Omicidio di Gianna Del Gaudio: analisi della telefonata di Antonio Tizzani al 118

Gianna Del Gaudio e il marito Antonio Tizzani

La signora Gianna Del Gaudio, 63 anni, è morta nella notte tra il 26 ed il 27 agosto 2016 dopo essere stata attinta da un unico fendente sferratole alla gola mentre si trovava in casa con il marito.

The Expected versus The Unexpected: grazie alla casistica in tema di telefonate di soccorso sappiamo cosa aspettarci da chi chiama, per questo motivo il materiale d’analisi vero e proprio è ciò che risulta “inaspettato”.

Expected: ci aspettiamo che il chiamante sia alterato, insistente e che, soprattutto, chieda aiuto per la vittima. Ci aspettiamo anche che imprechi e dica parolacce, che non attenda la fine della domanda dell’operatore per esplicitare una richiesta d’aiuto.

Unexpected: non ci aspettiamo che il chiamante si perda in superflui convenevoli o che chieda aiuto per sé o che senta il bisogno di collocarsi dalla parte dei “buoni” ovvero di  coloro che vogliono il bene per la vittima.

Prima che l’operatore del 118 risponda alla chiamata si sente Antonio Tizzani parlare con uno dei suoi due figli: “E che ne so, qualcuno è entrato dentro, ha ammazzato a mamma. Dio mio, Dioooo… corri, non mi far parlare, non mi far parlare”.

Si noti che la priorità di Tizzani è riferire che “qualcuno è entrato dentro” poi Tizzani dice al figlio che la madre è morta. Il fatto che dica “Qualcuno” non esclude che quel “Qualcuno” sia proprio lui anche se, naturalmente, il suo goal è indurre suo figlio a concludere che ad uccidere sua madre sia stato un estraneo.

Si noti “Dio mio, Dioooo”.

Si noti “corri”.

Operatore del 118: Pronto.

Antonio Tizzani: Marioo…

Operatore del 118: Pronto.

Antonio Tizzani: Mario. Cristo, Dio (incomprensibile) Pro… pronto.

Si noti “Cristo. Dio”.

Operatore del 118: Pronto.

Antonio Tizzani: ((incomprensibile) 118. Abito (interrotto)

Operatore del 118: Signore, si calmi, non urli, perché non capisco niente.

Antonio Tizzani: Pronto! Qualcuno è entrato a casa mia a Piazza Madonna delle nevi, a Seriate, numero 4, ha fatto male a mia moglie, c’è tutto il sangue a terra. Cristo! Cristo! (incomprensibile).

Concentriamoci sull’obiettivo primario che un soggetto innocente che chiama i soccorsi dovrebbe avere: un’assistenza immediata. La richiesta di assistenza immediata sarà più intensa nel caso in cui la vittima per cui viene richiesta sia una persona con cui chi chiama ha una relazione. Generalmente tale richiesta si trova nelle fasi iniziali della telefonata.

Si noti che  Tizzani non formula alcuna richiesta d’aiuto.

La priorità di Tizzani è riferire che “Qualcuno è entrato” in casa sua, non chiedere aiuto per la moglie. 

Si noti che Tizzani, pochi secondi prima, ha detto al figlio che la madre era morta, “ha ammazzato a mamma”, mentre con l’operatore, dicendo “ha fatto male a mia moglie”, ha minimizzato.

Operatore del 118: Vuole l’ambulanza? Senza bestemmiare.

Tizzani non è stato chiaro con l’operatore tanto che è lui a chiedergli “Vuole l’ambulanza?”.

Antonio Tizzani: Veloce! Madonna mia!. 

Il termine “Veloce” è in contrasto con l’assenza di una richiesta d’aiuto. 

Si noti “Madonna mia!”.

Operatore del 118: Sì. Se non bestemmia magari arriva prima.

Operatore del 118: Madonna delle nevi, a che numero?

Antonio Tizzani: (incomprensibile) Non ce la faccio. Cristo!

Si noti “Cristo!”.

Operatore del 118: Madonna delle nevi, a che numero?

Antonio Tizzani: Numero 4. E’ una villetta a schiera.

Operatore del 118: Eh. A che piano è la signora?

