Caso Maria Ungureanu: hanno paura della verità coloro che hanno coperto Marius e calunniato Daniel

La piscina dove è annegata Maria Ungureanu

Abbiamo intervistato la criminologa Ursula Franco, consulente della difesa dei fratelli Ciocan, indagati per violenza sessuale ed omicidio dalla procura di Benevento

Le Cronache Lucane, 2 febbraio 2018

Dottoressa Franco perché si parla ancora dei Ciocan riguardo al caso Ungureanu dopo che 9 giudici li hanno ritenuti estranei ai fatti?

Perché molti giornalisti non amano confrontarsi con i propri errori di giudizio, chi ha diffamato i Ciocan fino ad oggi, pur di non ammettere di essersi sbagliato, cerca di ritagliargli un ruolo seppur marginale pur sapendo che le indagini hanno escluso che Daniel e Cristina fossero in paese mentre Maria moriva e hanno accertato che la bambina veniva abusata solo da suo padre. Gli atti parlano chiaro e non lasciano spazio ad altre ricostruzioni, i voli pindarici lasciamoli agli incompetenti.

Ci sintetizza rapidamente il caso?

Il caso Ungureanu è semplicemente il caso di una bambina abusata dal proprio padre e morta per cause accidentali in compagnia di un’amica che per paura ha taciuto.

A Chi l’ha visto, abbiamo sentito l’avvocato Gallo dire che la maglietta sporca dello sperma di Marius Ungureanu non apparteneva alla bambina, che può dirci?

Gli atti parlano chiaro:

– i RIS hanno sequestrato solo abiti in uso a Maria ed il verbale è stato firmato da Marius Ungureanu;
– sono agli atti decine di intercettazioni dalle quali si evince che quella maglietta con lo sperma di Marius era in uso esclusivo a Maria;
– Maria veniva cronicamente abusata e sua madre lo sapeva, numerose intercettazioni ce lo confermano.

E’ vero che i tamponi sulla maglietta incriminata eseguiti dai RIS hanno escluso che fosse in uso a Maria?

No, è falso. In merito, vi invito ad intervistare il maggiore dei RIS che si è occupato degli accertamenti.

Ritiene che i Ciocan possano essere rinviati a giudizio?

Vista l’incapacità della procura di rivedere le proprie posizioni e di allinearsi con i 9 giudici che hanno dato ragione alla difesa, è possibile.

Che farete?

Coglieremo l’occasione per far emergere la verità nella sua interezza, una verità di cui Daniel e Cristina non hanno paura perché sono estranei ai fatti.

Chi, a suo avviso, ha invece paura della verità?

In parecchi direi:
– chi violentava Maria ovvero suo padre Marius;
– chi ha coperto Marius ovvero sua moglie Elena, la quale ha perfino calunniato il povero Daniel Ciocan;
– la ragazzina che era con Maria, che ha permesso la persecuzione di due ragazzi estranei ai fatti e che dovrà rispondere dei reati di omissione di soccorso e falsa testimonianza;
– coloro che hanno cercato di nascondere le responsabilità di Marius in merito al reato di violenza sessuale incorrendo nel reato di favoreggiamento personale;
– i servizi sociali e tutti coloro che hanno chiuso gli occhi lasciando che Maria vivesse un inferno all’interno della propria casa.

Caso Maria Ungureanu: Arrestate i genitori!

“Arrestate i genitori!”, lo gridano a gran voce gli italiani dopo le rivelazioni di Federica Sciarelli. Sono ben nove i giudici che hanno invitato la Procura di Benevento ad aprire gli occhi sul padre della piccola Maria che prima di morire aveva subito un’ultima violenza proprio mentre si trovava in casa.

Le Cronache Lucane, 18 gennaio 2018

Marius Ungureanu è difeso dall’avvocato Fabrizio Gallo, dalla criminologa Roberta Bruzzone e dalla genetista Marina Baldi.

Abbiamo intervistato la criminologa Ursula Franco che collabora alla difesa dei fratelli Daniel Petru e Cristina Ciocan con gli avvocati Salvatore Verrillo e Giuseppe Maturo, una difesa che, in questo anno e mezzo, ha mietuto un successo dopo l’altro.

Dottoressa, finalmente la verità è emersa, diciamo anche grazie al programma televisivo Chi l’ha visto, la difesa che cosa si aspetta?

La difesa si aspetta che la Procura di Benevento faccia ciò che non ha fatto nel luglio 2016, ovvero che emetta una Richiesta per l’applicazione della misura cautelare carceraria per il reato di violenza sessuale per Marius Ungureanu e che agisca nei confronti di Andrea Elena Ungureanu in merito al reato di Concorso omissivo in violenza sessuale. La madre della bambina, nonostante fosse a conoscenza del fatto che era suo marito Marius ad abusare di sua figlia, per salvarlo, ha calunniato da subito il povero Daniel attribuendogli le violenze.

