dirci in merito?

La maglietta era in uso esclusivo alla piccola Maria, non solo lo si inferisce facilmente da innumerevoli intercettazioni di conversazioni tra i genitori ed altri soggetti, ma sul verbale redatto dai RIS due giorni dopo la morte di Maria e relativo al sequestro della maglietta incriminata e della copertina su cui è stato isolato lo sperma di Marius Ungureanu, si legge: “tutti gli atti venivano compiuti con la presenza costante di Marius, padre della vittima, il quale a specifica domanda riferiva che tutti gli indumenti e la coperta di cui sopra erano in uso alla propria figlia”. Per quanto riguarda gli esami eseguiti sulla maglietta nel tentativo di individuarne il proprietario, è falso che i RIS abbiano concluso che fosse in uso a Andrea Elena Ungureanu, i RIS hanno semplicemente isolato sulla maglietta miscele genetiche dei componenti della famiglia Ungureanu, come logico, dato che la bambina condivideva parte del suo DNA con entrambi i genitori.

Dottoressa, in merito alla maglietta incriminante, che cosa pensano i nove Giudici che si sono pronunciati sul caso?

I tre Giudici del Tribunale del riesame di Napoli, il GIP e i cinque Giudici della Cassazione, non hanno dubbi riguardo a chi avesse in uso esclusivo la maglietta tanto che si sono espressi in questi termini: “L’attribuzione degli abusi al Ciocan, non solo è da ritenersi indimostrata, ma anche improbabile e in contraddizione con il contesto e che, anzi, sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali, per le tracce di sperma del padre su una maglietta e sulla copertina del suo lettino, per il tenore di alcune conversazioni registrate che fanno trasparire la di lui preoccupazione e per la circostanza che l’ultimo rapporto sessuale subito dalla bambina risale al pomeriggio del giorno della sua morte, quando si trovava a casa (…) Gli inquirenti si sono “fidati senza alcun controllo delle dichiarazioni rese da Marius Ungureanu pur a fronte di elementi preoccupanti quali le tracce di sperma appartenenti al predetto rinvenute su una maglietta e su una copertina sequestrate e il tenore di alcune conversazioni registrate”.