Antonio Tizzani: E’ una villetta a schiera, a pian terreno… è in cucina. 

Operatore del 118: Cognome?

Antonio Tizzani: E’ in cucina.

Operatore del 118: Cognome?

Antonio Tizzani: Tizzani Antonio!

Operatore del 118: Resti al telefono.

Antonio Tizzani: Eh.

Operatore del 118: Mm.

Emergenza sanitaria: Emergenza sanitaria. Pronto, pronto.

Antonio Tizzani: Pronto.

Emergenza sanitaria: Mi chiama da Seriate, piazza Madonna delle nevi?

Antonio Tizzani: Sì. Piazza Madonna delle nevi, numero 4, è una villetta a schiera. E mia moglie, non lo so se è ancora vivaaa… Cristo! Correte, correte!

Si noti “non lo so se è ancora vivaaa”. Tizzani ha cambiato versione: al figlio ha detto che la madre era morta, al primo operatore che qualcuno le aveva fatto male e ora riferisce di non sapere se è ancora viva. 

Si noti “Cristo!”.

Si noti “Correte, correte!”.

Emergenza sanitaria: Allora, mi dice che cosa sta succedendo?

Antonio Tizzani: Eh cazzo! Qualcuno ha ammazz… qualcuno l’ha ammazzata (incomprensibile) cucina. Qualcuno… qualcuno ha fatto qualcosa. C’è tutto il sangue a terra. Dio mio! Dio!

Si noti che, al secondo operatore, Tizzani ha inizialmente detto di non sapere se la moglie fosse ancora viva e adesso gli riferisce che è morta. 

Quando Tizzani dice “Qualcuno… qualcuno ha fatto qualcosa”, minimizza.

Si noti “Dio mio! Dio!”.

Emergenza sanitaria: Ma mi scusi, ma lei è entrato in casa adesso? E cosa ha trovato? La moglie…

Perché l’operatore dell’emergenza sanitaria suggerisca “ma lei è entrato in casa adesso?” resterà un mistero. L’operatore avrebbe dovuto limitarsi a chiedere “Mi dice cosa è successo?” e “E poi cosa è successo?”.

Antonio Tizzani: Eh. Mia moglie a terra e un delinquente con il cappuccio in testa che stava rovistando la borsa di mia moglie e dico: “Tu chi sei? Cristo!” e guardo e vedo avanti con gli occhi e vedo il sangue.

Si noti che Tizzani non dice che un “delinquente” ha ucciso sua moglie ma semplicemente che “stava rovistando la borsa” di sua moglie. Il fatto che Tizzani, nel parlare di un evento passato, coniughi tre verbi al presente “dico”, “guardo” e “vedo”, ci rivela che non sta pescando nella memoria ma sta provando a falsificare.

Emergenza sanitaria: Ho capito. Ma la moglie è sveglia?

Antonio Tizzani: No, è distesa a terra. Cristo (incomprensibile).

Si noti “Cristo”.

Emergenza sanitaria: Allora provi a chiamarla.

Antonio Tizzani: Gianna! Gianna! Mi rispondi. Gianna! Amoreeeee… mi rispondi (incomprensibile).

Emergenza sanitaria: Non risponde.

Antonio Tizzani: Non mi risponde, non mi risponde.

Emergenza sanitaria: Ma sta respirando?

Antonio Tizzani: Dio! Mannaggia! E perdete tempo. Mannaggia la Madonna! E’ questo! E’ questo! E’ così il soccorso!

Tizzani è rabbioso per ciò che è successo e, nonostante sia consapevole che la moglie è morta, se la prende con l’operatore. 

Emergenza sanitaria: Va bene, arrivano.

CONCLUSIONI

Tizzani non ha mai formulato un’esplicita richiesta d’aiuto per sua moglie Gianna e ha mostrato di avere una priorità, quella di riferire che “qualcuno” era entrato in casa, lo ha fatto per tentare di allontanare i sospetti da sé. Si sappia che Tizzani non ha escluso che quel “qualcuno” potesse essere lui. 

Le parole “Corri”, “Veloce” e “Correte”, in assenza di una vera e propria richiesta d’aiuto, sono inaspettate e rivelano un bisogno, quello di collocarsi dalla parte dei “buoni”.