Dottoressa, quando è avvenuto il “cortocircuito nelle indagini” di cui lei ha recentemente parlato?

Il “cortocircuito” è avvenuto nel momento in cui i RIS hanno isolato lo sperma di Marius Ungureanu da una maglietta in uso esclusivo alla piccola Maria e dalla copertina del suo lettino e la Procura, invece di richiedere l’arresto di Marius, ha richiesto quello di due soggetti estranei ai fatti. La difesa è curiosa di sapere perché, appurato che gli stessi operatori dei RIS, di Roma che hanno esaminato i reperti ed isolato lo sperma, si sono occupati del sequestro di maglietta e copertina a casa degli Ungureanu e hanno fatto firmare a Marius Ungureanu un verbale nel quale l’uomo dichiarava che tutto ciò che i RIS avevano sequestrato apparteneva a Maria, ad un mese dai fatti, avendo la soluzione in mano, non si è proceduto all’arresto di Marius Ungureanu. Lei capisce che, in un’indagine per violenza sessuale, l’aver ignorato un dato così rilevante come la presenza dello sperma del padre su un indumento in uso esclusivo a Maria, ha ritardato il raggiungimento della verità, lasciando libero un soggetto capace di reiterare, ma soprattutto questo grossolano errore della Procura ha distrutto la vita di due ragazzi estranei ai fatti.

Dottoressa, resta da chiarire la dinamica della morte della piccola Maria.

La dinamica è chiara: Maria con un’amica, di cui sappiamo nome e cognome, e con la quale aveva appuntamento dal giorno precedente per quella sera, si intrufolò di nascosto nel giardino del ristorante per fare il bagno ed affogò. L’amica fuggì perché temette di dover rispondere delle conseguenze di un suo comportamento sopra le righe sia ai propri genitori che alle autorità. Sono passati quasi due anni, la ragazzina è ora maggiorenne, credo che sia venuto il momento che la Procura la interroghi come si deve in merito ai suoi movimenti della sera del 19 giugno 2016, solo così potrà risolvere definitivamente questo caso.

Morte di Maria Ungureanu: una mia dichiarazione ripresa dalla stampa romena

Andrea e Marius Ungureanu, i genitori della bambina trovata morta in una piscina a San Salvatore Telesino (Benevento), lasciano la loro abitazione insieme ai Carabinieri, 22 giugno 2016. ANSA / CIRO FUSCO

Cazul Maria Ungureanu, interceptarea care schimbă totul: ”O să sfârșim în închisoare…știm de ce… noi suntem vinovați!”

By Petre Cojocaru On Ian 15, 2018 ITALIADIASPORA.IT

Continuă să planeze misterul asupra morții Mariei Ungureanu, micuța de 10 ani descoperită înecată într-o piscină din stațiunea San Salvatore Telesino, în iunie, anul trecut. Zilele trecute, realizatorii programului de televiziune ”Chi l’ha visto?” au difuzat o interceptare ambientală, care îi incriminează pe părinții fetiței.

”O să sfârșim în închisoare Ma(rius)… amândoi… noi suntem vinovați, știm de ce”, sunt cuvintele care îi transformă pe Andreea Elena si Marius Ungureanu (foto matesenews.it), părinții Mariei, în principali suspecți.

Nu este o noutate, pentru că la dosar există probe care l-au incriminat direct pe tatăl micuței, care ar fi abuzat-o în repetate rânduri, cu știrea mamei. Inițial au fost reținute două persoane, Daniel Petru si Cristina Ciocan, dar s-a dovedit că reținerea lor nu s-a justificat, cei doi nici nu se aflau în localitate când s-a întâmplat nenorocirea.

”Judecătorii de la Tribunal au acuzat Procuratura de acte de rasism si toți judecătorii implicați până acum în acest caz au sugerat Procuraturii să îl incrimineze pe Marius Ungureanu, tatăl Mariei, pentru abuzuri sexuale împotriva copilei, dat fiind faptul că, la examenele de specialitate, sperma acestuia a fost identificată pe hainele Mariei sau pe covertura patului în care dormea micuța”, ne-a declarat Malke Ursula Franco, expert criminalist si apărător al lui Daniel si Cristinei Ciocan.

Din păcate, se apropie un an de când micuța Maria și-a pierdut viața, dar legiuitorii încă nu au făcut lumină în acest caz. Sperăm ca acest lucru să se petreacă însă cât mai repede, astfel încât sufletul chinuit al copilei să se poată odihni, într-un final, în pace.