Tizzani ha spesso chiamato in causa “Cristo”, la “Madonna” e “Dio”. Ha detto “Madonna mia”, “Dio mio” per riferire all’operatore di essere un credente. Lo ha fatto per provare ad ingraziarselo, se credente pure lui, o comunque per rappresentarsi come un uomo religioso e quindi un “good guy” in modo da indurre il suo interlocutore a concludere che quel “qualcuno” che aveva ucciso Gianna non poteva essere lui.

Nella sua chiamata di soccorso Annamaria Franzoni non ha mai formulato una richiesta d’aiuto per il proprio figlio Samuele ma ha cercato di allontanare i sospetti da sé mettendo in pratica alcuni escamotage linguistici: ha detto “la prego”, “vi prego”, “Fate presto” e “venga subito” al fine di collocarsi dalla parte dei “buoni”; si è sperticata in inaspettati convenevoli “Grazie”“va bene, arrivederci” per ingraziarsi l’operatore.

La Franzoni, subito dopo aver concluso la telefonata con il 118, alle 8:29:26, ha chiamato la ditta in cui lavorava il marito, Stefano Lorenzi, comunicando ad un’impiegata, G. P., che Samuele era morto mentre all’operatore del 118, nella telefonata delle 8:28:17, ha detto “Ascolti, mio figlio ha vomitato sangue, sta male, non respira”. 

Nel caso del suicidio di David Rossi, la richiesta d’aiuto di Mingrone è stata immediata, ripetuta e caratterizzata dall’urgenza (“subito”,“al volo”), peraltro Mingrone, a differenza di Tizzani e della Franzoni, ha mostrato di avere difficoltà ad accettare la morte di David Rossi e poi, Mingrone non si è esibito in convenevoli, al contrario, ha lasciato intendere al carabiniere di essere irritato con lui mostrandoci di non temere di inimicarselo.

OMICIDIO GIANNA DEL GAUDIO, NO ALL’ACQUISIZIONE DELLE INTERVISTE TELEVISIVE RILASCIATE DALL’IMPUTATO ANTONIO TIZZANI

Gianna Del Gaudio e il marito Antonio Tizzani

No all’acquisizione delle registrazioni delle interviste televisive rilasciate da Antonio Tizzani chieste come fonte di prova dal PM. Secondo i giudici “è il dibattimento la sede privilegiata per la formazione della prova”. Ne abbiamo parlato con la criminologa Ursula Franco che è allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis, una tecnica di analisi di interviste ed interrogatori.

Le Cronache Lucane, 19 dicembre 2019

– La difesa di Tizzani non ha ottenuto l’acquisizione degli atti relativi agli accertamenti scientifici dell’omicidio di Daniela Roveri e neanche la PM ha ottenuto l’acquisizione delle interviste televisive rilasciate da Tizzani, dottoressa Franco, cosa ne pensa?

A mio avviso la richiesta del pubblico ministero Letizia Cocucci era giusta. Le interviste ben condotte, come eventuali chiamate di soccorso, sono equiparabili ad intercettazioni ed interrogatori.

– In che caso, a suo avviso, eventuali dichiarazioni rilasciate da un indagato non andrebbero prese in considerazione?

Le interviste, come le registrazioni delle chiamate di soccorso e gli interrogatori, non sono di nessun valore solo se vengono contaminati dall’interlocutore, cosa non infrequente durante gli interrogatori.

OMICIDIO GIANNA DEL GAUDIO, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: LE INTERVISTE E LE TELEFONATE DI SOCCORSO PERMETTONO DI STABILIRE UNA STATEGIA D’INDAGINE

Gianna Del Gaudio e il marito Antonio Tizzani

La signora Gianna Del Gaudio, 63 anni, è morta nella notte tra il 26 ed il 27 agosto 2016 dopo essere stata attinta da un unico fendente sferratole alla gola. La procura di Bergamo ha da subito indagato per il delitto il di lei marito, Antonio Tizzani. Venerdì 6 dicembre si terrà la seconda udienza del processo che vede il marito della Del Gaudio sul banco degli imputati. Antonio Tizzani, nonostante di fronte al magistrato si sia avvalso della facoltà di non rispondere, ha rilasciato un’infinità di interviste. Ne abbiamo parlato con la criminologa Ursula Franco che ha analizzato le interviste in questione. Ursula Franco è medico e criminologo, è allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis (una tecnica di analisi di interviste ed interrogatori), si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari. È stata consulente dell’avvocato Giuseppe Marazzita, difensore di Michele Buoninconti; è consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, difensore di Daniel Ciocan; ha fornito una consulenza ai difensori di Stefano Binda dopo la condanna in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi. Binda, il 24 luglio 2019, è stato assolto per non aver commesso il fatto. La Franco, da circa un mese, è consulente di Paolo Foresta, che è difeso dall’avvocato Giovanni Pellacchia.

Le Cronache Lucane, 10 dicembre 2019

– Dottoressa Franco, in un caso giudiziario, se presenti, quanto possono essere utili le analisi delle telefonate di soccorso e delle interviste? 

L’analisi delle telefonate di soccorso e delle interviste attraverso la Statement Analysis permette di stabilire una strategia d’indagine, infatti, grazie alla casistica sappiamo cosa aspettarci da un soggetto che non ha commesso un omicidio e che chiama i soccorsi o che rilascia interviste. 

– Dottoressa, Tizzani si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha comunque rilasciato un’infinità di interviste, che cosa si evince dalle sue dichiarazioni?

Una scelta incomprensibile, posto che durante le interviste ha detto tutto e il contrario di tutto e non ha mai negato in modo credibile di aver ucciso sua moglie Gianna, lo ha anzi ammesso quando ha detto: “Ma io… ma… ma quando dico che so’ innocente, non l’ho fatto una cosa simile, non potevo fare una cosa… non potevo fare male a mia moglie, perché u male… FACENDO QUEL MALE A MIA MOGLIE, L’HO FATTO A ME STESSO… quindi a chi facevo male? A me stesso? A me stesso facevo male?”. Si noti che Tizzani non ha detto: “non potevo uccidere mia moglie”: ma “non potevo fare male a mia moglie” per evitare di confrontarsi con lo stress che il verbo “uccidere” gli provoca. Inoltre, dirsi innocenti non equivale a negare l’azione omicidiaria. In ogni caso, Tizzani innocente de iure lo è ancora.

GIANNA DEL GAUDIO, ANTONIO TIZZANI A PROCESSO?/ Le violenze e le nuove testimonianze

Gianna Del Gaudio e il marito Antonio Tizzani

Gianna Del Gaudio, un mistero ancora irrisolto: in attesa dell’udienza preliminare a carico di Antonio Tizzani, indiscrezioni sulla presunta natura violenta dell’uomo

Sono passati tre anni dall’omicidio di Gianna Del Gaudio, ma giovedì si arriverà al primo momento decisivo. Un giudice deciderà se Antonio Tizzani deve essere o meno processato. Ma è emerso qualcosa di clamoroso: due nuovi testimoni hanno udito delle urla e una voce. Un vicino ha raccontato di aver ascoltato un violento litigio, e la testimonianza è stata confermata da due ragazze che si trovavano in un parcheggio vicino. Una ragazza, che ha incrociato Tizzani in caserma, ha riconosciuto la voce dell’uomo. Nell’indagine è finito anche un anello di Tizzani, di cui hanno parlato anche i figli. Dal racconto della nuora di Gianna Del Gaudio è emerso che la donna era vittime di violenze e maltrattamenti. Una vicina ha riportato una frase della vittima in cui confermava ciò: «Anche io le prendo da mio marito e mi alzo con i lividi, eppure non mi separo». Ma anche il primogenito ha confermato le violenze sin da quando era piccolo, il secondogenito ha anche aggiunto che il padre eccedeva con l’alcol. (agg. di Silvana Palazzo)

GIANNA DEL GAUDIO, ANTONIO TIZZANI A PROCESSO?

Tornano a riaccendersi sul giallo di Gianna Del Gaudio i riflettori della trasmissione Quarto Grado, che torna eccezionalmente questa sera, domenica 7 luglio, su Rete 4 con una nuova imperdibile puntata. Sono passati quasi tre anni dall’uccisione brutale dell’ex professoressa in pensione di Seriate, assassinata la notte tra il 26 ed il 27 agosto del 2016 mentre era nella sua villetta in piazzetta Madonna delle Nevi, dopo una serata trascorsa in famiglia. Il caso però, resta ancora avvolto nel mistero ed il suo killer non è ancora stato assicurato alla giustizia. Unico indagato resta il marito Antonio Tizzani. Lo ha stabilito la procura di Bergamo che lo scorso 2 novembre ha chiuso le indagini confermando come, a parte lui, non ci sia alcun altro sospettato né iscritto nel registro degli indagati. Attualmente a piede libero, nei prossimi giorni proprio Tizzani, il quale si è sempre difeso della pesante accusa di omicidio della moglie, si presenterà per la prima volta nel tribunale di Bergamo dove affronterà l’udienza preliminare al cospetto del gup Lucia Graziosi. L’iter giudiziario a suo carico prenderà ufficialmente il via il prossimo 11 luglio, quasi in concomitanza con il terzo anniversario della morte della moglie.

GIANNA DEL GAUDIO, UN GIALLO ANCORA SENZA SOLUZIONE

Antonio Tizzani, marito di Gianna Del Gaudio, come rammenta BergamoNews in questi giorni si è sottoposto solo una volta ad interrogatorio. In quella sola circostanza però l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere ma si è spesso difeso intervenendo con giornalisti e tv. Dal giorno dell’uccisione della moglie, la sua versione dei fatti è sempre rimasta la medesima: quella notte di agosto, dopo una cena in famiglia, lui sarebbe uscito per annaffiare le piante quando si accorse di un uomo misterioso, incappucciato, chino sul corpo della moglie, esanime in cucina, prima di darsi alla fuga. Nessuno però, a parte lui, riferì mai della presenza di un misterioso incappucciato. I Ris hanno passato al setaccio l’intera villetta di Seriate dove si consumò il delitto senza rivelare però alcuna traccia di Dna estranea ai membri della famiglia. Tracce genetiche di Tizzani furono invece rinvenute sul manico del cutter trovato in un sacchetto di plastica insieme a dei guanti in lattice, nascosto in una siepe a poche centinaia di metri dalla villetta. Nei mesi scorsi, la criminologa Ursula Franco, intervistata da Le Cronache Lucane online in merito ai delitti tra coniugi, aveva commentato tirando in ballo proprio il caso di Gianna Del Gaudio e sostenendo: “Un caso scuola è quello dell’omicidio di Gianna Del Gaudio, la donna aveva sopportato a lungo le violenze fisiche e verbali del marito Antonio Tizzani”. Affermazioni, le sue, che sarebbero sostenute anche da altri indizi e testimonianze. Antonio, dunque, sarebbe stato un uomo e marito violento? Al momento la sola certezza è che il killer di Gianna sarebbe ancora a piede libero.

OMICIDIO DI BRIGITTE LOUISE PAZDERNIK, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: I PENSIONAMENTI SONO CAUSA DI FRATTURE DI EQUILIBRI GIA’ PRECARI (intervista)

Brigitte Louise Pazdernik

Il 10 ottobre scorso Brigitte Louise Pazdernik, una donna tedesca di 76enne, era scomparsa  da Narbolia (Oristano) ed era stata ritrovata morta tre giorni dopo sulla spiaggia di Su Pallosu. Brigitte era sposata con Giovanni Perria, 78 anni, che aveva conosciuto in Germania dove l’uomo era emigrato e dopo la pensione i due erano tornati a vivere in Sardegna. Il fatto che la donna avesse seri problemi di deambulazione e che fosse uscita di casa durante la notte in vestaglia e ciabatte e senza i suoi occhiali da vista ha indotto gli inquirenti a focalizzare le indagini sul marito e a sequestrare la sua auto e la casa che condivideva ormai da 15 anni con la moglie. Ieri, 23 gennaio 2019, Giovanni Perria è stato arrestato e rinchiuso in una cella della Casa Circondariale di Oristano “Salvatore Soro”, detta Massama, dove si trova anche Cesare Battisti.

Le Cronache Lucane, 25 gennaio 2019

Gli omicidi tra coniugi così anziani colpiscono particolarmente l’opinione pubblica, ne abbiamo parlato con la criminologa Ursula Franco.

– Dottoressa Franco, qual’è il terreno di coltura in cui maturano omicidi tra coniugi così anziani?

Nulla accade all’improvviso, nei casi di omicidi tra anziani coniugi all’anamnesi vi sono spesso precedenti specifici, purtroppo con il pensionamento le tensioni familiari si esacerbano per la necessità di ristabilire i compiti dei due coniugi e per il maggior tempo condiviso ed è proprio questo il momento in cui si fratturano equilibri familiari già precari e uno dei due coniugi può arrivare a uccidere. Un caso scuola è quello dell’omicidio di Gianna Del Gaudio, la donna aveva sopportato a lungo le violenze fisiche e verbali del marito, Antonio Tizzani. Anche l’omicidio di Mariella Cimò, 72 anni, commesso da Salvatore Di Grazia, è maturato all’interno di un rapporto quarantennale segnato da attriti per motivi economici e tradimenti.

Omicidio Gianna Del Gaudio (intervista)

Dalla pagina Facebook di Antonio Tizzani

La signora Gianna Del Gaudio, 63 anni, è morta nella notte tra il 26 ed il 27 agosto 2016 dopo essere stata attinta da un unico fendente sferratole alla gola. La criminologa Ursula Franco, dal settembre 2016 a oggi, si è pubblicamente espressa in merito alla colpevolezza del marito, l’abbiamo sentita proprio all’indomani della richiesta della procura di Bergamo di rinvio a giudizio per Antonio Tizzani, unico indagato per questo delitto.

Le Cronache Lucane, 5 dicembre 2018

– Dottoressa Franco, ci può riassumere i motivi per i quali ritiene che Antonio Tizzani sia l’autore dell’omicidio?

I vicini di casa hanno dichiarato di aver sentito litigare i due coniugi poco prima dell’omicidio, pertanto possiamo non solo inferire che la coltellata mortale sia stata l’atto finale di un confronto tra la Del Gaudio e Tizzani ma anche escludere che un soggetto terzo sia penetrato in casa loro, le urla infatti  avrebbero rappresentato un deterrente. I vicini hanno poi riferito che, dopo l’omicidio, Tizzani  imprecò ma non chiese aiuto. I vicini lo sentirono urlare “Paolo, Paolo”, “Dio, Dio, Dio!” e “Ti ho visto! Ti ho visto!”, queste sue ultime parole rappresentavano già un tentativo di attribuire il reato ad un fantomatico ladro assassino. Subito dopo aver ucciso sua moglie, Tizzani iniziò a falsificare e poiché non è semplice vestire gli abiti dell’innocente dopo aver ucciso qualcuno, non chiese aiuto per sua moglie ma pensò semplicemente a costruirsi una linea difensiva. Lo stesso accade nelle telefonate di soccorso, chi chiama dopo aver commesso un omicidio ha una priorità: apparire innocente, non chiedere aiuto.

– Secondo lei c’è stato un ritardo nella richiesta d’aiuto e se sì a cosa è ascrivibile?

Certamente, Tizzani ha accoltellato sua moglie intorno alla mezzanotte, la telefonata al 118 è delle 00.43. Il ritardo è dovuto al fatto che Antonio Tizzani, dopo aver ucciso sua moglie, si lavò le mani nel lavandino del bagno, dove i RIS hanno repertato il sangue della vittima e poi mise il taglierino nel sacchetto delle mozzarelle e lo nascose in una siepe poco distante. Un estraneo non si sarebbe intrattenuto in casa Tizzani per lavarsi le mani dopo aver ucciso la Del Gaudio, in specie in presenza del marito, e nessun assalitore estraneo a quella casa avrebbe mai lasciato l’arma del delitto a pochi metri dalla scena del crimine ma l’avrebbe condotta con sé per disfarsene il più lontano possibile.

– Dottoressa Franco, secondo lei Tizzani è un soggetto pericoloso?

Secondo me Tizzani dovrebbe stare in carcere avendo già mostrato di essere capace di uccidere per futili motivi. Aggiungo che ho provato un certo imbarazzo per la procura quando, durante un’intervista, ho sentito il signor Tizzani ripetere almeno 4 volte di essere pronto a fare una strage. Il fatto che abbia minacciato di fare una strage mentre si trovava sotto i riflettori per essere l’unico indagato per l’omicidio di sua moglie, ce la dice lunga sul suo stato psichico.

– Dove ha sbagliato Tizzani?

Naturalmente il suo errore imperdonabile è stato quello di aver ucciso sua moglie. In seguito all’omicidio ha rilasciato un’infinità di dichiarazioni incriminanti ai giornalisti. Ha mutuato dalla nuora la storia dell’incappucciato. La nuora di Tizzani, nei giorni precedenti all’omicidio, si era lamentata con il marito del fatto che di notte un uomo incappucciato le suonasse il campanello, una storia rivelatasi falsa dopo il delitto ma che era nota a Tizzani, che la credeva vera, e alla quale si ispirò dopo aver commesso l’omicidio. Una storia che si è rivelata un boomerang. Ha dichiarato di non aver mai posseduto il taglierino con cui ha ucciso sua moglie e sul quale è stato trovato il suo DNA. Ha ammesso di aver commesso l’omicidio quando ha detto ad una giornalista: “Ma io… ma… ma quando dico che so’ innocente, non l’ho fatto una cosa simile, non potevo fare una cosa… non potevo fare male a mia moglie, perché u male… FACENDO QUEL MALE A MIA MOGLIE, L’HO FATTO A ME STESSO… quindi a chi facevo male? A me stesso? A me stesso facevo male?”.

– Qual’è il terreno di coltura in cui è maturato l’omicidio?

Tensioni familiari che duravano da anni e che si sono esacerbate quando i due coniugi sono andati in pensione. I pensionamenti sono infatti spesso causa di fratture dell’equilibrio familiare per la necessità di ristabilire i compiti dei coniugi e per il maggior tempo condiviso. 

Analisi di uno stralcio d’intervista rilasciata da Antonio Tizzani nell’ottobre 2017

Antonio Tizzani al funerale della moglie

Quando hai saputo che era stata uccisa un’altra donna (Daniela Roveri), cosa hai pensato?

“Che c’era un serial killer. L’hanno pensato un poco tutti ma io penso, restringendo il cerchio, un alunno straniero che ha fatto domanda… poi… per questa ditta, cioè esce dalla ragioneria e va a fa’ la domanda a questa ditta… non è stato assunto, ma una domanda ci sarà ancora in giro, no? Ci sarà questa domanda, questo tizio ha fatto ‘sta domanda, da quale cazzo di scuola viene? Mi fermo… mi fermo pure io. Cioè uno l’ha bocciata, l’altra non l’ha assunto e questo se ne è andato di testa. Cari inquirenti… cari inquirenti, trovatelo che non stiamo lontano… non stiamo lontano.

Io, Paolo e Mario abbiamo sempre detto di una specie di serial killer, sarà serial o fantomatico. Non è difficile andare a vedere l’alunno bocciato e quando è l’anno di lavoro, perché è bocciato, eeee e quel…. e quella persona che dev’essere assunto e non viene assunto perché aveva voti bassi e quindi c’entra uno e c’entra l’altro e io vi ammazzo tutti e due”.

Inizialmente Antonio Tizzani risponde di credere che un serial killer abbia ucciso sua moglie Gianna Del Gaudio e Daniela Roveri, in seguito apre alla possibilità che il “serial killer” invece che “serial” sia “fantomatico”, ovvero che non esista e in finale prende possesso di entrambi gli omicidi dicendo “io vi ammazzo tutti e due”, un’ammissione tra le righe. 

Nell’appello a chi indaga “Cari inquirenti… cari inquirenti, trovatelo che non stiamo lontano… non stiamo lontano” si riconosce il “good guy/bad guy factor” in Statement Analysis, un tentativo di Tizzani di collocarsi dalla parte delle forze dell’ordine (“good guys”). Solo i “bad guys” sentono la necessità di rappresentarsi come “good guys”.